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BISOGNA RIPRISTINARE LA LEVA OBBLIGATORIA E LE PUNIZIONI CORPORALI !!!!

marzo 13, 2016

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Per chi non lo sapesse, Rita di Rosa (Spiderita), è la moglie di Francesco Storace .

Patrick di Majan

 

da  IL  GIORNALE  D’ ITALIA

 

il controcanto di spiderita

13/03/2016 07:30

Figli vostri, figli nostri

Figli vostri, figli nostri

Questa settimana non voglio parlare dell’assessore grillino beccato a rubare in palestra, meno che mai del pantano in cui si è arenato il centro destra alle comunali romane, ma di una storia che dovrebbe farci riflettere in quanto coinvolge dei ragazzi che anagraficamente potrebbero essere i nostri figli. Non so se l’efferato delitto consumatosi tra le mura di un palazzone romano sia il frutto del fallimento della vocazione genitoriale di una generazione alla quale appartengo.

Ci ha lasciato senza parole  quando abbiamo sentito in tv per la prima volta tutta la storia e ancora di più il padre di uno degli assassini, che nonostante abbia denunciato il figlio non riusciva a capire dove avesse sbagliato lui in quanto genitore; soprattutto lui non si era accorto di nulla ma aveva un’immagine del figlio, che dopo l’omicidio scopre essere forse distorta, da ragazzo impegnato e per bene con qualche piccola dipendenza, anche se monitorata a suon di quattrini da illustri terapeuti. Forse anche noi non ci siamo accorti nel tempo che i nostri figli deviavano dalla via maestra, non abbiamo voluto vedere; del resto abbiamo fatto sempre in modo che non abbiano a soffrire delle privazioni che noi subimmo dai nostri genitori, senza capire che il rispetto e la vita o la maturità restano virtù quando non sono negoziabili e non possono essere sostituite da danaro e successo.

Il malessere che attanaglia i giovani di oggi è la noia, hanno di tutto di più e quelli arrivati, di successo, vanno alla ricerca di una personalità estrema che li appaghi nella loro corsa verso lo sballo. Sono davvero questi i nostri figli? Noi che dal sessantotto avevamo ereditato l’impegno e la proiezione verso l’ideale sociale, ci sembrava quasi impossibile la felicità se non fosse stata generata dall’idea della lotta non fine a se stessa bensì pro una vita costellata da esempi e abnegazione per l’altrui necessità. Ma abbiamo cambiato le carte in tavola, siamo diventati gli amici dei nostri figli derogando ad altre figure l’autorità, gli abbiamo nascosto i problemi, non abbiamo condiviso con loro il dolore, per la malsana idea di doverli proteggere da tutto e da tutti persino da quel percorso naturale che fa distinguere il bene dal male e che fortifica e ci fa essere uomini.

Ecco il risultato di quella idea di omologazione ci voleva e ci metteva allo stesso piano dei nostri figli; sovvertendo i ruoli abbiamo spalancato forse la porta sul baratro di provare l’effetto che fa. In tanti si sono alternati in quel teatro di morte e in molti sono fuggiti, invece solo uno è rimasto impigliato nella sua fragilità di ragazzo normale, assorbito chissà con quale becero stratagemma, ancora non è dato sapere, certo che forse anche lui non aveva percepito l’anormalità dei suoi carnefici, che un mondo omologato generato dai nostri pensieri di padri ha partorito.

Non sei nessuno se oggi non hai un pro game da 2000 e passa o una macchinetta a 16 anni, oppure se vai per locali senza euro, sei solo un mostro da abbattere o da bullizzare. Così la deviazione diventa normale e si insinua in una normalità quotidiana. Torniamo indietro, scendiamo da questo tram chiamato desiderio, riprendiamoci i nostri ruoli e trasmettiamo i percorsi giusti ai nostri figli come fecero i nostri genitori con noi, impediremo così al futuro di generare nuovi mostri. Buona domenica .

Rita di Rosa

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