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NON CI VOGLIONO ???? CHISSENEFREGA, ANDIAMO AVANTI PER LA NOSTRA STRADA !!!!!

16 marzo 2016

da  IL  GIORNALE  D’ ITALIA

 

Il caos

15/03/2016 13:30

Fratelli di rabbia: preferiscono ‘Marxini’ a Storace

La diaspora della destra italiana spicca anche alle amministrative di Roma. L’ex governatore: ‘Amareggiato da FdI’

Fratelli di rabbia: preferiscono 'Marxini' a Storace

 

Fratelli d’Italia snobba ufficialmente Francesco Storace. Continuano le ripicche e gli sgambetti nella destra italiana, frazionata dopo la chiusura di Alleanza nazionale, nonostante i sondaggisti premiassero i candidati a sindaco provenienti da quel mondo anche nelle amministrative di Roma, appunto Giorgia Meloni e Francesco Storace.
Il centrodestra però, anche in questo caso, si è complicato la vita tirando il peggio di sé, negando le primarie e escludendo sia Storace che Marchini per beceri veti, figli di antichi personalismi.
Fino all’incredibile dietrofront su Bertolaso, con l’ennesimo cambio di rotta da Fratelli d’Italia che nelle scorse ore hanno chiesto ai propri iscritti quale fosse la linea politica migliore da adottare. Con un paradosso: l’assenza di Storace nel sondaggio, mentre c’è persino Alfio Marchini, ribattezzato da Fabio Rampelli in “Marxini”.
La diaspora della destra non sembra finire nemmeno quando esiste un valido candidato che potrebbe giocarsela con il centrosinistra e il Movimento Cinque Stelle.
Il leader de La Destra è stupito dalla rabbia dei Fratelli d’Italia, rendendo pubblico il suo pensiero: “Francamente non pensavo di meritare un trattamento del genere. Lo dico a chi sulla rete mi chiede con petulanza che cosa farei in caso di candidatura della Meloni al Campidoglio. A gennaio avevo chiesto le primarie del centrodestra per il sindaco di Roma. E Giorgia Meloni aveva detto – o fatto dire, non si è mai capito con chiarezza – sì alle primarie, ma senza Storace. Poi, alcuni dei suoi, non romani, si erano premurati di farmi sapere che era una forzatura giornalistica. Poi, pochi giorni orsono, si discuteva di primarie ma senza Marchini”.
Storace ha poi richiamato la consultazione di FdI-An, pubblicata da Il Tempo, che chiede ai propri iscritti di: sostenere Guido Bertolaso con Forza Italia; candidare Giorgia Meloni insieme con Noi con Salvini; candidare Giorgia Meloni a prescindere da qualsiasi alleanza; andare da soli con un candidato di FdI diverso da Giorgia Meloni (molto probabilmente Rampelli, ndr); candidare G>iorgia Meloni se sostenuta da tutto il centrodestra; appoggiare la candidatura di bertolaso solo se sostenuta anche da Noi con Salvini; sostenere Alfio Marchini.
L’ultimo quesito verte su quale alleato rinuncerebbe l’iscritto del partito: Forza Italia o Noi con Salvini.
Il diktat è chiarissimo: Storace non deve essere della partita malgrado insieme alla Meloni erano stati designati come i candidati migliori e vincenti in un centrodestra unito.
E l’ex governatore del Lazio lo ha detto a chiare lettere: “La giostra si conclude stamane, quando leggo su Il Tempo di un questionario inviato da Fratelli d’Italia alla mailing list per rivolgere sette domande sulle alleanze a Roma. Sostenere Bertolaso con Forza Italia; candidare la Meloni assieme a Salvini; candidare la Meloni a prescindere dalle alleanze; candidare un altro esponente di Fdi; candidare la Meloni solo se sostenuta da tutto il centrodestra; appoggiare Bertolaso solo se converge anche Salvini; sostenere Marchini. Ebbene, si propone ai propri iscritti anche l’ipotesi di quello che era stato dipinto come Marxini, l’affarista, il nemico, ma non chi, come me, ha avuto nella destra italiana un ruolo di primo piano, pur essendo stato in Parlamento e al Governo per meno tempo della Meloni”, ha punto.
Infine Storace si è tolto il sassolino dalla scarpa anche nei confronti dell’ex governatrice e sindacalista, Renata Polverini, attuale deputata di Forza Italia,  che vinse alle regionali del 2010 grazie ai 100mila voti de La Destra. Tant’è.
“Che è tornata in buona compagnia di Renata Polverini, che parla di una coalizione a tre partiti (per farla evidentemente perdere, visto che diventò governatrice del Lazio grazie a centomila voti determinanti de La Destra). Sono davvero amareggiato per questo comportamento, finalizzato a scavare fossati”, sostenendo: “Con una battuta, potremmo definire che per loro l’ingegnere rosso è meglio del Cavaliere nero. E questo spiega come stanno le cose. Basta. Martedì riunisco i comitati Storace sindaco, pubblicati oggi sull’ultima pagina del Giornale d’Italia, e si parte in maniera definitiva”.
Sarà battaglia fino all’ultimo voto.

