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SVEGLIA A N P I ………. NON GRIDATE ALLO SCANDALO ????

17 febbraio 2016

da  IL  GIORNALE  D’ ITALIA

 

Il primo museo sul fascismo a due passi dalla casa del Duce

Il governo stanzia due milioni di euro per un museo del Ventennio alla casa del fascio di Predappio

Dopo 70 anni dalla caduta del regime, l’Italia prova a fare un passo avanti e rompere uno dei tabù più grandi della Repubblica italiana.

Il museo dovrebbe sorgere alla vecchia casa del fascio, non lontano dalla cripta dove riposa il cadavere del Duce, ogni anno meta di pellegrinaggi “nostalgici”. Come scrive la Stampa, il faldone con il progetto è finito nella mani di un fedelissimo di Renzi, Luca Lotti, che si sarebbe anche recato a Predappio per un primo sopralluogo. I fondi ci sono: due milioni di euro (il 40% del totale del costo del progetto di 5 milioni). O almeno è quello che ha assicurato Lotti, si vedrà.

Il primo passaggio, però riguarda la proprietà dell’immobile che ospiterà il museo del fascismo. Un tempo era la sede del Partito Nazionale Fascista, ora è proprietà del demanio statale. Passerà nelle mani del Comune di Predappio, guidato da un sindaco Pd. Giorgio Frassinetti, il primo cittadino, è riuscito a vincere la sua battaglia contro la paura di rivivere la storia dei primi anni del ‘900. “Vogliamo dare un contributo alla Storia del nostro Paese”, ha detto alla Stampa. Ha sempre spiegato la scelta di aprire questo museo con il desiderio di affrancare Predappio dalla nomea di “cittadina dei nostalgici”, meta solo di “pellegrinaggi” e non di storia.

“Vogliamo liberarci dagli aspetti ideologici e mettere al primo posto la storia – dice al quotidiano torinese Carlo Giunchi – sarà un grande centro di documentazione”. Il modello sarà quello del museo del nazismo di Monaco. Ci sarà di tutto: dal centro di documentazione, con archivio e biblioteca. Poi una esposizione, mostre varie, bookshop e aree ristoro. Al progetto parcepiperanno, investendo somme varie, il Comune, lo Stato, la Regione, la Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì. Tutti convinti della bontà dell’iniziativa. Ma l’Anpi è all’erta: “Abbiamo collaborato al progetto e la nostra presenza è volta a garantire che non ci siano aspetti celebrativi – spiega Carlo Sarpieri, presidente provinciale dell’associazione partigiani – per questo vigileremo affinché si rispetti il massimo rigore storico-scientifico”.

Quello che è certo è che la casa del fascio di Predappio avrà nuova vita. E l’Italia un museo del fascismo.

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