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IN QUALE MONTE DOVEVA ANDARE A PIEDI IL CAZZARO……. SENARIO ????

febbraio 10, 2016

CHIAMARE  RENZI  CAZZARO,  NON  E’  UN  DIRITTO,  E’  UN  DOVERE  DI  OGNI  ITALIANO  ONESTO !!!!

VI  RICORDATE  LA  SCOMMESSA  CON  BRUNO  VESPA…..????

Patrick di Majan

 

da  IL  GIORNALE.IT

 

 

Lo Stato resta il peggior pagatore: le imprese aspettano 70 miliardi

I debiti della Pa non calano e anche gli enti più virtuosi sforano il termine dei 30 giorni

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan

Ma nonostante gli sforzi per ridurre i tempi con i quali Stato ed enti locali saldano le fatture dei malcapitati fornitori, la strada è ancora lunga. Il debito arretrato ammonta ancora a circa 70 miliardi di euro, accumulati in gran parte da Regioni ed enti locali, e solo per il 5 per cento dall’amministrazione centrale. Eppure chi lavora con lo Stato avrebbe la legittima – e utopistica – aspettativa di essere pagato entro un mese.Il termine di trenta giorni (che solo per poche eccezioni nella sanità possono diventare 60) per il saldo delle fatture è stato infatti stabilito da una direttiva Ue recepita dal governo italiano ed entrata in vigore già dal primo gennaio 2013.

Ma l’obiettivo è ben lontano dall’essere anche solo avvicinato.Per averne una prova non serve nemmeno frugare tra i «cattivi», anzi. Basta spulciare l’elenco degli enti pubblici più virtuosi, pubblicato dal ministero dell’Economia e delle finanze ogni anno. Sono solo 300 su oltre 20mila enti pagatori registrati sulla piattaforma di monitoraggio del ministero, e pur essendo i pagatori «modello» per la Pubblica amministrazione, il loro tempo di pagamento medio è comunque superiore a quello stabilito per legge. Il dato, aggiornato allo scorso novembre, parla di 32,88 giorni, con un lievissimo miglioramento rispetto all’anno precedente, quando i 300 migliori avevano, in media, saldato i fornitori in 34 giorni.Se questi sono i «buoni», come va con gli altri enti pubblici? Difficile dirlo, perché gli enti che comunicano i dati alla piattaforma del Mef, ossia quelli considerati «attivi», erano solo uno su 3 (il 32 per cento) all’ultimo censimento, con un tempo medio di 41 giorni, che sale a 100 considerando solo gli enti locali ed escludendo l’amministrazione centrale. E una stima della Cgia di Mestre di giugno 2015 attestava il tempo di pagamento a 144 giorni, peggior dato tra i principali Paesi della Ue. E in Europa l’Italia «vanta» anche il titolo di Paese con il più alto debito commerciale verso le imprese.

D’altra parte all’inizio del 2013, quando è entrata in vigore la normativa che fissava a un mese la soglia per pagare i creditori, un fornitore della Pubblica amministrazione doveva rassegnarsi ad attendere quasi un anno in media (315 giorni) per il saldo delle fatture, con picchi, soprattutto al Sud, di oltre mille giorni. Praticamente un cappio, per le imprese. Non stupisce dunque che la Ue ci abbia bacchettati, avviando una procedura d’infrazione per la mancata attuazione della direttiva. Il tutto nonostante le mosse del governo, che con tre distinti decreti legge, tra 2013 e 2014, ha stanziato 57 miliardi di euro per «sgonfiare» la montagna di debiti arretrati (nel 2011 a quota 91 miliardi), riuscendoci solo in parte.

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