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P D = PARTITO DEI TRADITORI DEL POPOLO ITALIANO !!!!

febbraio 27, 2016

E  POI  DITEMI  SE  IN  ITALIA  NON  C’ E’  UN  GRAN  BISOGNO  DI  UNA  DESTRA  CHE  PRENDA  A  CALCI  IN  CULO  QUESTI  INETTI !!!!

Patrick di Majan

 

da  IL  GIORNALE  D’ ITALIA

 

L’editoriale di Francesco Storace

27/02/2016 06:00

RIFUGIO ITALIA

Una classe dirigente senza spina dorsale ci sta costringendo a subire nuovi, pesantissimi disagi

RIFUGIO ITALIA
Anche dalla Grecia arriva una nuova ondata migratoria: tutti indicano il nostro Paese per togliersi i problemi in casa

 

L’Italia sta rischiando seriamente di diventare un nuovo punto di approdo per migliaia di migranti.

Fino ad oggi, abbiamo vissuto gli sbarchi a Lampedusa, sulle coste siciliane e calabresi. Con il loro terribile e angosciante carico di morti, decine di migliaia di persone, provenienti dal Nord Africa, partono dai porti della Libia e della Tunisia e sbarcano sul nostro territorio.

A queste persone, ora, stiamo rischiando che se ne aggiungano altrettante. Sono i migranti che provengono dal Medio Oriente e che, fino a ieri, per entrare in Europa, varcavano i confini greci per poi, transitando attraverso la Macedonia, dirigersi verso l’Austria, la Germania e il resto del nord Europa. E che, addirittura, potrebbero arrivare da noi scortati dalla Nato: la missione Kfor, guidata dal generale di divisione Guglielmo Luigi Miglietta, avrebbe ricevuto l’ordine di procedere all’aiuto umanitario accompagnando gli immigrati in Italia e assistendoli anche con la fornitura di mezzi di trasporto militari.

Ora, intorno alla Grecia, gli Stati confinanti, Croazia, Austria e Ungheria, stanno iniziando – alcuni li hanno anche completati – la costruzione di muri, recinti, nuovi confini. I varchi per passare dalla Grecia al Nord Europa si stanno chiudendo.

Siamo in presenza dell’inizio di una nuova crisi umanitaria e con l’inevitabile ricerca di nuovi sbocchi da parte dei profughi: Bulgaria, Albania, Montenegro. E, ovviamente, l’Italia, specialmente la Puglia.

Ricordiamo tutti le scene del 1994, di quei barconi, traghetti, navi di ogni genere, traboccanti di uomini. Allora erano Albanesi. Domani rischiamo di rivedere queste scene e a discendere da quelle navi saranno afghani, iracheni, curdi, siriani. La scorsa settimana, spiega la portavoce di Save The Children, Giovanna Di Benedetto, in Grecia sono approdate oltre 22mila persone. Si stima che fra Kosovo e Albania, pronti per sbarcare in Italia, ci siano 150mila persone.

Questo è il flusso che rischiamo finisca sulle nostre coste.

E, onestamente, che l’euroburocrate Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione UE, venga da Renzi e omaggi l’Italia dicendo che il nostro Paese ha tenuto “una condotta esemplare” nel gestire il problema migranti e che potremmo essere “da modello” per gli altri Paesi più esitanti, beh, ce ne sbattiamo.

Questa Europa continua a lasciarci soli. Soli nel gestire il problema migranti: quando il caos si è presentato in Francia, Germania e Regno Unito, Bruxelles ha mosso il culo dalle sedie. Ma fino a quel momento, l’Italia doveva farcela da sola. Soli e ultimi: vengono qui, questi eurosignori, e ci impartiscono lezioni sul cioccolato, il parmigiano, la pizza cotta nel forno a legna, i migranti. Mentre i nostri uomini di Governo hanno il ginocchio sporco nel punto in cui si flette, specializzandosi sempre più in dorsopiroette e salamelecchi, i Signori dell’Europa sono tanto prodighi di elogi verbali quanto poveri di sostegni concreti. Di tutto questo dobbiamo ringraziare la pessima classe dirigente che sta guidando il Paese.

Francesco Storace

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da  IL  GIORNALE.IT

Orfini punta tutto sui migranti: ​”Sono nel dna delle primarie”

Oggi l’incontro col rappresentate della comunità cinese. Ma Orfini punta a coinvolgere più stranieri possibili. Ma c’è l’ombra dei brogli come è già successo a Milano

Giuseppe Sala è stato incoronato candidato per il centrosinistra alle comunali di Milano da una folta schiera di cinesi che sono accorsi a votare Mister Expo. Matteo Orfini punta al bis allargando a tutte le comunitò straniere che popolano la Capitale. “La partecipazione degli immigrati fa parte del Dna delle primarie – ha detto il commissario del Pd romano – noi ne siamo orgogliosi”.

