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MALEDETTI COMUNISTI LE PAGHERETE TUTTE !!!!

2 febbraio 2016

da  IL  GIORNALE  D’ ITALIA

 

La giustizia a corrente alternata

02/02/2016 17:19

Marino: ‘Fascisti tornate nelle fogne’. Per la procura si può archiviare

Francesco Storace, leader de La Destra, non ci sta: ‘E’ inspiegabile’. L’invito ai pm: ‘Non date l’idea di voler avallare comportamenti ignobili’

Marino: 'Fascisti tornate nelle fogne'. Per la procura si può archiviare

 

“Fascisti tornate nelle fogne”. Era l’atto di guerra odioso degli Anni di piombo, in cui furono uccisi 27 militanti di destra, e ritirato fuori dal cilindro la scorsa estate, guarda caso alla festa dell’Unità, dall’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, per scagliarsi contro il centrodestra che lo incalzava per lo scandalo di Mafia capitale. Uno slogan, pericoloso e vile, che aveva provocato accese reazioni, a partire dalla destra romana a quella nazionale ma anche trasversali, creando non poco imbarazzo nel Partito democratico.
Lui poi si scusò in Aula Giulio Cesare, dopo essere stato attaccato duramente dal consigliere Dario Rossin. Che non gli evitarono una querela, presentata da Fabio Sabbatani Schiuma, già consigliere di An e La Destra, attuale coordinatore di Noi con Salvini a Roma. La Procura di Roma lo aveva poi iscritto nel registro degli indagati. Fino a ieri, quando i pm sono tornati sui loro passi derubricando tutta la vicenda a una critica politica e chiedendo di fatto l’archiviazione per l’ex primo cittadino.
Ad opporsi è Francesco Storace, candidato a sindaco di Roma e leader de La Destra, che in quegli anni militava nel Fronte della Gioventù, organizzazione giovanle del Msi, nella Capitale. In occasione dell’anniversario della strage di Acca Larentia, dove morirono Bigonzetti, Ciavatta e Recchioni, l’attuale vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio ha chiesto una commissione parlamentare; un appello accolto da Maurizio Gasparri (FI), all’epoca  dei fatti segretario provinciale del Fronte della Gioventù,  il quale ne ha fatto richiesta, sottoscritta anche da Fabrizio Cicchitto (Ncd).
Ora l’ex governatore del Lazio si è schierato contro quanto richiesto da piazzale Clodio.
“Offendere un’intera comunità è consentito”, ha esordito Storace, che ha motivato: “È inspiegabile che i Pm salvino Ignazio Marino dalle ingiurie rivolte alla destra romana (“torni nelle fogne”) proponendo l’archiviazione. A piazzale Clodio non ci si rende conto di quanto male provocano certe affermazioni per chi ha subito lutti enormi negli anni di piombo”, sottolineando: “Chi predicava odio con quelle frasi, continuava sostenendo che “uccidere un fascista non è reato” e poi c’era chi passava alle vie di fatto. E se a dire certe cose è stato un Sindaco allora in carica dovrebbe essere ritenuto ancora più grave, altro che proscioglierlo. Ripensateci, non date l’idea di voler avallare – è l’auspicio – comportamenti ignobili”.

 

“Fascisti tornate nelle fogne”. Era l’atto di guerra odioso degli Anni di piombo, in cui furono uccisi 27 militanti di destra, e ritirato fuori dal cilindro la scorsa estate, guarda caso alla festa dell’Unità, dall’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, per scagliarsi contro il centrodestra che lo incalzava per lo scandalo di Mafia capitale. Uno slogan, pericoloso e vile, che aveva provocato accese reazioni, a partire dalla destra romana a quella nazionale ma anche trasversali, creando non poco imbarazzo nel Partito democratico.

Lui poi si scusò in Aula Giulio Cesare, dopo essere stato attaccato duramente dal consigliere Dario Rossin. Ma le scuse non gli evitarono una querela presentata da Fabio Sabbatani Schiuma, già consigliere di An, La Destra e Trifoglio, attuale coordinatore di Noi con Salvini a Roma. La Procura di Roma lo aveva poi iscritto nel registro degli indagati. Fino a ieri, quando i pm sono tornati sui loro passi derubricando tutta la vicenda a una critica politica e chiedendo di fatto l’archiviazione per l’ex primo cittadino.

Ad opporsi è Francesco Storace, candidato a sindaco di Roma e leader de La Destra, che in quegli anni militava nel Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Msi, nella Capitale. In occasione dell’anniversario della strage di Acca Larentia, dove morirono Bigonzetti, Ciavatta e Recchioni, l’attuale vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio ha chiesto una commissione parlamentare; un appello accolto da Maurizio Gasparri (FI), all’epoca  dei fatti segretario provinciale del Fronte della Gioventù,  il quale ne ha fatto richiesta, sottoscritta anche da Fabrizio Cicchitto (Ncd).

Ora l’ex governatore del Lazio si è schierato contro la posizione dei giudici di piazzale Clodio.

“Offendere un’intera comunità è consentito”, ha esordito Storace, che ha motivato: “È inspiegabile che i Pm salvino Ignazio Marino dalle ingiurie rivolte alla destra romana (“torni nelle fogne”) proponendo l’archiviazione. A piazzale Clodio non ci si rende conto di quanto male provocano certe affermazioni per chi ha subito lutti enormi negli anni di piombo”, sottolineando: “Chi predicava odio con quelle frasi, continuava sostenendo che “uccidere un fascista non è reato” e poi c’era chi passava alle vie di fatto. E se a dire certe cose è stato un Sindaco allora in carica dovrebbe essere ritenuto ancora più grave, altro che proscioglierlo. Ripensateci, non date l’idea di voler avallare – è l’auspicio – comportamenti ignobili”.

gsarra@ilgiornaleditalita.org

Giuseppe Sarra

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