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IL VOSTRO BUONISMO CI FARA’ AMMAZZARE TUTTI…….. MALEDETTI IDIOTI !!!!

24 marzo 2016

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Il terrorismo non si combatte con i colori, con le fiaccolate e con le preghiere…….. si combatte con le bombe e con i mitra!!!!

Ecco la soluzione dei “benpensanti” progressisti : abituarsi al terrore, mica armarci e farli fuori tutti………..!!!!

Con i gessetti colorati, sapete cosa dovete fare?

Scrivere sulle vostre lapidi : < QUI’  GIACE  UN  COGLIONE > !!!!

Avete capito, cialtroni?????

Patrick di Majan

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da  ImolaOggi

 

Terrorismo, Psicoterapeuta: bisogna imparare a vivere nella società del terrore

 

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Dopo gli attentati di Bruxelles, che seguono quelli di Parigi del 13 novembre, la paura come i livelli di allerta sono cresciuti anche in Italia. Come convivere dunque con la paura del terrorismo che sta dilagando in Europa? Che cosa bisogna fare? Chiudersi in casa o reagire? E come? La psicoterapeuta Margherita Spagnuolo Lobb, direttrice dell’Istituto di Gestalt Hcc Italia, ha dato qualche consiglio, creando una sorta di manuale di sopravvivenza nella società del terrore, per capire che cosa fare e cosa evitare.

NON LASCIARSI PRENDERE DALL’ANSIA. L’ansia porta ad amplificare la reale portata degli eventi. “La prima reazione di fronte a questi eventi è la desensibilizzazione, il nascondersi dietro il ‘non è successo a noi’. La paura arriverà tra qualche giorno quando i nostri figli torneranno a viaggiare per andare a studiare fuori, quando la moglie attenderà il marito che è fuori per lavoro. E’ importante allora lasciarsi aiutare da esperti e familiari perché la paura che resta incitata nella nostra psiche non si trasformi in attacchi di panico o depressione”, ha spiegato l’esperta.

INFORMARSI PER INQUADRARE IL PROBLEMA. Questa è un’altra mossa da compiere: approfondire le tematiche relative al terrorismo può aiutare a rendere più tangibile una questione che sembra inafferrabile e a riportarla a una dimensione concreta e gestibile. “Fiutare il pericolo è qualcosa che abbiamo disimparato – ha spiegato la psicoterapeuta – ma oggi siamo chiamati a guardarci intorno, a essere curiosi anche di chi si aggira intorno a noi in metro o in aeroporto”.

SEGUIRE RITMI E SCHEMI CONSOLIDATI AIUTA. L’addestramento militare lo insegna: le azioni routinarie possono aiutare ad affrontare situazioni a forte rischio di stress. “Condurre una vita ordinata, regolare potrà essere di aiuto nel tener basso il livello di stress“, ha spiegato Spagnuolo Lobb.

CONTINUARE A CONDURRE UNA VITA NORMALE. I terroristi hanno come obiettivo quello di far crollare le nostre certezze. Essere abitudinari aiuta e anche continuare la propria vita normale aiuta a non lasciarsi trasportare nella spirale del terrore. Bisogna sforzarsi di non cedere al terrore. In tempo di guerra, succedeva la stessa cosa: i civili, per quanto possibile, cercavano di continuare la vita di sempre, sia perché non ci si può arrendere alla paura sia perché questo è un modo per esorcizzarla.

CON LA PAURA SI DEVE CONVIVERE. La paura è uno stato d’animo utile: serve a sopravvivere. Ma bisogna saperci convivere: da un lato non va sopravvalutata, per non correre il rischio che diventi padrona della nostra mente e delle nostre azioni; dall’altra non va nemmeno sottovalutata, perché in questo caso si rischia di diventare incoscienti e di sfidare la sorte. “Per aiutare le persone a convivere con la paura si potrebbero creare spazi di condivisione delle emozioni: condividere i vissuti di eventi traumatici aiuta a superare la solitudine in cui spesso ci chiudiamo dopo fatti di questa portata”.

RESPIRARE E SGOMBRARE LA MENTE. Battere la paura è un esercizio mentale: la paura sta nella nostra mente. “Come l’arte della meditazione aiuta a sgombrare la menta dai pensieri, lo stesso si può fare con il terrore che si impadronisce di noi”, ha spiegato la dottoressa. “Per imparare a dominarlo bisogna imparare a dominare se stessi. Come per gli attacchi d’ansia anche per la paura si può ricorrere ad alcuni esercizi: chiudere gli occhi, respirare profondamente, ripetere ‘non ho paura’. È un percorso lungo, che richiede il ritrovamento del contatto con se stessi e con le proprie emozioni”, ha aggiunto la psicologa.

di LaPresse   –   Sito web

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da  IL  GIORNALE  D’ ITALIA

 

Europa sotto scacco

23/03/2016 14:10

Sangue italiano a Bruxelles

La vittima sarebbe Patricia Rizzo, impiegata all’Unione Europea. Ma il corpo è dilaniato e l’identificazione è ancora in corso

 

Sangue italiano a Bruxelles

E’ Patricia Rizzo, impiegata presso un’agenzia della Commissione Europea, la cittadina italiana vittima, assieme ad altre 30 persone, della follia assassina di Bruxelles.

I familiari della donna sono all’ambasciata italiana a Bruxelles per effettuare le operazioni di riconoscimento, rese complicate dalle condizioni in cui si trovano i corpi delle vittime degli attentati.

Probabilmente servirà il test del Dna per stabilire con certezza che i resti trovati appartengono alla nostra connazionale.

La donna ufficialmente è data ancora per dispersa, ma da ieri della 45enne, che da tempo viveva a Bruxelles e che sicuramente aveva preso la metropolitana maledetta per recarsi al lavoro, non si hanno più notizie e parenti amici la stavano ancora cercando.

 

 

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