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LE ZECCHE ROSSE SI SENTONO I PADRONI DEL MONDO……!!!!

marzo 25, 2016

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da  IL  GIORNALE  D’ ITALIA

 

Il caso

24/03/2016 20:44

Droga nelle scuole, la solita sinistra: ‘Vietare i blitz delle forze dell’ordine’

Tensione al liceo Virgilio di Roma, dove un 19enne è stato pizzicato a spacciare dai carabinieri – I deputati di Sel-Si presentano un’interrogazione: ‘Interrompere i controlli negli istituti durante le ore di lezione’

Droga nelle scuole, la solita sinistra: 'Vietare i blitz delle forze dell'ordine'
Ora i Carabinieri non possono fare il loro mestiere. E’ paradossale la macchina messa in campo contro i militari dell’Arma, “rei” di aver pizzicato qualche giorno fa uno studente, 19enne, per scaccio al liceo Virgilio di Roma, al quale sono stati disposti i domiciliari.
Il processo è stato rinviato al 13 aprile, quando dovrà rispondere di cessione di droga con l’aggravante di averla venduta a un minorenne, intanto, però, ieri è stata una nuova giornata di proteste al liceo.
Con tanto di corteo spontaneo, neutralizzato sul nascere, promosso da un gruppo di studenti dei collettivi che si era ritrovato alle 8 davanti all’ingresso dell’istituto di via Giulia.  Ma, percorsi alcune centinaia di metri, la manifestazione è stata prontamente bloccata dalle forze dell’ordine.
Con il conseguente dietrofront degli studenti, che sono sono tornati davanti a scuola. Una parte dei partecipanti, invece, si è staccata proseguendo in presidio davanti a piazzale Clodio dove era in corso l’udienza di convalida del fermo per esprimere solidarietà al ragazzo arrestato.
“Quello che contestiamo sono le modalità di come sono avvenuti i fatti. Noi – è lo sfogo di una studentessa del collettivo – non difendiamo lo spaccio. Oggi abbiamo chiesto alla dirigente scolastica un incontro ma lei ha rifiutato convocando a sua volta un’assemblea”.
Tanto da scomodare persino il presidente del gruppo a Montecitorio di Sel-Sinistra Italiana, Arturo Scotto, il coordinatore di Sel e deputato, Nicola Fratoianni, e i capigruppo della commissione Cultura&Scuola, Giustizia e Sanità Annalisa Pannarale, Daniele Farina e  Marisa Nicchi, oltre ai deputati Giulio Marcon, Giovanni Paglia e Celeste Costantino.
Così i parlamentari, tutti di Sel-Si, hanno ritenuto opportuno presentare un’interrogazione al ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini.
Dopo una breve premessa dove si evince che seppur “si moltiplicano in tutta Italia – si legge nell’interrogazione – iniziative di controllo della presenza di sostanze stupefacenti nelle scuole, attuate attraverso blitz delle forze dell’ordine nelle aule durante l’orario scolastico, in alcuni casi con la presenza di cani antidroga”, la scuola dovrebbe essere “il luogo dedicato alla crescita e alla formazione delle giovani generazioni”, quindi “l’approccio con problematiche dovrebbe comunque sempre essere affidato agli insegnanti e alla comunità scolastica, non certo demandato ad interventi esterni, tanto meno delle forze dell’ordine”.
Anche perché, hanno sostenuto i parlamentari nell’interrogazione, “sia da parte degli studenti che da parte di alcuni genitori è stato fatto notare che non si dovrebbe assistere a momenti plateali di criminalizzazione di studenti, anche se coinvolti in comportamenti non idonei e attualmente penalmente perseguibili”.
Inoltre i parlamentari hanno contestato anche le iniziative antidroga curate dal liceo “rivolte a tutte le classi  e promosse, come si evince dalle circolari della dirigente scolastica, dalla Fondazione ‘Per un mondo libero dalla droga’ (sito web: drugfreeworld.org)”, che “fa direttamente riferimento alla discussa Chiesa, o meglio setta religiosa, Scientology. Senza alcun riferimento a progetti simili di altre istituzioni scientifiche italiane di comprovata serietà ed autorevolezza, o della Regione Lazio o di altri Istituzioni”.
Oltre a chiedere se le iniziative siano state autorizzate dal ministero e in caso contrario “quali immediati provvedimenti intenda assumere nei confronti dei responsabili dell’iniziativa”, i deputati di Sel-Sinistra Italiana hanno chiesto, al fine di riportare un clima di serenità, quali iniziative il ministero intenda assumere e se “non si ritenga, a livello nazionale, di dover intervenire per interrompere la pratica dei controlli antidroga condotti negli edifici scolastici durante le ore di lezione, tanto più se condotti con modalità aggressive”.
Ma non è finita qui. “Se non si ritenga – si legge interrogazione di Sel-Si – che si debbano piuttosto prevedere ed intensificare, nell’ambito dell’attività formativa, momenti legati alla crescita della consapevolezza relativa all’utilizzo di tutte le sostanze, a partire dai pericoli connessi all’uso e all’abuso delle droghe, con la collaborazione di esperti qualificati ed autorevoli”.
Perché negare i controlli nelle scuole dove dovrebbero crescere, soprattutto lontano dalle sostanze stupefacenti, le nuove classi dirigenti?

