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NON E’ COLPA LORO……. LA COLPA, E’ DEI COMUNISTI DELINQUENTI CHE LI COCCOLANO !!!!

17 marzo 2016

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STRACCIONI  BASTARDI,  VE  LA  DAREMO  NOI  LA  “CURA” !!!!

Patrick di Majan

 

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E’  UNA  INVASIONE  PROGRAMMATA…….. MALEDETTI  COMUNISTI,  CI  SARA’  TANTA  “CURA”  ANCHE  PER  VOI !!!!

Patrick di Majan

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da  Messaggero  Veneto

 

Altri arrivi in stazione: mille profughi a Udine

di Alessandra Ceschia 15 marzo 2016

Il dormitorio Caritas è pieno: in 60 finiscono nel sottopasso ferroviario

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UDINE. Alla stazione ferroviaria l’arrivo dei profughi è incessante. In attesa che, attraverso il vertice annunciato dal prefetto, si trovi una collocazione più consona continuano a raccogliersi nel sottopasso. Domenica ce n’erano una sessantina, di cui 56 richiedenti protezione internazionale. Complessivamente, il Comune di Udine deve dare risposte a un migliaio di migranti.

Lo sforzo da parte del Comune e delle istituzioni si è intensificato negli ultimi tempi, come testimonia l’assessore comunale ai diritti e all’inclusione sociale Antonella Nonino.

«La Cavarzerani sta continuando ad accogliere richiedenti asilo – assicura – siamo arrivati a dare accoglienza a 450 persone, e ci è venuta in aiuto la Caritas, che nel dormitorio ha accolto altre 66 persone, un rifugio per la notte che viene esteso a tutti, anche a quelli che ancora non hanno presentato la dichiarazione di indigenza alle autorità preposte.

Purtroppo – riconosce l’assessore –, capita che gli arrivi siano molto numerosi e che i posti disponibili non siano sufficienti. Succede soprattutto nel fine settimana, quando gli uffici della Questura sono chiusi, ma la situazione rispetto ad alcuni mesi fa è molto migliorata e le risposte sono più celeri».

Eppure, la macchina dell’accoglienza va messa a punto, affinchè non vi siano rifugiati esclusi dalle strutture di accoglienza e costretti a rifugiarsi in stazione.

«L’intenzione del prefetto – spiega Nonino – è di predisporre un’immediata presa in carico delle persone appena arrivate con il supporto della polizia ferroviaria, per queste persone il contributo di “Ospiti in arrivo” è prezioso».

Domenica sera al dormitorio della Caritas se ne sono presentati troppi e, per otto di loro, non c’era posto, così si sono aggiunti a quelli che già bivaccavano nel sottopasso, altri venti sono arrivati ieri con un treno giunto dall’Austria.

«Punta a risolvere questa situazione l’intervento che la Prefettura intende organizzare – rimarca l’assessore Nonino – ma è importante che queste persone si presentino alle autorità sin dal primo arrivo».

Il vertice che sarà convocato in Prefettura dovrebbe mettere a punto le procedure e dirimere la questione del sottopasso, dove le condizioni igienico sanitarie, con la permanenza di decine di persone, rappresentano un problema che deve essere affrontato.

«Presumo – aggiunge l’assessore – che l’incontro sarà fissato entro un paio di giorni, comunque, prima va individuata una collocazione alternativa, poi si penserà all’eventuale chiusura del sottopasso».

Al momento ci sono 106 minori non accompagnati presi in carico da Casa dell’Immacolata, Civiform e Bearzi, 247 adulti in sistema di accoglienza cittadino Aura attraverso strutture in convenzione con la Prefettura, 450 rifugiati alla Cavarzerani, 66 accolti dalla Caritas e 67 allo Sprar. «Sono numeri – riflette l’assessore – che evidenziano lo sforzo dell’accoglienza».

“Ospiti in arrivo onlus”, soggetto che si occupa da oltre un anno a titolo volontario della primissima assistenza dei richiedenti protezione internazionale, intanto, intensifica la propria attività.

«Da mesi inviamo segnalazioni alla Questura e alla Prefettura – assicura la portavoce Francesca Carbone – quando incontriamo migranti che non hanno un posto per dormire chiamiamo la Caritas, ma capita che nel dormitorio non ci sia posto, e che anche chi si rivolge a loro è costretto poi a rifugiarsi nel sottopasso ferroviario. Alcuni arrivano da Tarvisio e hanno già l’invito a presentarsi in Questura.

Fra le persone che dormono nel sottopasso non ci sono solo richiedenti asilo, ma anche due romeni e una coppia di italiani».

Sabato sera in quel ritrovo di senzatetto c’è stata una mobilitazione dei volontari: oltre una cinquantina le persone che si sono raccolte nel tunnel per riaffermare la propria condizione di volontario, ciascuno con le proprie motivazioni «non prendiamo soldi pubblici – hanno messo in chiaro – siamo qui solo per dare una mano».

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