 

Fratelli d’Italia snobba ufficialmente Francesco Storace. Continuano le ripicche e gli sgambetti nella destra italiana, frazionata dopo la chiusura di Alleanza nazionale, nonostante i sondaggisti premiassero i candidati a sindaco provenienti da quel mondo anche alle amministrative di Roma, appunto Giorgia Meloni e Francesco Storace.

Il centrodestra però, anche in questo caso, si è complicato la vita tirando fuori il peggio di sé: negando le primarie e escludendo sia Storace che Marchini per beceri veti, figli di antichi personalismi.

Fino al dietrofront su Bertolaso, con l’ennesimo cambio di rotta da FdI che nelle scorse ore ha chiesto ai propri iscritti quale fosse la linea politica migliore da adottare. Con un paradosso: l’assenza di Storace nel sondaggio, mentre c’è persino Alfio Marchini, ribattezzato da Fabio Rampelli, il vero regista di FdI, in “Marxini”.

Con tanti ringraziamenti dal centrosinistra e il Movimento Cinque Stelle.

Il leader de La Destra è stupito: “Francamente non pensavo di meritare un trattamento del genere. Lo dico a chi sulla rete mi chiede con petulanza che cosa farei in caso di candidatura della Meloni al Campidoglio. A gennaio avevo chiesto le primarie del centrodestra per il sindaco di Roma. E Giorgia Meloni aveva detto – o fatto dire, non si è mai capito con chiarezza – sì alle primarie, ma senza Storace. Poi, alcuni dei suoi, non romani, si erano premurati di farmi sapere che era una forzatura giornalistica. Poi, pochi giorni orsono, si discuteva di primarie ma senza Marchini”.

Storace ha poi richiamato la consultazione di FdI-An, pubblicata da Il Tempo, che chiede ai propri iscritti di: sostenere Guido Bertolaso con Forza Italia; candidare Giorgia Meloni insieme con Noi con Salvini; candidare Giorgia Meloni a prescindere da qualsiasi alleanza; andare da soli con un candidato di FdI diverso da Giorgia Meloni (molto probabilmente Rampelli, ndr); candidare Giorgia Meloni se sostenuta da tutto il centrodestra; appoggiare la candidatura di bertolaso solo se sostenuta anche da Noi con Salvini; sostenere Alfio Marchini.

L’ultimo quesito chiede a  quale alleato rinuncerebbe l’iscritto del partito: Forza Italia o Noi con Salvini.

Il diktat è chiarissimo: Storace non deve essere della partita malgrado, insieme alla Meloni, fosse stato designato come il candidato migliore in un centrodestra unito, davanti persino ai grillini e alla sinistra.

E l’ex governatore del Lazio lo ha detto a chiare lettere: “La giostra si conclude stamane, quando leggo su Il Tempo di un questionario inviato da Fratelli d’Italia alla mailing list per rivolgere sette domande sulle alleanze a Roma. Sostenere Bertolaso con Forza Italia; candidare la Meloni assieme a Salvini; candidare la Meloni a prescindere dalle alleanze; candidare un altro esponente di Fdi; candidare la Meloni solo se sostenuta da tutto il centrodestra; appoggiare Bertolaso solo se converge anche Salvini; sostenere Marchini. Ebbene, si propone ai propri iscritti anche l’ipotesi di quello che era stato dipinto come Marxini, l’affarista, il nemico, ma non chi, come me, ha avuto nella destra italiana un ruolo di primo piano, pur essendo stato in Parlamento e al Governo per meno tempo della Meloni”, ha punto.

Infine Storace si è tolto il sassolino dalla scarpa anche nei confronti dell’ex governatrice e sindacalista, Renata Polverini, attuale deputata di Forza Italia,  che vinse alle regionali del 2010 grazie ai 100mila voti de La Destra.

“Che è tornata (la Meloni, ndr) in buona compagnia di Renata Polverini – ha continuato Storace nel post pubblicato sulla pagina Facebook – che parla di una coalizione a tre partiti (per farla evidentemente perdere, visto che diventò governatrice del Lazio grazie a centomila voti determinanti de La Destra). Sono davvero amareggiato per questo comportamento, finalizzato a scavare fossati”, sostenendo: “Con una battuta, potremmo definire che per loro l’ingegnere rosso è meglio del Cavaliere nero. E questo spiega come stanno le cose. Basta. Martedì riunisco i comitati Storace sindaco, pubblicati oggi sull’ultima pagina del Giornale d’Italia, e si parte in maniera definitiva”.

Sarà battaglia fino all’ultimo voto.

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