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SOLO DEI DECEREBRATI COME I COMUNISTI POSSONO PENSARE DI INTEGRARSI CON QUESTI PORCI !!!!

febbraio 22, 2016

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Lezione di religione in un asilo……… insegnano come si scanna!!!!

Patrick di Majan

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“Faremo nostra la vostra cultura”…………. disse la BOLDRINI !!!!

Patrick di Majan

da  ImolaOggi

 

Mandato al martirio da Isis: 11enne bacia la mano al padre e si fa esplodere

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Abu Imara al Omri è nato undici anni fa in Siria. Il Califfo lo ha mandato ‘al martirio’. Lo ha ‘impiegato’ nella conquista del villaggio di Ghazl, vicino ad Aleppo, e anche come strumento di propaganda. Alla guida di un grosso suv blindato e imbottito di esplosivo, Abu Imara s’è scagliato contro i soldati siriani e si è fatto saltare in aria.

Dopo aver registrato un video di addio. Un video che risale al mese scorso, in cui lo si vede sorridente ispezionare il suo suv della morte, assieme a suo padre, che gli insegna come guidarlo e come innescare il detonatore al momento opportuno. E si vedono anche decine di cilindri di esplosivo. Poi Abu Imara spiega ‘il suo desiderio’ di morire per la causa, per il futuro dell’Islam. E infine, lo si vede in un atto di sottomissione, mentre bacia la mano di suo padre, e da lui ottiene la benedizione.

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Le ultime immagini mostrano il suv che parte verso il suo obiettivo, con Abu Imara alla guida, e poco dopo il bagliore dell’esplosione, in lontananza, mentre di lato sventola una bandiera nera del Daesh, l’Isis. Abu Imara al Omri non è il primo e purtroppo non sarà neanche l’ultimo bambino sacrificato in guerra dall’Isis. Ma cio’ che sembra inquietare più che mai i ricercatori, è che apparentemente l’Isis non fa riscorso ai bambini e alle bambine perchè è a corto di combattenti o perche’ le loro caratteristiche gli sono in alcuni casi particolarmente utili.

Secondo uno nuovo studio del Ctc Sentinel di cui riferisce oggi la Cnn, i bambini vengono trattati esattamente come se fossero combattenti adulti, senza alcuna sorta di ‘privilegio’ particolare. Lo studio prende in esame i casi di 89 bambini reclutati negli ultimi 13 mesi. Di questi, il 39 per cento sono morti innescando l’esplosivo delle autobomba che gli erano state affidate. Il 33 per cento sono stati invece uccisi mentre erano impegnati come soldati in combattimenti.

Il quattro per cento sono morti in azioni suicide contro i civili, e il 6 per cento mentre erano impiegati nella propaganda al seguito di brigate di combattenti. Ciò che emerge “è il fatto che l’utilizzo di bambini è di gran lunga normalizzato”, afferma uno dei coautori del rapporto, Charlie Winter, parlando con la la Cnn. “Non vengono utilizzati solo per shockare la gente nei video delle esecuzioni. Vengono utilizzati anche per il loro valore operativo. E purtroppo dobbiamo attenderci un aumento di questo, man mano che nei prossimi anni per l’Isis la situazione diventerà più precaria”

TISCALI

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Sarà l’occasione giusta per fare i “conti” con Renzi, Alfano e tutti i traditori del popolo italiano!!!!!

Patrick di Majan

da  DAGOSPIA

 

21 feb 2016 12:10

JIHAD A CASA NOSTRA – IL NUMERO UNO DELL’EUROPOL LANCIA L’ALLARME: “IN EUROPA L’ISIS PREPARA UNO STERMINIO DI MASSA. PUO’ CONTARE SU 5MILA TERRORISTI GIA’ PRONTI A COLPIRE” – ALLERTA SUI CITTADINI COMUNITARI CHE SI ADDESTRANO IN MEDIO ORIENTE E RIENTRANO ATTRAVERSO LA GRECIA

Alcuni attentatori del Bataclan erano entrati come richiedenti asilo e avevano potuto muoversi indisturbati fino alla capitale francese. Ma il 13 febbraio scorso, nei pressi della frontiera greco turca, nel nord est della Grecia, nella provincia di Evros, erano stati arrestati tre britannici pesantemente armati…

 

In Europa l’ Isis conta già 5mila musulmani pronti a colpire. Non premono alle frontiere, ma vivono già indisturbati all’ interno del territorio Schengen. Lo dice il numero uno dell’ Europol, il britannico Rob Wainwright, l’ agenzia per la sicurezza comunitaria.

IRAQ - JIHADISTI DELL' ISIS IRAQ – JIHADISTI DELL’ ISIS

Un pericolo concreto, anzi «l’ Europa sta affrontando la minaccia terroristica di livello più alto degli ultimi dieci anni» spiega il superpoliziotto europeo in un’ intervista al quotidiano tedesco Neue Osnabrucker Zeitung. A suo giudizio, «possiamo attenderci che l’ Isis o altri gruppi terroristici religiosi conducano un attacco allo scopo di ottenere uno sterminio di massa fra la popolazione civile».

