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EROI DI COSA…….. DELLA DELINQUENZA ????

febbraio 17, 2016

ECCOLI  GLI  EROI……. NON  SOLO  ASSASSINI,  MA  ANCHE  VIGLIACCHI !!!!

Patrick di Majan

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da  Messaggero Veneto      15 febbraio 2016

 

Il giallo della fossa comune, l’Anpi all’attacco: “Basta gettare fango sugli eroi della Resistenza”

Polemiche sul documento che attesterebbe la sepoltura di centinaia di persone a Rosazzo. L’associazione partigiani difende i “presunti” responsabili, Sasso e Vanni: riferimenti vergognosi e ignobili

di Davide Vicedomini

UDINE. L’Anpi non ci sta. Non crede al documento che attesterebbe l’esistenza di una fossa comune a Rosazzo. Tantomeno crede alla “presunta” colpevolezza dell’allora comandante della divisione “Garibaldi – Natisone” coadiuvato nel massacro dal commissario politico Vanni.

«Si vuole gettare fango – ha detto Dino Spanghero, presidente dell’Anpi provinciale, nel corso della commemorazione di 23 partigiani fucilati l’11 febbraio 1945 davanti al cimitero comunale di San Vito – su due eroi della Resistenza ai quali bisognerebbe solo dire “grazie”».

È polemica sul documento della Farnesina “svelato” nel Giorno del Ricordo dal presidente della Lega Nazionale di Gorizia, Luca Urizio. L’incartamento, che ha sollevato finora soltanto critiche e non ha trovato alcun riscontro ufficiale – sul caso stanno svolgendo accertamenti i carabinieri della Compagnia di Palmanova –, rileverebbe la presenza di una foiba nella zona di Rosazzo, in una località tuttora secretata per mantenere il riserbo sulle indagini.

«Secondo quanto afferma la popolazione – è scritto nel documento riportante la data del 30 ottobre 1945 – dovrebbero essere sepolti da 200 a 800 cadaveri facilmente individuabili perché interrati a poca profondità». «Si tratta di supposizioni – risponde Spanghero – che non hanno trovato mai riscontro in passato. A noi sembra più un documento di propaganda che lascia il tempo che trova.

Si parla oltretutto di foiba, che è una bestialità geografica se si pensa che non siamo in un terreno carsico. Si dice che morirono addirittura 800 persone. E allora ci chiediamo: come mai nessuno ha mai detto niente? Siamo nel cuore del Collio, dove ci sono vigneti e non boschi inaccessibili. Con gli scavi sarebbe venuto fuori sicuramente qualcosa». Secondo il presidente dell’Anpi «nemmeno i giornali dell’epoca, come “Libertà” del Crn ha mai fatto cenno a un simile eccidio».

Ma quel che è grave, secondo l’associazione dei partigiani, è che vengono tirati in ballo «in maniera ignobile e vergognosa», il comandante della divisione “Garibaldi – Natisone” Sasso e il commissario politico Vanni quali «responsabili del massacro dalla popolazione».

«Sasso e Vanni – dice Spanghero – non vanno toccati. Sono due eroi della Resistenza ai quali dobbiamo molto per quello che hanno costruito».

Il presidente dell’Anpi si definisce «arrabbiato» perché «ci hanno chiamati in causa dicendo che abbiamo nascosto molti fatti». «A queste persone – risponde Spanghero – posso solo far presente che il nostro archivio è consultato quotidianamente da studenti e studiosi da tutta Italia. Anzi, invito chiunque a recarsi per poterne prendere visione e sfogliarlo. Non c’è alcun segreto».

«Tutte le affermazioni che sono seguite a questo documento sono false e noi – conclude il presidente dell’Anpi – non permetteremo che si infanghi il buon nome dei partigiani».

C’è poi un’altra storia, un altro mistero finora irrisolto. Ed è quello legato al nome di Dante Donato, ex comandante osovano di Premariacco. «Per avere chiarimenti e indicazioni necessarie – si conclude in questo modo il documento – per la identificazione occorre interrogare un certo Dante Donato».

Donato, nome di battaglia “Annibale”, oggi non c’è più. È stato sindaco dal ’46 al ’56 di Premariacco ed è morto alcuni anni fa. Interpellato, il figlio Vanni dice «di non sapere nulla». «Mio padre – continua – non me ne ha mai parlato. Mi ha raccontato di alcune fucilazioni fatte a Premariacco ma di un massacro che ha coinvolto 800 persone, assolutamente no!». Una testimonianza importante. Chissà però se il segreto resterà per sempre nella tomba con “Annibale”.

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