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D’ ALTRONDE, SE FOSSERO INTELLIGENTI NON SAREBBERO DI SINISTRA !!!!

febbraio 2, 2016

da  QELSI

 

Secondo Poletti si può vivere “dignitosamente” con 320 euro al mese

Di Eugenio Cipolla, il 2 febbraio 2016

06/03/2014 Roma, trasmissione televisiva Porta a Porta, nella foto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti

Un sostegno al reddito pari a circa 320 euro al mese per un milione di poveri, accompagnato da un piano per la loro inclusione sociale. E’ la soluzione proposta dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, illustrata ieri in una intervista a Repubblica. La scorsa settimana, infatti, il governo ha approvato il disegno di legge delega ed entro sei mesi dal via libera del Parlamento arriveranno anche i decreti attuativi.

“E’ un cambiamento radicale – ha detto Poletti – perché nel nostro Paese non c’è mai stato un istituto unico nazionale a carattere universale per sostenere le persone in condizione di povertà. Vogliamo dare a tutti la possibilità di vivere dignitosamente. E’ una riforma che vale almeno quanto il Jobs act. Chi riceverà l’assegno avrà alcuni obblighi, come mandare i figli a scuola o accettare un’occupazione”.

La riforma dovrebbe partire dal 2017, ma già da quest’anno potranno essere utilizzati i 600 milioni stanziati nella legge di Stabilità. L’obiettivo del governo è di fare crescere nel tempo sia l’indennità sia la platea di beneficiari, fino a coinvolgere tutti i quattro milioni di italiani in condizioni di povertà assoluta. Insomma, per un problema sociale urgente si procede per step e non con misure straordinarie. Ma aldilà di questo, c’è una domanda che vorremmo porre al sig. Ministro Poletti: lei riuscirebbe a viverci con 320 euro al mese?

@eugcipolla

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da  ImolaOggi

 

Guerra Siria: l’Italia dona 50 milioni di dollari “per i profughi”

renzi

 

L’Italia raddoppierà gli aiuti a dono per l’assistenza umanitaria ai profughi e offrirà un pacchetto di crediti di aiuto e programmi di conversione del debito ai Paesi che stanno sostenendo il maggior peso della crisi siriana, ossia Libano e Giordania. E’ quanto ha detto ad askanews il Direttore generale della Cooperazione italiana, Giampaolo Cantini, a due giorni dalla conferenza dei donatori in programma a Londra, intitolata “Supporting Syria and the Region”.

Di fatto, ha ricordato Cantini, Giordania e Libano hanno visto aumentare la propria popolazione, rispettivamente, del 10 e del 20-25 per cento con pesanti ripercussioni sulle “infrastrutture, quali acqua ed energia, così come ospedali e scuole”. Perchè, ha precisato il direttore alla Cooperazione, in Giordania i profughi che vivono nei campi sono una minoranza, “neanche 100.000″ sui circa 600-700.000 registrati dall’Onu, e in Libano non c’è alcun campo, per cui i profughi “o lavorano in nero o non lavorano e i bambini non vanno a scuola”. Una situazione per cui “anche la spinta a raggiungere l’Europa diventa naturale”.

E a Londra l’Italia assumerà “un impegno molto importante, con “una componente a dono per assistenza umanitaria da 50 milioni di dollari, il doppio di quella dello scorso anno, una componente a credito di aiuto per Giordania e Libano, e offrendo una conversione del debito che possa favorire programmi a forte impatto sociale”, soprattutto “attività produttive, pmi, agricole e industriali, per assorbire sia la manodopera locale che i profughi”. (askanews)

 

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