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SONO TANTE LE COSE CHE D I O NON VUOLE !!!!

aprile 3, 2016

7° : NON  RUBARE……… LO  HA  DETTO  D I O !!!!

Patrick di Majan

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da  ImolaOggi

 

Bergoglio: Dio non vuole che gli immigrati siano respinti

 

Udienza generale di Papa Francesco

“La misericordia è anzitutto la vicinanza di Dio al suo popolo. Una vicinanza che si manifesta principalmente come aiuto e protezione. è la vicinanza di un padre e di una madre: Dio prende ciascuno di noi e ci solleva fino alla sua guancia”.

Sono parole di Papa Francesco nell’omelia pronunciata in piazza San Pietro in occasione della veglia giubilare con 20 mila aderenti ai gruppi che vivino la spiritualità della misericordia proposta da Santa Faustina Kowlaska. “Quanto dolore – ha detto il Papa – quando sentiamo dire: questa gente, questi poveracci… buttiamoli fuori, lasciamoli dormire sulle strade“.

“Può essere facile – ha continuato Francesco – parlare di misericordia, mentre è più impegnativo diventarne concretamente dei testimoni. è questo un percorso che dura tutta la vita e non dovrebbe conoscere alcuna sosta. Gesù ci ha detto che dobbiamo essere ‘misericordiosi come il Padrè”. Insomma, ha ricordato, “la misericordia non può mai lasciarci tranquilli. è l’amore di Cristo che ci ‘inquietà fino a quando non abbiamo raggiunto l’obiettivo; che ci spinge ad abbracciare e stringere a noi, a coinvolgere quanti hanno bisogno di misericordia”.
In concreto, dunque, “non dobbiamo avere timore: è un amore che ci raggiunge e coinvolge a tal punto da andare oltre noi stessi, per permetterci di riconoscere il suo volto in quello dei fratelli. Lasciamoci condurre docilmente da questo amore e diventeremo misericordiosi come il Padre”.
“Quanti volti ha la misericordia di Dio!”; ha poi esclamato il Pontefice. “Essa – ha spiegato – ci viene fatta conoscere come vicinanza e tenerezza, una parola che si sente poco ma che evoca qualcosa della quale c’è molto bisogno” perché implica realtà “come compassione e condivisione, come consolazione e perdono”. “Chi più ne riceve, più è chiamato a offrirla, a condividerla; non può essere tenuta nascosta nè trattenuta solo per sè stessi”, ha osservato il Papa. “è qualcosa – ha continuato – che brucia il cuore e lo provoca ad amare, riconoscendo il volto di Gesù Cristo soprattutto in chi è più lontano, debole, solo, confuso ed emarginato”.
“La misericordia – ha poi concluso Papa Francesco rrovoltoa lla folla dei fedeli – va alla ricerca della pecora perduta, e quando la ritrova esprime una gioia contagiosa. La misericordia sa guardare negli occhi ogni persona; ognuna è preziosa per lei, perché ognuna è unica”. (AGI)

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Ecco chi ci obbligano a accogliere i delinquenti e gli idioti!!!!

Patrick di Majan

 

Cosa ne pensa DIO di questo…..? :

 

da  IL  GIORNALE.IT

 

Il Vaticano indaga sull’attico di Bertone: indagati due ex manager del Bambin Gesù

Alcune lettere proverebbero che il cardinale sapeva tutto sui lavori di ristrutturazione del proprio attico. Due indagati: Giuseppe Profiti, ex presidente del Bambin Gesù, e Massimo Spina, ex tesoriere. Cosa rischia il cardinale?

Come riporta l‘Espresso il Vaticano ha aperto un’inchiesta sui lavori di ristrutturazione dell’attico del cardinale Tarcisio Bertone.

Al momento risultano indagate due persone: Giuseppe Profiti, ex presidente del “Bambin Gesù”, e l’ex tesoriere Massimo Spina. L’inchiesta è nata dopo le rivelazioni del libro “Avarizia”, di Emiliano Fittipaldi. I reati ipotizzati sono questi: peculato, appropriazione e uso illecito di denaro. Dai documenti in possesso agli inquirenti emergerebbe in modo chiaro che i lavori di ristrutturazione sono stati pagati dalla Fondazione dell’ospedale pediatrico “Bambin Gesù”.

Ma quanto sono costati quei famosi lavori? Circa 422mila euro, fatturati nel 2014 ad una società con sede a Londra, la LG Contractor Ltd. Materialmente a fare i lavori è stata la società “La Castelli Re” (fallita nel 2015). Lo scandalo è che i soldi destinati ai bambini malati sono stati utilizzati per fare quei lavori di ristrutturazione, e poi girati a Londra. Sono sette le fatture pagate al costruttore in mano ai magistrati vaticani, che hanno anche altri documenti preziosi: le lettere firmate che inchioderebbero l’ex segretario di Stato di Benedetto XVI alle proprie responsabilità. Bertone, ibfatti, ha sempre detto di essere all’oscuro di eventuali finanziamenti di terzi. Ma dalle carte risulterebbe che ha sempre saputo che i soldi del restauro del suo appartamento arrivavano in parte dall’ente di beneficenza dell’ospedale vaticano.

In una lettera del 7 novembre 2013 Profiti offre al cardinale di pagare (tramite la onlus dedicata ai bambini malati) i lavori dell’attico di residenza in cambio dell’ospitalità di alcuni “incontri istituzionali” nella casa, e che Bertone – il giorno dopo – lo ha ringraziato accettando l’offerta, allegandogli persino una lista di “desiderata”.

Per il Vaticano sia Profiti sia Spina sono “pubblici ufficiali” vaticani, e nei loro confronti l’accusa parla di concorso in peculato perché “si sono appropriati” “e comunque hanno utilizzato in modo illecito” fondi dell’ospedale “per pagare lavori di ristrutturazione edilizia di un immobile di terzi sito all’interno della Città del Vaticano, sul quale nessuna competenza e nessun interesse poteva vantare la predetta Fondazione”. Ma Bertone è coinvolto o no? Secondo Fittipaldi sarà difficile che la Santa Sede possa evitare un suo coinvolgimento diretto nello scandalo. Qualora venisse incriminato, però, non verrebbe giudicato dal tribunale ordinario che sta indagando su Profiti e il tesoriere. Su di lui, infatti, avrebbe giurisdizione la Corte di Cassazione della Città del Vaticano, l’unico organo che ha il potere di aprire un’istruttoria sui reati dei “ministri” della Chiesa.

L’avvocato di Bertone: mai chiesto pagamenti

“La missiva inviata dal cardinal Tarcisio Bertone al prof. Giuseppe Profiti l’8 novembre 2013 – scrive in un comunicato il legale di Bertone, avvocato Michele Gentiloni Silveri – conferma integralmente la veridicità di quanto da lui sempre affermato”. In quella lettera, sostiene il legale, “si chiarisce al prof. Giuseppe Profiti che la volontà di S.E. è quella di nulla porre a carico della Fondazione Bambino Gesù, comunicandogli al contempo che sarà cura del cardinale Bertone stesso di procedere alla ricerca di finanziamente per lavori da espletarsi nell’appartamento. Successivamente – prosegue la nota dell’avvocato Gentiloni Silveri – il cardinale Bertone, non avendo ricevuto sussidio da parte di terzi, ha pagato personalmente l’importo richiesto dal Governatorato in relazione ai lavori effettuati nell’appartamento a lui assegnato e di proprietà di quest’ultimo. Il cardinal Tarcisio Bertone – conclude la nota – ribadisce di non aver mai dato indicazioni, o autorizzato, la Fondazione Bambino Gesù ad alcun pagamento in relazione all’appartamento da lui occupato e di proprietà del Governatorato”.

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