Ora i Carabinieri non possono fare il loro mestiere. E’ paradossale la macchina messa in campo contro i militari dell’Arma, “rei” di aver pizzicato qualche giorno fa uno studente, 19enne, per scaccio al liceo Virgilio di Roma, al quale sono stati disposti i domiciliari.

Il processo è stato rinviato al 13 aprile, quando dovrà rispondere di cessione di droga con l’aggravante di averla venduta a un minorenne, intanto, però, ieri è stata una nuova giornata di proteste al liceo.

Con tanto di corteo spontaneo, neutralizzato sul nascere, promosso da un gruppo di studenti dei collettivi che si era ritrovato alle 8 davanti all’ingresso dell’istituto di via Giulia.  Ma, percorsi alcune centinaia di metri, la manifestazione è stata prontamente bloccata dalle forze dell’ordine.

Con il conseguente dietrofront degli studenti, che sono sono tornati davanti a scuola. Una parte dei partecipanti, invece, si è staccata proseguendo in presidio davanti a piazzale Clodio dove era in corso l’udienza di convalida del fermo per esprimere solidarietà al ragazzo arrestato.

“Quello che contestiamo sono le modalità di come sono avvenuti i fatti. Noi – è lo sfogo di una studentessa del collettivo – non difendiamo lo spaccio. Oggi abbiamo chiesto alla dirigente scolastica un incontro ma lei ha rifiutato convocando a sua volta un’assemblea”.

Tanto da scomodare persino il presidente del gruppo a Montecitorio di Sel-Sinistra Italiana, Arturo Scotto, il coordinatore di Sel e deputato, Nicola Fratoianni, e i capigruppo della commissione Cultura&Scuola, Giustizia e Sanità Annalisa Pannarale, Daniele Farina e  Marisa Nicchi, oltre ai deputati Giulio Marcon, Giovanni Paglia e Celeste Costantino.

Così i parlamentari, tutti di Sel-Si, hanno ritenuto opportuno presentare un’interrogazione al ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini.

Dopo una breve premessa dove si evince che seppur “si moltiplicano in tutta Italia – si legge nell’interrogazione – iniziative di controllo della presenza di sostanze stupefacenti nelle scuole, attuate attraverso blitz delle forze dell’ordine nelle aule durante l’orario scolastico, in alcuni casi con la presenza di cani antidroga”, la scuola dovrebbe essere “il luogo dedicato alla crescita e alla formazione delle giovani generazioni”, quindi “l’approccio con problematiche dovrebbe comunque sempre essere affidato agli insegnanti e alla comunità scolastica, non certo demandato ad interventi esterni, tanto meno delle forze dell’ordine”.

Anche perché, hanno sostenuto i parlamentari nell’interrogazione, “sia da parte degli studenti che da parte di alcuni genitori è stato fatto notare che non si dovrebbe assistere a momenti plateali di criminalizzazione di studenti, anche se coinvolti in comportamenti non idonei e attualmente penalmente perseguibili”.

Inoltre i parlamentari hanno contestato anche le iniziative antidroga curate dal liceo “rivolte a tutte le classi  e promosse, come si evince dalle circolari della dirigente scolastica, dalla Fondazione ‘Per un mondo libero dalla droga’ (sito web: drugfreeworld.org)”, che “fa direttamente riferimento alla discussa Chiesa, o meglio setta religiosa, Scientology. Senza alcun riferimento a progetti simili di altre istituzioni scientifiche italiane di comprovata serietà ed autorevolezza, o della Regione Lazio o di altri Istituzioni”.

Oltre a chiedere se le iniziative siano state autorizzate dal ministero e in caso contrario “quali immediati provvedimenti intenda assumere nei confronti dei responsabili dell’iniziativa”, i deputati di Sel-Sinistra Italiana hanno chiesto, al fine di riportare un clima di serenità, quali iniziative il ministero intenda assumere e se “non si ritenga, a livello nazionale, di dover intervenire per interrompere la pratica dei controlli antidroga condotti negli edifici scolastici durante le ore di lezione, tanto più se condotti con modalità aggressive”.

Ma non è finita qui. “Se non si ritenga – si legge interrogazione di Sel-Si – che si debbano piuttosto prevedere ed intensificare, nell’ambito dell’attività formativa, momenti legati alla crescita della consapevolezza relativa all’utilizzo di tutte le sostanze, a partire dai pericoli connessi all’uso e all’abuso delle droghe, con la collaborazione di esperti qualificati ed autorevoli”.

Perché negare i controlli nelle scuole dove dovrebbero crescere, soprattutto lontano dalle sostanze stupefacenti, le nuove classi dirigenti?

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