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CON QUESTO CENTRODESTRA, L’ ITALIA, CADRA’ SEMPRE DI PIU’ NEL DEGRADO !!!!

febbraio 13, 2016

BERLUSCONI  E  COMPANY  CREDONO  CHE  IL  POPOLO  SIA  UNA  PECORA  CHE  VOTA  QUALSIASI  PERSONA  IMPOSTA  E  CANDIDATA………. BHE’,  VI  ACCORGERETE,  A  VOSTRE  SPESE,  CHE  NON  E’  COSI’  DAL  MOMENTO  CHE  VI  RITROVERETE  ANCHE  LA  LISTA  DI  FRANCESCO  STORACE……….. POI,  VEDREMO  CHI  ANDRA’  AL  BALLOTTAGGIO !!!!

NON  VOLETE  PREPOTENTEMENTE  LE  PRIMARIE ????

RENZI  E  IL  MOVIMENTO  5  BALLE  VI  RINGRAZIANO…….. IDIOTI !!!!

Patrick di Majan

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da

Pochi giorni fa era così. Ora sono riusciti a litigare sia con me che con Marchini per scegliere quello che sta terzo nei sondaggi….

 

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ECCO  PERCHE’  NON  VINCERANNO  MAI…….. TRATTANO  LE  PERSONE  A  PESCI  IN  FACCIA  E  PRETENDONO  ANCHE  CHE  STIANO  ZITTI  E  CHE  VOTINO  TUTTI  CHI  IMPONGONO  LORO……… SE  NE  ACCORGERANNO !!!!

Patrick di Majan

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da  ANSA

 

Storace: Bertolaso? Un favore a Renzi

‘Chissà se da qui a 3 mesi sarà ancora in campo come candidato’

(ANSA) – ROMA, 13 FEB – “Il centrodestra di vent’anni fa ha scelto il terzo nei sondaggi mentre una volta sceglievano i primi. Bertolaso lo farà per vanagloria: lo avranno convinto che farà il sindaco. E’ ancora vivo il Patto del Nazareno, vogliono fare un favore a Renzi e ci va di mezzo Roma”. Lo ha detto il leader de La Destra Francesco Storace, candidato a sindaco di Roma, commentando a Tele Radio Più la candidatura di Guido Bertolaso per il centrodestra.
“Aspettiamo a pensare che Bertolaso resti in campo perchè chi ha detto che da qui a tre mesi lo sarà ancora? Credo che a destra c’è ancora qualcuno con la schiena dritta”, ha continuato Storace sottolineando che “con la mia candidatura voglio tenere alta la bandiera di rifiuto di questa politica: il centrodestra oggi ha finito la sua favola”.
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da  IL  GIORNALE  D’ ITALIA

l’editoriale di Francesco Storace

13/02/2016 06:00

C’ERA UNA VOLTA

Il centrodestra ufficiale rifiuta le primarie e vara la candidatura più controversa

C'ERA UNA VOLTA
Berlusconi punta su Bertolaso, campagna elettorale col codice penale e non col programma

C’era una volta il centrodestra. Si chiamava casa della libertà, ma avrebbe anche potuto essere semplicemente appellato come Casata, col Regnante unico che dispensava prebende e onori. Il popolo lo acclamava, a Corte ciascuno desiderava essere impalmato da Colui che tutto poteva.

Poi, pian pianino, dalla folla si cominciò a sbadigliare; stanca di sentire da un ventennio sempre le stesse cose, si chiedeva che cosa volesse il Signore di un tempo. E gli voltò le spalle una volta per tutte.

Silvio Berlusconi sa che gli voglio bene. Ma sta sbagliando tutto, e glielo dico al posto dei cortigiani che lo adulano con sorrisi sempre più falsi al suo passaggio. A Roma Forza Italia precipiterà e se conquisterà due seggi in Campidoglio sarà grasso che cola, a causa delle scelte scellerate che caratterizzeranno la posizione assunta per le comunali.

Dopo i rumors arriva la decisione su Bertolaso, che Berlusconi abbraccia nonostante tutti i sondaggi lo diano soccombente. Persino Piazza Pulita, la trasmissione di Formigli, al termine di una puntata rovente, lo ha scaraventato al terzo posto tra i candidati graditi dagli elettori di centrodestra. Dopo di me, in seconda posizione c’è Alfio Marchini e non l’ex capo della protezione civile, un tempo uomo di Rutelli e oggi del Cavaliere. Provo a immaginare Bertolaso seduto di fronte a Formigli e mi chiedo se al posto del programma elettorale l’elettore dovrà consultare il codice penale.

Stanno distruggendo ogni speranza di vittoria del centrodestra a Roma, ed è ovvio che Salvini e Meloni (che pure avrebbe avuto una carta da giocare con Rampelli) decidano di starci: già sono proiettati al post elezioni, con tutte le colpe da attribuire a Berlusconi per la sconfitta tenacemente cercata.