 

Europol stima che il numero di cittadini comunitari tornati in Europa dopo un periodo trascorso nei campi di addestramento dello Stato islamico nel Medio Oriente sia calcolabile fra le tremila e le cinquemila persone. Un numero crescente, che «pone agli Stati membri dell’ Ue sfide completamente nuove». E non si tratterebbe tanto di migranti, quanto di persone nate o cresciute in Occidente e quindi regolarmente residenti.

 

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«Non c’ è prova che i terroristi stiano utilizzando sistematicamente il flusso di rifugiati per infiltrarsi in Europa», precisa Wainwright, che è a capo di Europol dal 2009, dopo aver ricoperto importanti incarichi di vertice nel National Criminal Intelligence Service e nella Serious Organised Crime Agency del Regno Unito. In realtà, gli attentati del 13 novembre scorso a Parigi hanno portato alla luce un preoccupante fenomeno di penetrazione da parte dei terroristi islamici dai confini greci.

 

Alcuni attentatori del Bataclan erano entrati come richiedenti asilo e avevano potuto muoversi indisturbati fino alla capitale francese. Ma il 13 febbraio scorso, nei pressi della frontiera greco turca, nel nord est della Grecia, nella provincia di Evros, erano stati arrestati tre britannici pesantemente armati. Uno dei tre, di origini curdo irachene, era stato fermato al valico di Kipi, e aveva con sé quattro armi da fuoco e 200mila proiettili. Gli altri due sono stati invece fermati al porto di Alexandropolis, con 18 armi da fuoco e 20mila proiettili.

 

mattanza isis nella citta’ irachena di hawija mattanza isis nella citta’ irachena di hawija

Lo scorso 31 gennaio, nella stessa provincia, erano stati arrestati due uomini con passaporto svedese e «materiale da combattimento». I due, il bosniaco Mirsad Bektasevic e uno yemenita, entrambi arrivati in Grecia dalla Svezia in aereo e pronti a salire su un autobus per la Turchia, sono stati incriminati per terrorismo.

 

Sul fronte italiano, il ministro dell’ Interno Angelino Alfano il 14 febbraio aveva ammesso che «abbiamo delle analisi che non lasciano prevedere un clima sereno per gli anni a venire» sul fronte terrorismo. «Abbiamo informazioni che ci spiegano che il rischio è altissimo» ma non «c’ è un allarme concreto e specifico», anche se nessun paese è a rischio zero».

 

vittime del ristorante la bell equipe vittime del ristorante la bell equipe

Contro la minaccia terroristica «noi teniamo la guardia sempre molto elevata. Gli accadimenti gravissimi come quelli di Parigi non possono lasciarci indifferenti», ha affermato ieri il capo della polizia Alessandro Pansa, inaugurando a Trieste il nuovo centro polifunzionale della polizia di Stato. La struttura sarà intitolata alla memoria dell´ispettore capo della Polizia di Stato Luigi Vitulli, vittima del dovere e medaglia d´oro al valor civile alla memoria.

 

Allo stesso tempo «dobbiamo sapere – ha aggiunto Pansa – che l’ azione terroristica si sviluppa in due componenti: uno intende spaventarci e impaurirci fino a perdere la speranza nel futuro, l’ altra è condurre degli attacchi ai cittadini. Su questo fronte abbiamo dispiegato il meglio delle nostre energie soprattutto nella prevenzione. Perché attraverso le attività informative e investigative sviluppiamo il meglio di quello che possiamo. Ma non dobbiamo cedere alla minaccia; non dobbiamo farci spaventare né condizionare, altrimenti, temendoli al di là del necessario, li facciamo vincere», ha concluso il capo della polizia.

 

una donna viene evacuata dal bataclan una donna viene evacuata dal bataclan

Il punto più delicato è la guerra psicologica. Alla repressione, occorre affiancare anche l’ opera di dissuasione nei confronti dei giovani attratti dalla propaganda diffusa dal Califfato, spiega Stefano Dambruoso, deputato di Scelta civica e questore della Camera: «Con Andrea Manciulli del Pd, ho depositato un disegno di legge sulla prevenzione della radicalizzazione che finalmente adegua la nostra legislazione a quelle degli Stati più avanzati in Europa».

 

In questo senso Dambruoso, fra i primi magistrati a occuparsi del fenomeno del terrorismo islamico intende che «accanto alla fermezza nella repressione, contro i terroristi sia importante investire sul dialogo interculturale e interreligioso», come ha detto al Teatro di Milano ieri mattina, nel corso del dibattito dal tema: «Donna – Islam – Sicurezza- Terrorismo», moderato da Paolo Del Debbio.

un sopravvissuto attacco isis un sopravvissuto attacco isis

 

Per Dambruoso, sull’ emergenza dei flussi migratori e la sicurezza sarebbe necessario rivedere le politiche migratorie europee: «Oggi c’ è un’ accoglienza non rispondente alle reali capacità di assorbimento. Tant’ è che, da ultimo, anche la cancelliera tedesca Angela Merkel ha sottolineato l’ opportunità di ridurre il numero dei profughi al fine di una politica di integrazione basata su piccoli numeri». Ma, se i terroristi islamici sono già qui, ormai è troppo tardi.

 

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