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RINGRAZIATE I PIDIOTI E LE ZECCHE VARIE !!!!

marzo 27, 2016

VOTATE  LA  DESTRA  E  “BONIFICHEREMO”  LA  ZONA…….!!!!

Patrick di Majan

 

da  IL  GIORNALE.IT

 

Sharia e raid contro i cattolici: enclave islamica nel Salernitano

Nelle mani dei 5mila immigrati un’area di 10 chilometri quadrati. Qui vige la sharia, sorge una moschea abusiva e i cristiani sono maltrattati

 Lo chiamano “Salestan”. È l’area a sud di Salerno, nella Piana del Sele di Eboli. Qui, a fronte di 40mila residenti sparsi nell’entroterra rurale, si sono concentrati oltre 5mila immigrati.
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La maggior parte sono musulmani. Vivono in baracche e villette disabitate. Pregano in una moschea abusiva. E applicano la sharia. A chi ruba, per intenderci, gli vengono mozzate le dita della mano. E se nei dintorni c’è un cristiano, di certo non se la passa bene.

Un paio di settimane fa è stata distrutta una statua della Madonna di Lourdes. Non è la prima volta che succede. I raid contro i simboli cattolici vengono messi a segno al grido “Maledetti cristiani!”. Un musulmano si è addirittura preso la briga di girare la statua di Santa Bernardette verso la Mecca. Le autorità non muovono un dito. Perché in “Salestan” l’immigrazione ha raggiunto la punta dell’11%. Il boom è degli ultimi anni ma, come rivela Libero, nel 2011 aveva visto passare da queste parti tre membri di al Jamaa al Islamiyya al Musallaha ovvero il Gruppo armato algerino (Gis). Due componenti furono addirittura arrestati, ma dall’interrogatorio non riuscirono a cavare granché. Oggi, dopo quindici anni, la situazione è se vogliamo persino peggiorata. Gli immigrati, racconta Peppe Rinaldi su Libero, “hanno colonizzato poco meno di dieci chilometri quadrati sulla litoranea di Eboli, a qualche decina di metri dal mare”.

In questa enclave islamica è sorta una moschea abusiva che le autorità locali si guardano bene dal chiudere. In questa enclave islamica ha iniziato a proliferare la sharia. Ne sa qualcosa Kamel di Beni Mellal (Casablanca) che si è visto amputare le dita di una mano.

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Orrore sull’autobus a Bologna: minaccia donna che legge la Bibbia

Un coltello da formaggio con lama di 11 centimetri. Prima lo usa per minacciare una donna che legge la Bibbia. Poi se la prende con l’autista dell’autobus e deruba un clochard. È panico a Bologna

Prima ha minacciato con un coltello una donna che leggeva una Bibbia sull’autobus, poi se l’è presa con l’autista e infine con un clochard.

Protagonista della brutale aggressione, ieri pomeriggio in viale Aldo Moro a Bologna, è stato un 39enne marocchino affetto da problemi psichici e già seguito da un centro di salute mentale. L’uomo è stato arrestato dalla polizia per rapina aggravata e denunciato anche per minacce gravi, violenza privata e interruzione di pubblico servizio.

La prima a fare le spese dello scatto d’ira del marocchino è stata una 40enne ucraina che viaggiava sull’autobus 88C. A quanto pare, la donna stava leggendo su un tablet alcuni passi della Bibbia. Secondo alcuni testimoni, l’uomo le si sarebbe avvicinato intimandole di smettere e, con un coltello, avrebbe mimato il gesto di tagliare la gola. La scena ha creato un certo allarme sul mezzo. Il conducente dell’autobus, un napoletano di 39 anni, si è così fermato e ha fatto scendere i quattro passeggeri presenti, compreso il marocchino che prima di farlo ha afferrato una busta dell’autista sulla quale, poco dopo, ha orinato.

Una volta sceso in strada il marocchino ha rivolto la propria ira contro un mendicante bengalese. Dopo avergli puntato addosso il coltello si è fatto consegnare il portafogli che, però, era vuoto. Quando è arrivata la polizia, l’immigrato si trovava ancora in zona. Addosso gli hanno trovato l’arma con cui ha minacciato la donna e il senza tetto: un coltello da formaggio con lama di 11 centimetri. Portava con sé anche un referto medico di un ospedale cittadino, dove era stato portato il giorno prima a causa di una crisi di natura psichica. Il pm di turno ha chiesto per l’uomo, che aveva già con predenti per rapina, furto, lesioni e vilipendiom la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere.

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