Oggi Orfini ha incontrato al Nazareno il rappresentante delle associazioni di cinesi di Roma Marco Wong. Nei giorni scorsi Wong aveva chiesto aveva chiesto un incontro ai sei candidati ai quali sottoporre richieste e proposte della comunità cinese della Capitale. Il primo a riceverli è stato Stefanop pedica. La comunità cinese, in vista delle primarie, ha avviato una campagna di sensibilizzazione al voto degli elettori sino-italiani denominata “Jasmine Roots” (radici di gelsomino). “Abbiamo sempre ritenuto positivo che gli immigrati votino”, commenta Orfini ritenendo questo come “un aspetto importante per l’integrazione delle comunità immigrate”.

Orfini prende le distanze dalle polemiche scoppiate a Milano alle primarie, che hanno incoronato Sala candidato del centrosinistra, sulla regolarità delle consultazioni. E torna a difendere il diritto di voto agli immigrati: “Ci sono regole fatte ad hoc per gli immigrati e i 16enni, regole che prevedono una pre-registrazione il giorno prima del voto nella quale è possibile verificare, oltre ai documenti, anche l’adesione consapevole alle primarie”. La prossima settimana, in occasione del Forum immigrazione del Pd, Orfini presenterà un documentario con militanti e iscritti. “Nel nostro forum non ci sono solo cinesi ma molti altri rappresentanti di comunità straniere che lavorano a Roma e vogliono integrarsi: africani, romeni, albanesi – spiega – noi vogliamo che queste persone vengano a votare alle primarie, vogliamo che partecipino alla vita cittadina”. Come già fanno i minorenni, gli immigrati dovranno pre-registrarsi.

Aldilà delle regole e del vademecum, il voto degli immigrati alle primarie anziché integrare viene usato dai vertici del Pd per far passare il proprio candidato. A Milano, per esempio, la comunità cinese si è fiondata in massa a sostenere Sala. Che, poi, ha immancabilmente vinto. Non resta che vedere cosa succederà a Roma.

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Picchiano titolare centro profughi: “Dacci i soldi o facciamo un casino”

Due nigeriani si erano allontanati dal centro di accoglienza Gianal a settembre, ieri sono tornati e volevano essere reintegrati. La legge non lo consente, quindi hanno minacciato il gestore della struttura

Due nigeriani si sono allontanati a settembre dal centro di accoglienza di Feroleto Antico (Catanzaro), ieri sono tornati: “Vogliamo i soldi se no facciamo casino”.

Feroelto Antico è un piccolo comune di due mila abitanti, ma nonostante le modeste dimensioni ospita nel centro di accoglienza “Gianal100 immigrati. Il gestore è Salvatore Lucchini, proprietario dell’azienda Gianal. A settembre due nigeriani hanno abbandonato volontariamente il centro. Per la legge italiana, se trascorrono più mesi lontano dalla struttura, non possono più rientrarci. Questa è la regola, ma ai due immigrati poco importava e ieri sono ritornati nella struttura.

I due profughi hanno subito cercato il gestore e gli hanno imposto di riaccettarli nel centro. Salvatore, però, gli ha spiegato che non poteva perché sono rimasti troppo tempo fuori dal Gianal. I nigeriani, sentendo il rifiuto giustificato del titolare, si sono infuriati e hanno aggredito violentemente l’uomo. Dopo vari spintoni hanno proposto un patteggiamento: “Dacci 800 euro a testa e noi ce ne andremo. Se no, continueremo a fare casino” . Salvatore, temendo che scoppiasse una protesta generale nel centro, ha chiamato i carabinieri di Lamezia Terme. I due sentendo pronunciare il nome degli agenti sono scappati.

I militari in pochi minuti sono arrivati al Gianal e si sono messo sulle tracce dei due. Infatti, dopo poco, sono riusciti a prenderli e ad arrestarli. “Non sappiamo di preciso quanto resteranno in carcere, ma quel che è certo è che quando usciranno verranno rimpatriati nel loro Paese. A loro carico c’è un espulsione immediata dall’Italia” – ha spiegato il carabiniere. Gli agenti di Lamezia Terme hanno segnalato i due nigeriani alla Prefettura, sarà poi la polizia di Stato a doversi accertare che i due non facciano i furbi per rimanere nel nostro Paese.

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da  VOX  NEWS

Senza un tetto per fare posto ai profughi, ora vivono in un box auto – FOTO – VIDEO

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