Per di più, senza nemmeno chiedere al nostro popolo – attraverso le primarie – che cosa ne pensi.

Per settimane hanno discusso di Meloni, Marchini e Bertolaso. Fanno la scelta che inchioderà Marchini alla sua corsa solitaria, non si azzardino a pretendere alcunché da noi. Vorrà dire che a destra correremo in due, a sinistra saranno altrettanti con Giachetti e Fassina, poi i non più definibili Marchini e il grillino che troverà gloria dal web. Sei candidati, vinca il migliore e tutto potrà succedere.

La narrazione dei prossimi cinque anni in Campidoglio non riguarderà certo Bertolaso, che si illude di potersi avventurare in una campagna elettorale come quella per Roma mostrando credenziali che per essere realistiche devono essere suffragate dalla liberazione da ogni sospetto. Che non sta certo in una speranza di prescrizione.

Glielo dice l’ultimo presidente della regione ad aver concluso il mandato: questa città va sì ricostruita, ma soprattutto con l’esempio e offrendo la certezza di non avere padroni da servire. Non abbiamo bisogno di altre ombre sulla Capitale, vorremmo finalmente parlare del domani di Roma evitando di subire l’offensiva di una sinistra che ha bisogno di occultare le proprie responsabilità.

Quella favola è finita: ma così facendo, Roma non sarà né felice né contenta.

Francesco Storace

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da  MARCELLO  VENEZIANI

Tra le rovine d’Arcore, in retromarcia

Voi direte. Ma non avevano alternative, il sistema elettorale è quello, non vanno da nessuna parte senza alleanze. Però che brutta caduta per Salvini, e non solo per lui. Tornare all’ombra di Berlusconi, anzi del suo cadavere politico, ritrovarsi ad Arcore, sostenere candidati marziani, perdenti o estranei a Milano, Torino, Roma e Napoli per volontà di Berlusconi che ormai da anni non esprime una posizione politica e non rappresenta più il centrodestra; diciamo da quando il suo ideologo è la Pascale, il suo stratega è la Rossi, il suo militante tipo è Dudù, e chi non si conforma lo caccia via.
Berlusconi il politico morì alcuni anni fa, poco dopo il decesso politico di Fini. Sostenne e poi ripudiò Monti, Letta, Napolitano bis, Renzi. Evacuò lungo la strada molti suoi fedelissimi, perfino Bondi e Verdini, sfasciò tutto quel che aveva costruito, desertificò il centro-destra per cedere poi l’area fabbricabile a Renzi. Assente nelle grandi questioni politiche, nazionali e internazionali, etiche, economiche e sociali, assente al family day, Berlusconi è politicamente trapassato. Ma lui, la sua parabola l’ha fatta, al governo c’è stato svariati anni, ha dato e ha preso.È triste vedere invece che sta trascinando nella fossa anche biografie politiche assai più giovani di lui, fino a ieri recalcitranti. Salvini godeva di buona salute politica ed elettorale, anche la Meloni ha acceso in tv qualche fiammella di una destra residua o rediviva. Tornando ad Arcore, invece, si fanno tumulare nel mausoleo egizio di Silvio, che è pronto a giocarseli al primo giro di partita. Dove può andare un’alleanza così malconcia, priva di strategia e di energia, inadatta ad attirare vita e speranze, incapace di opporre una linea appena credibile a Renzi? Può servire solo per decretare la vittoria di Matteo prima ancora di giocare la partita; vittoria assoluta per assenza totale di alternative. Il vero patto del Nazareno, il vero catering politico pro-Renzi si sta realizzando adesso. Il suo centro-destra è un gigantesco caso personale, contornato da una miriade di casi personali. Capisco che non si vedono alternative, che si trattava di saltare un giro, stare fuori.

Le strade per la Lega e Fratelli d’Italia erano due, difficili ma perlomeno non compromettenti come questa: o confederare un terzo interlocutore al centro, tra i moderati sparsi, così puntando al dopo Berlusconi; o cambiare gioco, passare all’opposizione radicale, virare su una versione italiana del Front National, incassando consensi ma senza prospettive di governo. Ma questa terza via no, non porta né al governo né all’opposizione, dà solo a Berlusconi un potere negoziale con Renzi, usando a intermittenza le aperture e le chiusure; è un ricadere indietro, al buio, nonostante i fallimenti passati e le defezioni massicce.  Un tempo Berlusconi costruì una Casa dove andò ad abitare tutto il centro-destra. Per tante ragioni, interne ed esterne, quel palazzo è caduto ormai da anni, gli abitanti fuggirono, restando homeless. Ora bisogna sgomberare le macerie, non si può tornare a vivere tra le rovine.  Con Grillo che vuole ritirarsi, con Salvini e la Meloni imbrigliati da Berlusconi, Renzi davvero si potrà autoproclamare Imperatore d’Italia e d’Etruria…

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