Skip to content

ECCO COME LA SINISTRA TRASCINA L’ ITALIA NEL TERZO MONDO…….!!!!!

13 aprile 2016

1457511_1087403781332020_5978122968910477579_n

12993630_224980867869324_5323387242333656406_n

12718200_431837816986759_6218663093019507928_n

da  IL  GIORNALE.IT

 

Campi Isis in Senegal: addestrano vu’ cumprà per le spiagge italiane

È l’ultima strategia del fiduciario del Califfo nel Paese africano. La polizia: “I venditori-jihadisti si preparano vicino ai resort”

Un kalashnikov al posto della borsa contraffatta di Louis Vuitton, oppure una cintura esplosiva invece di quella simil Gucci.

La mente malata dei jihadisti sembra aver partorito una nuova strategia del terrore: colpire le spiagge italiane con radicalizzati travestiti da vu cumprà, per mettere in pratica il delirante piano di un medico diventato uomo di fiducia di Al Baghdadi in Senegal. L’allarme è stato lanciato dalla polizia locale, preoccupata per l’espansione sul proprio territorio di cellule legate all’Isis. «Gli uomini del Califfato sono tra noi – denuncia il capitano Seck Pouye, capo della polizia di Saly – si addestrano a pochi chilometri da alcuni resort. Tutta l’area è diventata inaccessibile». Saly, 80 chilometri a Sud di Dakar, era uno dei gioielli turistici del Senegal, negli ultimi mesi le prenotazioni sono diventate chimeriche. Gli attentati in Burkina Faso, Mali e soprattutto la mattanza al resort ivoriano di Grand Bassam, hanno lasciato il segno. E così Saly si è trasformato in un paesaggio lunare nonostante le invitanti acque turchesi dell’oceano e alcune strutture ricettive di livello internazionale.

«È qui, a due passi dal nostro albergo che i terroristi preparano i loro piani di battaglia – racconta Boubacar Sabaly, direttore dell’hotel Les Bougainvilles – per due volte hanno dato fuoco alle auto parcheggiate. Ci minacciano di continuo». E mentre il governo del presidente Macky Sall sembra più intenzionato a occuparsi della lotta alla corruzione che a frenare un fenomeno che ormai è dilagante, a Saly la situazione sta precipitando. «Vogliono colpire le spiagge italiane, francesi e spagnole – aggiunge Pouye – sfrutteranno alcuni ambulanti radicalizzati. Gente insospettabile che fa la spola tra l’Italia e il Senegal, apparentemente per lavoro. Tutte persone con documenti e visti regolari». Senza dimenticare che all’aeroporto «Leopold Senghor» le misure di sicurezza sono sconcertanti: per evitare il passaggio dei bagagli sul nastro trasportatore del metal detector è sufficiente allungare una banconota da 5mila sefa (circa 8 euro) al funzionario di turno. Dakar e soprattutto Saly sono quindi la palestra per affinare le tecniche di combattimento in attesa che arrivi l’estate. Una stagione che per l’Italia potrebbe essere particolarmente calda.

Fino a poco tempo fa si riteneva che il Senegal, religiosamente fondato sulla tolleranza dell’Islam di derivazione sufi, avrebbe in qualche modo arginato la penetrazione di forme più radicali come il salafismo, che aveva facilmente raccolto proseliti nelle aree povere e depresse dell’Africa occidentale, come Mali e Nigeria. Il denaro e la propaganda dell’Isis stanno fornendo consistenza al reclutamento anche in quella che viene chiamata in lingua wolof, la «Taranga», ovvero «la terra dell’ospitalità». La cellula di Saly è guidata da Peter Saadi, un giovane medico di appena 26 anni rientrato clandestinamente a Dakar dopo aver combattuto per circa dieci mesi con i miliziani di Al Baghdadi, dalle parti di Raqqa. Al suo rientro Saadi stava progettando un attentato nella capitale senegalese. Voleva far saltare in aria uno dei locali alla moda, frequentati da turisti europei, nel ricco quartiere di des Almadies. «Non lo ha fatto solo perché il direttivo dell’Isis gli ha affidato un nuovo compito – aggiunge Adama Gueye, colonnello delle forze speciali di Dakar – quello di fare propaganda e preparare nuovi combattenti». Nella “roccaforte” jihadista di Saly ci sarebbero al momento miliziani provenienti da Ciad, Ghana e Guinea, ma solo i senegalesi avrebbero il compito di delinquere sulle spiagge italiane.

Sulla questione è intervenuto il ministro della Difesa Augustin Tine, che ha promesso un giro di vite nei confronti di “terroristi e presunti jihadisti. Dopo i fatti di Grand Bassam, in Costa d’Avorio, abbiamo arrestato un migliaio di persone, per verificare collusioni e complicità”. Il ministro però preferisce glissare sul fatto che nessuno di loro è rimasto in galera e che l’operazione, secondo la stampa di opposizione, ha avuto solo fini propagandistici.

—————————————————————-

da  ImolaOggi

Nuovo ricovero per meningite in Toscana

 

SIENA, 12 APR – Una donna, proveniente dalla Val d’Elsa, è stata ricoverata all’ospedale Santa Maria alle Scotte di Siena, perchè colpita da meningite da meningococco di gruppo B. LO rende noto la Aou senese insieme alla Asl Toscana Sud-Est, spiegando che la paziente è arrivata ieri in ambulanza dal pronto soccorso dell’ospedale di Campostaggia, dove si era recata nella primissima mattinata per sintomi riconducibili alla meningite.

Toscana, “Asl conferma, migranti possibile causa di epidemia meningite”

Alle Scotte “è stata immediatamente sottoposta agli accertamenti idonei e a terapia antibiotica; la tipizzazione del batterio è stata effettuata” oggi. Attualmente è ricoverata nel reparto di malattie infettive ed epatologia e le sue condizioni cliniche sono in miglioramento. Il servizio di igiene e sanità pubblica dell’Asl ha effettuato la profilassi su quanti sono venuti in contatto con la paziente. (ANSA)

—————————————————————

da  VOX  NEWS

Raccattano 2mila clandestini in 24 ore, e si chiedono “perché Austria chiude Brennero”…

“Le misure annunciate” dall’Austria al Brennero “inducono a chiedere con estrema urgenza la verifica da parte della Commissione della loro compatibilità con le regole di Schengen”. Lo scrivono in una lettera congiunta al commissario Ue Avramopoulos i ministri degli Esteri Gentiloni e dell’Interno Alfano sottolineando che “la decisione di ripristinare i controlli ‘interni’ con l’Italia non appare suffragata da elementi fattuali” e che “la reintroduzione di controlli e/o di barriere tecniche non può in alcun modo essere considerata proporzionata”.

Due ermafroditi della politica. Nel giorno in cui hanno raccattato, loro e il degustatore di tartine De Giorgi, circa 2mila giovani maschi africani, si chiedono perché l’Austria costruisce una barriera…

Il ministro dell’Interno austriaco, Johanna Mikl-Leitner, giudica “non comprensibile” l’agitazione in Italia per l’avvio dei lavori per i controlli di confine al Brennero. Lo ha reso noto in una dichiarazione all’agenzia di stampa Apa. Secondo Mikl-Leitner, viene “ora messo in pratica puntualmente quanto già annunciato da settimane e messo sul tavolo in maniera chiara anche la scorsa settimana a Roma”.

Annunci

From → Uncategorized

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: