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ECCO COME CI HANNO RIDOTTO……… MALEDETTI CIALTRONI !!!!

2 aprile 2016

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da IL  GIORNALE  D’ ITALIA

 

L’emergenza

02/04/2016 09:05

Immigrazione, il Viminale ammette: ‘Siamo nei guai’

Torna a montare l’ondata migratoria: e presto occorrerà rispedirli indietro

Immigrazione, il Viminale ammette: 'Siamo nei guai'
Meglio tardi che mai. Con la primavera si sveglia, finalmente, anche il Viminale e si accorge che l’ondata migratoria è preoccupante. Perché aumenta, e perché finalmente si fa strada la consapevolezza che tanti, tantissimi di quelli che arrivano occorrerà rimandarli indietro. Senza tanti complimenti.
Intanto ci sono le cifre esorbitanti  che trapelano dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim): sono almeno 170mila i migranti giunti in Europa via mare nei primi tre mesi dell’anno. Il totale stimato è pari a più di otto volte il numero (20.700) registrato nei primi tre mesi del 2015.
E a passare per l’Italia sarebbero stati 18.357, l’80% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.  Solo nel mese di marzo hanno raggiunto l’Italia via mare quasi 10mila persone.
Un boom di arrivi che inquietano anche il ministero dell’Interno, come sottolineato dal responsabile immigrazione, il prefetto Mario Morcone, a Radio 24; in particolare perché si tratta di migranti economici che quindi non rientrano nel programma di ricollocamento con l’Europa. “Stiamo guardando con attenzione agli sviluppi di questi giorni – spiega Morcone – siamo preoccupati soprattutto perché quelli arrivati sono quasi tutti migranti economici e quindi non ricollocabili. In questa ondata migratoria ci sono gli eritrei, ma a parte loro nessun altro ricollocabile. Provengono tutti dell’Africa, dal Niger, dal Senegal, dal Ghana”.
Ma se non saranno ricollocati in tutto il Vecchio Continente, che fine faranno? “Questo per l’Italia rischia di essere un problema da fronteggiare. Non c’è dubbio”, dice Morcone ricordando come “l’equilibrio di presenze straniere a livello regionale in Italia regge”.
In realtà non sono mancate in questi mesi le polemiche. Ma la situazione non sembra destinata a migliorare, anzi. Con la bella stagione infatti gli sbarchi aumenteranno, e rischiano anche di nascere nuove traiettorie, proprio come sembra dire l’esempio calabrese. “Sono arrivate effettivamente a Crotone due imbarcazioni salpate dall’Egitto – ha concluso il prefetto – Capiremo nei prossimi giorni se si è trattato di casi isolati o se diventa una nuova rotta, io mi auguro che non sia così”.
Ma non è con gli auspici che si affrontano le emergenze.

Meglio tardi che mai. Con la primavera si sveglia, finalmente, anche il Viminale e si accorge che l’ondata migratoria è preoccupante. Perché aumenta, e perché finalmente si fa strada la consapevolezza che tanti, tantissimi di quelli che arrivano occorrerà rimandarli indietro. Senza tanti complimenti. Intanto ci sono le cifre esorbitanti  che trapelano dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim): sono almeno 170mila i migranti giunti in Europa via mare nei primi tre mesi dell’anno. Il totale stimato è pari a più di otto volte il numero (20.700) registrato nei primi tre mesi del 2015.E a passare per l’Italia sarebbero stati 18.357, l’80% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.  Solo nel mese di marzo hanno raggiunto l’Italia via mare quasi 10mila persone.

Un boom di arrivi che inquietano anche il ministero dell’Interno, come sottolineato dal responsabile immigrazione, il prefetto Mario Morcone, a Radio 24; in particolare perché si tratta di migranti economici che quindi non rientrano nel programma di ricollocamento con l’Europa. “Stiamo guardando con attenzione agli sviluppi di questi giorni – spiega Morcone – siamo preoccupati soprattutto perché quelli arrivati sono quasi tutti migranti economici e quindi non ricollocabili. In questa ondata migratoria ci sono gli eritrei, ma a parte loro nessun altro ricollocabile. Provengono tutti dell’Africa, dal Niger, dal Senegal, dal Ghana”.

Ma se non saranno ricollocati in tutto il Vecchio Continente, che fine faranno? “Questo per l’Italia rischia di essere un problema da fronteggiare. Non c’è dubbio”, dice Morcone ricordando come “l’equilibrio di presenze straniere a livello regionale in Italia regge”.

In realtà non sono mancate in questi mesi le polemiche. Ma la situazione non sembra destinata a migliorare, anzi. Con la bella stagione infatti gli sbarchi aumenteranno, e rischiano anche di nascere nuove traiettorie, proprio come sembra dire l’esempio calabrese. “Sono arrivate effettivamente a Crotone due imbarcazioni salpate dall’Egitto – ha concluso il prefetto – Capiremo nei prossimi giorni se si è trattato di casi isolati o se diventa una nuova rotta, io mi auguro che non sia così”.

Ma non è con gli auspici che si affrontano le emergenze.

Barbara Fruch

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da  IL  GIORNALE.IT

“Vogliamo le ricariche” I profughi in strada bloccano il centro città

Oltre a protestare perché il cibo non è di loro gradimento e perché vogliono le patatine anziché il formaggio, adesso scendono anche nelle piazze, nelle strade, armati di cartelloni e striscioni, rivendicando i loro diritti. «Noi siamo qui senza giustizia», recita uno dei cartelli mostrato da un profugo ospitato in uno dei centro di accoglienza della zona.

Ieri pomeriggio in pieno centro a Trento i profughi ospitati nell’ex dormitorio universitario, hanno completamente bloccato la strada principale, paralizzando il traffico di chi doveva andare al lavoro. Scesi in strada hanno invaso le corsie di marcia protestando con striscioni e cartelloni, contro il governo che ha deciso di accoglierli. Hanno chiesto più giustizia, più assistenza medica, più ricariche del telefono, più protezione internazionale. Qualche immigrato poi durante la manifestazione, non avendo fretta, si è anche seduto spaparanzato per terra, sotto gli occhi attoniti di quelle persone e di quei trentini che magari dovevano andare in ufficio.

Alla protesta, durata circa un paio d’ore, da mezzogiorno alle due, sono dovute intervenire le forze dell’ordine con tanto di caschi e scudi protettivi.Il segretario della Lega Nord Trentino, Maurizio Fugatti, che ieri ha assistito alla protesta, ha chiesto l’espulsione immediata per gli immigrati. «La gente che lavora è rimasta paralizzata per il traffico dice l’esponente del Carroccio – questi li manteniamo: colazione, pranzo e cena tutti i giorni, diamo loro bus e treni gratuiti, facciamo loro i corsi. Tra questi non c’è un siriano, sono tutti profughi che vengono dal Pakistan, dal Mali, dal Bangladesh. È gente che vive sulle spalle dei trentini e si permette di fare queste scene. Espulsione immediata».

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Migranti appena sbarcati e già espulsi. Liberi sul territorio pugliese

Nuova ondata di profughi. Dal Canale di Sicilia sono stati portati nell’hotspot di Taranto

Circa duecento, però, dei nuovi arrivati, sono stati messi fuori dalla struttura, perché di nazionalità marocchina, secondo alcune fonti, con un decreto di respingimento differito dal territorio italiano; inoltre, secondo quanto riportato dalle autorità, non hanno voluto fare la domanda di protezione internazionale. Entro sette giorni, dovranno, quindi abbandonare l’Italia. In base a questa pratica, l’immigrato deve allontanarsi dalla frontiera di Fiumicino entro una settimana dal suo arrivo, anche se è ancora poco chiaro come chi scappa dalla fame e dalla guerra possa giungere all’aeroporto e acquistare un biglietto aereo in così poco tempo per tornare nel proprio paese.
Dei duecento respinti infatti, circa trenta persone, trovate nella stazione di Taranto, non avevano i soldi per il biglietto del treno per Roma. Le associazioni onlus, che stanno collaborando al fianco delle istituzioni, e la parlamentare di Sel, Donatella Duranti, sono intervenuti presentando il problema al sindaco di Taranto, Ippazio Stefano. E’ stata, pertanto, attrezzata una struttura di emergenza, un ex campo di basket della città dove questa notte circa venti profughi potranno dormire. Domani si vedrà: nessuna certezza, nessuna garanzia per gli immigrati; dovranno rispettare l’ordinanza di allontanamento. I pugliesi rischiano di avere più immigrati espulsi e liberi sul territorio.
Non è chiara ancora la gestione dell’hotspot di Taranto che sembra diventare un vero e proprio problema sociale. Gli immigrati con espulsione differita vengono lasciati liberi di circolare senza che sia assicurato loro il viaggio di ritorno. Crescono nei pugliesi, anche in base alle notizie degli ultimi giorni, la paura che l’ondata di immigrati porti anche sulle coste della regione potenziali terroristi o addirittura foreign fighters.

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Trento, profughi in rivolta: “Non accogliete degnamente”

Un gruppo di profughi è sceso in piazza per protestare. Gli immigrati rivendicano un migliore trattamento a livello internazionale e richiedono più soldi. Ci sono stati scontri con la polizia

Hanno iniziato ad insultare i mediatori culturali della Residenza Brennero, poi, gli animi si sono scaldati e hanno cominciato a massacrarli di botte. Alcuni profughi, questo pomeriggio, sono scesi in piazza per protestare: “Le tessere che la Provincia ci dà non ci permettono di comprare tante cose. Dateci i soldi così li usiamo come vogliamo“.

Gli immigrati, accolti dalla Cinformi di Trento, ricevono giornalmente una tessera che garantisce loro gli acquisiti di prima necessità. Ma a loro parere, la disponibilità della scheda è troppo limitata e rivendicano più denaro. “La qualità delle visite mediche fanno pena e le ricariche telefoniche che ci date sono bassissime. Non riusciamo nemmeno a comunicare con i nostri parenti. Non ci state accogliendo degnamente.” – hanno urlato i profughi.

Per questo motivi, oggi, gli immigrati sono scesi in piazza a protestare e hanno bloccato il traffico impedendo ai cittadini di muoversi tranquillamente nel centro della città. La polizia è subito corsa sul posto e, dopo un violento scontro, è riuscita a placare gli animi dei ribelli che insultavano anche gli automobilisti fermati dalle loro proteste.
Immediatamente è arrivato il commento della Lega Nord che indignata ordina l’espulsione immediata dei clandestini.

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Bruxelles, allarme attentati Arrestato sospetto jihadista

Il Belgio deve fare i conti ancora con l’allerta terrorismo. Di fatto nel Paese è ancora altissima l’allerta. Dopo il blitz antiterrorismo prima e dopo gli attacchi di Bruxelles all’aeroporto di Zavantem e alla metro, prosegue il rafforzamento del piano sicurezza nel timore che possano verificarsi nuovi attacchi terroristici

Dopo il blitz antiterrorismo prima e dopo gli attacchi di Bruxelles all’aeroporto di Zavantem e alla metro, prosegue il rafforzamento del piano sicurezza nel timore che possano verificarsi nuovi attacchi terroristici. Il primo ministro del Belgio, Charles Michel, in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano belga francofono La Libre Belgique dice che ritiene che ci saranno nuovi attentati in Europa, e anche in Belgio, e ha ricordato che “il rischio zero non esiste”.

Michel considera un “livello preoccupante” il livello 3 di allerta per rischio attentato in vigore in Belgio e riconosce che bisogna migliorare il coordinamento fra i vari servizi di informazione.
“La priorità oggi è far funzionare le istituzioni esistenti”, afferma il premier belga. “Dobbiamo mettere in marcia tutto il necessario per migliorare la nostra capacità di azione sul terreno della sicurezza”, aggiunge. Gli attentati dello scorso 22 marzo all’aeroporto di Bruxelles Zaventem e alla stazione della metro di Maelbeek hanno provocato 32 morti. Intanto la polizia ha arrestato un complice di Reda Kriket. L’uomo, sospettato di essere un complice del francese arrestato ad Argenteuil, riferisce la tv Rtbf, era stato fermato ieri in centro a Bruxelles. Il giudice ha confermato l’arresto. Yassine Alami, sospettato di essere un complice di Kriket, è di nazionalità belga ed è nato nel 1982. La Procura non ha fornito ulteriori dettagli “nell’interesse dell’inchiesta”.

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In Europa 170mila migranti arrivati via mare in tre mesi

L’Organizzazione internazionale per i migranti: “Sembra che non ci siano segnali di un rallentamento dell’impennata di arrivi”

Sono almeno 170mila i migranti entrati in Europa via mare nei primi tre mesi del 2016, cioè otto volte in più rispetto allo stesso periodo del 2015, quando ne arrivarono 20.700.

A dirlo è l’Organizzazione internazionale per i migranti (Oim) secondo cui “sembra che non ci siano segnali di un rallentamento dell’impennata di arrivi di migranti”. A rischiare è soprattutto l’Italia, tornata grazie al bel tempo e a causa della situazione sempre più instabile di Tripoli, meta preferita degli sbarchi dalla Libia. Di tutti i migranti arrivati, infatti, 150.703 hanno attraversato il Mediterraneo orientale (dalla Turchia alla Grecia) e 18.357 il Mediterraneo centrale (dal Nord Africa verso l’Italia). Il totale di 620 morti in mare nel 2016 è in aumento del 23% rispetto ai 505 nello stesso periodo dello scorso anno.

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da  LIBEROQUOTIDIANO.IT        02 Aprile 2016

Estremismo islamico

Quest’imam porta il Califfo in Italia. Noi lo invitiamo: quando arriva

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Ha predicato per anni la conquista di Roma da parte dell’ islam. Ora il kuwaitiano Tareq Suwaidan viene a minacciarci proprio in Italia. Per dieci giorni consecutivi, dal 7 al 17 maggio, sarà in tournée da Como a Reggio Emilia, secondo il programma diffuso dall’ Associazione Islamica Italiana degli Imam e delle Guide Religiose. Lo hanno scritto e fatto circolare in arabo, nel tentativo di evitare interferenze fino all’ ultimo.

Ieri però il sito web La nuova Bussola Quotidiana ha intercettato il messaggio postato su Facebook e li ha smascherati grazie alla traduzione di Valentina Colombo, docente di Geopolitica dell’ Islam presso l’ Università Europea di Roma. «Ci sarebbe da scrivere un libro su Suwaidan», esordisce l’ esperta, che intanto ieri ha tenuto una lezione sul personaggio, dichiaratamente membro dei Fratelli Musulmani, dopo averne illustrato le invettive che lo hanno reso famoso. «Vi sono sul web numerosi filmati dei sermoni durante i quali Suwaidan annuncia il prossimo ritorno del Califfato e lo traduce con “leadership“», sottolinea la studiosa, osservando che «quello che si appresta a tenere in Italia è appunto un corso di leadership per musulmani». Sembra decisamente un invito a restaurare il Califfato.

Magari Suwaidan vorra usarci la cortesia di spiegare bene se per caso vi siano differenze fondamentali fra il suo programma di conquista e quello dei tagliagole dello Stato islamico. Sempre che la Repubblica italiana decida di concedergli il visto e fargli attraversare la frontiera.

Dati gli sponsor che vanta, Suwaidan ha ottime possibilità di riuscirvi. L’ associazione che organizza la sua visita in Italia figura fra i partner dell’Ucoii e vanta un proprio rappresentante al tavolo del ministero dell’ Interno che riunisce varie comunità e associazioni musulmane. Un po’, Roma l’ hanno già conquistata. Pare quindi che per ora sia caduto nel vuoto l’ appello che Libero aveva riecheggiato ben sette anni fa. Per tutelarci, alcuni studiosi e accademici francesi ci avevano avvertito del pericolo, scrivendo all’ ambasciatore italiano a Parigi e al ministro dell’ Interno per informarli che «il suo Paese è stato fatto oggetto di minacce specifiche da parte di un’ istituzione musulmana francese, l’ Unione delle Organizzazioni islamiche di Francia (Uoif)».

Tutto nasceva da un raduno fondamentalista che si era tenuto l’ 11 aprile 2009 nella cittadina di Le Bourget, a poca distanza dalla capitale francese. È là che Suwaidan aveva preso la parola sul tema «il profeta Maometto: un modello per l’ umanità». In particolare, il suo messaggio puntava su una famosa profezia, riferita negli hadith.

Al culmine del suo discorso, l’ oratore aveva invitato a dare compimento a quanto anticipato da Maometto: la conquista di Roma, destinata a seguire la presa di Costantinopoli del 1453, che si concluse con un bagno di sangue e l’ imposizione della legge coranica per circa mezzo millennio.

Senza essere stati direttamente coinvolti come il nostro, numerosi Paesi, fra i quali gli Stati Uniti, il Regno Unito e perfino il Belgio, hanno vietato a Suwaidan l’ ingresso sul loro territorio nazionale a causa delle sue posizioni antisemite, come la seguente: «Tutte le madri della comunità islamica – non solo quelle palestinesi – dovrebbero allattare i propri figli con l’ odio verso i figli di Sion. Li odiamo, sono i nostri nemici. Dobbiamo instillare questo nei cuori dei nostri figli sino a che sorgerà una nuova generazione che li cancellerà dalla terra». Non lo vogliono fra i piedi nemmeno i sauditi, che nell’ ottobre 2013 non gli hanno consentito di compiere il pellegrinaggio e, nel giugno 2014, hanno vietato la vendita dei suoi libri. Qui da noi, invece, la guerra santa lancia la sua offensiva a maggio.

di Andrea Morigi

 

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