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COMPLIMENTI !!!!

aprile 6, 2016

da  Messaggero  Veneto     05 aprile 2016

 

volley

De Cecco, dal Friuli sul tetto d’Europa da vicecoach di Giani

Il majanese con la Calzedonia ha vinto la Challenge Cup: “Gioia immensa e grande orgoglio d’essere friulano”

di Monica Tortul

DE  CECCO

UDINE. Chi l’avrebbe mai detto che un majanese sarebbe riuscito a espugnare la Siberia? A compiere la grande impresa sportiva Matteo De Cecco, vice di Andrea Giani nella massima serie nazionale maschile di volley alla Calzedonia Verona, con cui due giorni fa ha vinto la Challenge Cup che, in ordine di importanza, è la terza competizione europea per club. In finale Verona ha battuto al tie-break la formazione russa del Fakel Novy Urengoy, bissando la vittoria della gara di andata, che si era chiusa con lo stesso risultato.

Dopo questo strepitoso successo, che fa seguito alla vittoria dell’European Cup dello scorso agosto e all’argento agli Europei solo due mesi dopo sulla panchina della nazionale slovena sempre in veste di braccio destro di Giani, Matteo è pronto a giocarsi anche il pass per la semifinale scudetto. Mercoledì è infatti in programma gara 5 dei quarti di finale contro Perugia.

In Russia il tecnico majanese ha portato la tenacia e l’orgoglio friulano, contribuendo a scrivere un’altra pagina importante dello sport italiano. «È stata una giornata memorabile – ci ha raccontato poche ore dopo la vittoria -. La partita è stata molto difficile, anche perché il Fakel è una delle squadre più forti del campionato russo, composta da giocatori fisicamente impressionanti (con un’altezza media attorno ai 210 cm).

Battere una squadra russa in Russia è indescrivibile. Abbiamo deciso di rimandare i festeggiamenti, anche per preservare le energie per i play-off». Il clima e il luogo in cui si è svolta la competizione non invogliavano comunque a uscire.

«Novij Urengoj- ci ha spiegato ancora Matteo- è una piccola città siberiana, dedita per lo più all’estrazione del gas. Non c’è molta vita qui e poi fuori fa freddissimo. Il nostro albergo pare posizionato su una lastra di ghiaccio. Terremo dentro questa gioia e la lasceremo uscire appena terminati gli altri impegni».

Per il majanese si tratta, come già ricordato prima, della terza medaglia europea in meno di un anno. «Dopo anni di sacrifici raccolgo i primi frutti – ha concluso -. È stato emozionante poter sentire la gioia dei veronesi e del sindaco Tosi, che dal palazzetto ci hanno seguito in collegamento su un grande schermo. Una gioia indescrivibile, che mi ha fatto ricordare, con orgoglio, di essere friulano».

Matteo, classe 1969, ha lasciato il Friuli tanti anni fa, per seguire le sue ambizioni di atleta prima di allenatore poi Torna però volentieri a Majano, dove vive ancora la sua famiglia, e porta la sua orgogliosa appartenenza sempre con sé.

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