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IN ITALIA C’ E’ ABBONDANZA DI MISERIA E IL CAZZARO SI PRENDE IL 14° VELIVOLO…….!!!!!

febbraio 6, 2016

TANTISSIMI  ITALIANI  NON  ARRIVANO  A  FINE  MESE,  TANTI  SI  SONO  SUICIDATI  PER  MISERIA,  MOLTI  DORMONO  PER  STRADA  COME  I  BARBONI  E  LUI,  IL  TOSCANO  NON  ELETTO  DA  NESSUNO  MA  NOMINATO  DA  UN  VECCHIO  TROMBONE  COMUNISTA,  SI  PERMETTE  DI  SPENDERE  CENTINAIA  DI  MILIONI  DI  EURO  PER  AVERE  UN  AEREO  COME  I  GRANDI  CAPI  DI  STATO……… CACCIAMOLO  VIA  A  CALCI  IN  CULO !!!!!

Patrick di Majan

 

da  IL  GIORNALE.IT

 

Quello strano triangolo Alitalia-Etihad-governo dietro l’Air Force Renzi

Giallo sull’Airbus del premier, per l’Aeronautica “il leasing è a carico della compagnia di bandiera”. Palazzo Chigi: “No, paghiamo noi”

Con un esecutivo che fornisce (a voce) una versione che sembra cozzare contro quella dell’Aeronautica militare. E un’Alitalia che in conclusione offre una sorta di «versione di raccordo». Al centro della scena c’è l’ormai famoso Airbus A 340 «ingaggiato» da palazzo Chigi per permettere a Matteo Renzi di fare lunghi voli senza la necessità di scalo.Dopo l’atterraggio dell’aeromobile in Italia, avvenuto qualche giorno fa, la voce veicolata dal governo era che Palazzo Chigi avrebbe acquisito il velivolo in leasing da Etihad, la compagnia aerea emiratina proprietaria dell’apparecchio e azionista al 49% di Alitalia. Ma quanto pesa sulle casse pubbliche il leasing dell’Airbus? Secondo i calcoli degli esperti si stima un costo annuale tra i 2,7 milioni e i 3,8 milioni senza considerare il costo del carburante. Basti pensare che un’ora di volo costa 20mila euro.Su questo punto cruciale il governo, alla faccia della sempre più strombazzata trasparenza, non ha mai comunicato nulla. A uscire allo scoperto è stata però l’Aeronautica militare, contattata perché effettua i voli del 31esimo Stormo utilizzati dai ministri. Ebbene, l’Aeronautica qualche giorno fa ha fornito una risposta che più rumorosa non si può: «Per quanto riguarda l’Airbus A340, Etihad ha concesso il leasing ad Alitalia che si occupa anche della manutenzione, mentre l’operatore esercente, tramite il ministero della Difesa, è l’Aeronautica militare». Insomma, sembrerebbe poterne dedurre che è stata Alitalia ad aver preso in leasing l’«Air Force Renzi» da Etihad, peraltro azionista pesante della stessa ex compagnia di bandiera. E sempre su Alitalia gravano le spese di manutenzione del velivolo. Ma ieri all’improvviso, quando ormai nessuno sperava di poter scorgere qualcosa nel porto delle nebbie, ecco arrivare un flebile gemito da Palazzo Chigi. L’ufficio stampa del governo ha fatto sapere che «il rapporto di leasing relativo all’Airbus è tra il governo e l’Alitalia». Il che significherebbe che è l’esecutivo a pagare i canoni di leasing, non a Etihad (come veicolato in un primo momento), bensì ad Alitalia. Ma se così fosse, qual è stato il passaggio che ha portato l’Airbus da Etihad ad Alitalia? E quanto costa il leasing che a questo punto impegnerebbe il governo con Alitalia? Tutte domande a cui ancora ieri Palazzo Chigi non ha voluto dare una risposta. Così, in serata, è arrivato un altro piccolo colpo di scena, con la tardiva presa di posizione della compagnia presieduta da Luca Cordero di Montezemolo: «Alitalia tiene a precisare che l’aeromobile, nella disponibilità di Alitalia in base ad un accordo con il proprio partner industriale, sarà destinato al servizio dei voli di Stato in conseguenza di un contratto di leasing – stipulato alle usuali condizioni di mercato – tra Alitalia e il ministero della Difesa. Alitalia si è impegnata a garantire la manutenzione ordinaria nell’ambito del contratto di leasing. L’intera operazione non comporta alcun costo per Alitalia». Insomma, volendo provare a tradurre qui i contratti sono due. Un primo accordo commerciale (forse un leasing, ma Alitalia non lo chiarisce) con cui Etihad ha messo il suo Airbus A340 a disposizione della partecipata Alitalia. Poi un secondo contratto, sicuramente di leasing, con cui il ministero della Difesa prende in consegna l’aeromobile da Alitalia corrispondendo a quest’ultima un canone periodico.Ma perché questo ginepraio di passaggi? Per dare un aiutino ad Alitalia? Perché la Difesa non ha stipulato il leasing direttamente con Etihad? Tutte domande ancora senza risposta. Così come rimane senza risposta un’altra domanda cruciale. Secondo l’Aeronautica militare già adesso la flotta di Stato è composta da 13 velivoli: 3 Airbus A319, 3 Falcon 900EX, 3 Falcon 900 Easy, 2 elicotteri AW 139 e 2 Falcon 50. Il tutto, al costo di 20 milioni l’anno. Era davvero indispensabile imbarcare un quattordicesimo aereo?

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