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TUTTA GENTAGLIA CHE MERITEREBBE PROCESSATA……. E POI, GIUSTIZIATA !!!!

febbraio 26, 2016

da  LIBEROQUOTIDIANO.IT         26 Febbraio 2016

 

Cavalleria

Dittatori, tagliagole e terroristi… Sallusti, la bomba su Verdini, Renzi e Alfano: “Ecco che fine faranno”

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L’approvazione della legge sulle Unioni civili, ex Cirinnà, ha scampato il pericolo di una legge libertina secondo il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, “contro natura” per dirla come Angelino Alfano. Dal voto al Senato di ieri, poi, è emerso un dato politico ancor più netto: Matteo Renzi non ha la maggioranza a Palazzo Madama ed è costretto a importanti concessioni verso elementi che poco hanno a che fare col suo Pd. Il governo renziano, scrive Sallusti, non solo non è mai stato eletto, ma è: “costretto ad ‘adottare’ parlamentari da altri partiti, i quali hanno fatto dell”infedeltà’ la ragione di vita politica e personale. Più che una maggioranza – scrive Sallusti – la nuova compagnia che guiderà l’Italia pare un bordello: un ex Dc, Matteo Renzi, ora segretario del Pd, l’ex segretario di Forza Italia, Angelino Alfano, l’ex coordinatore capo del partito di Berlusconi, Denis Verdini e uno dei padri del Pci, Giorgio Napolitano, che di questa ammucchiata è l’ispiratore e garante”. Se questi pezzi così diversi tra loro stanno insieme è solo per “sete di potere” con lo sfondo delle prove generali per la nascita del Partito della Nazione, da testare alle prossime elezioni: “Sarà, ma quale nazione? – si chiede Sallusti – Quella rappresentata dai banchieri toscani in bancarotta amici di Renzi, quella del sottobosco affarista vicino a Verdini o quella degli amici di Alfano che fanno affari con il traffico di immigrati? Forse quella dei poteri forti e oscuri che ha trovato nel compagno Napolitano il grimaldello per impossessarsi dell’Italia?”. Sallusti chiude una provocazione e una speranza: “Il Parlamento è un territorio perso dalla democrazia. Una specie di Siria, finita in mano a califfi e bande di mercenari. Ma sappiano questi signori che un giorno o l’altro arriveranno, come nei film americani, i ‘nostri’ a liberarlo: gli elettori.

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