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COSI’ NON VA’ !!!!!

gennaio 29, 2016

da  IL  GIORNALE  D’ ITALIA

 

Politica e dintorni

28/01/2016 17:38

‘Primarie subito e senza paletti’: Meloni deferisce i dirigenti di FdI

Caos nel movimento che fa capo all’ex ministro della Gioventù. E’ guerra tra i vertici e gli aderenti di Azione nazionale. L’accusa: ‘Metodi da partiti ottocenteschi’

'Primarie subito e senza paletti': Meloni deferisce i dirigenti di FdI

La pluralità del Msi e di An stona in Fratelli d’Italia, dove chi non si allinea al volere dei vertici viene di fatto accompagnato alla porta del movimento.

E’ bastato ricordare al presidente del partito Giorgia Meloni i principi fondanti del movimento e le sue convinzioni sulle primarie, non risparmiandole qualche critica e invitandola a farsi promotrice del nuovo strumento di selezione della classe dirigente, per le amministrative 2016, che i ventuno membri della direzione nazionale e dell’assemblea nazionale di FdI, aderenti all’associazione Azione nazionale e firmatari della lettera, sono stati deferiti dalla commissione disciplina del partito.

La missiva del deferimento è stata firmata da Ignazio La Russa, nonché presidente dell’Assemblea nazionale del partito, giustificando il provvedimento con la contemporanea iscrizione ad Az.

I dirigenti deferiti non hanno potuto credere ai loro occhi e sono pronti a dare battaglia. Lamentano, infatti, la violazione dello statuto del partito che all’art. 2 scrive: “il movimento favorisce l’associazionismo in tutte le sue forme e riconosce a Fondazioni e Associazioni il ruolo di contributo alla formazione della proposta politica e programmatica del movimento”.

Sempre all’articolo 2 si legge che FdI “adotta le elezioni primarie come metodo principale di indicazione delle candidature agli organi istituzionali di ogni livello” e all’articolo 7 viene aggiunto che “le associazioni che si riconoscono nello Statuto possono aderire al movimento con le modalità previste dal regolamento per le adesioni”. Inoltre, l’ipotesi di decadenza per coloro che non avessero rinnovato le iscrizioni al 31/12/2015 contrasta con quanto scritto all’art. 5 dello statuto di FdI che prevede la decadenza solo “a seguito del mancato versamento delle quote associative per due anni”.

Allo stato attuale, si legge in una nota, “Azione nazionale, contrariamente a quanto scritto nella lettera di La Russa, non ha promosso liste elettorali in conpetizione a FdI ne costituito gruppi consiliari alternativi al partito, salvo in situazioni particolari da esaminare caso per caso”.

A rendersi portavoce del malessere dei ventuno dirigenti di FdI sono stati Marco Cerreto, Antonio Triolo e Sabina Bonelli.

“Ad una richiesta di democrazia come la convocazione delle primarie si risponde con un atto disciplinare burocratico e autoritario. Questo è l’ennesimo segnale di una volontà del vertice di Fratelli d’Italia di chiudersi politicamente e organizzativamente in se stessi, contravvenendo agli impegni presi all’Assemblea della Fondazione di Alleanza Nazionale per ottenere l’utilizzo del simbolo di An”, hanno ricordato i tre, sostenitori della mozione dei 40enni, uscita sconfitta nell’ultima assemblea della Fondazione An.

“In quella assemblea Meloni, La Russa e gli altri dirigenti di FdI s’impegnarono ad aprire il partito ad un’aggregazione che permettesse l’unità di tutta la destra”, hanno rinvendicato Cerreto, Triolo e Bonelli, mentre “oggi si demonizza e si aggredisce l’appartenenza ad un’associazione come Azione nazionale che raccoglie in tutta Italia esponenti di destra provenienti da ogni percorso e che tutt’ora sono iscritti anche ad altri partiti”, è la rivendicazione.

I dirigenti si sono tolti anche qualche sassolino dalle scarpe, profondamente delusi per come Meloni e co. stiano tentando di riaggregare la destra diffusa.

“Evidentemente non è questa la strada ne per riaggregare la destra ne per rilanciare il centrodestra, aprendolo a tutto quel popolo di eletti negli enti locali e di militanti che non vengono coinvolti nelle decisioni nel tavolino ristretto del Palazzo”, sottolineando che “noi non ci facciamo intimidire da questi atteggiamenti, ne trascinare in polemiche tanto sterili quanto demenziali e proseguiamo il nostro impegno per chiedere elezioni primarie ovunque possibile e in tutte le città in cui si vota per le comunali di giugno”.

La conclusione è al vetriolo, un vero e proprio “atto di guerra”: “Le elezioni primarie, come scritto nello statuto, dovrebbero essere parte costitutiva della storia e dell’aggregazione di FdI, per cui se c’è qualcuno che oggi non rispetta lo statuto di questo partito sono proprio i dirigenti che non s’impegnano ad aprire alla democrazia e che ricorrono a metodi da partiti ottocenteschi”.

E’ piccata la risposta di FdI ai ventuno dirigenti: “Agli iscritti in questione si contesta la scelta di adesione a un’altra formazione politica che si pone in oggettiva competizione e contrasto con FdI. La lettera cortesemente a loro inviata da La Russa, si concludeva con l’invito a contattarlo (se lo si desidera) per eventualmente rimuovere le cause dell’incompatibilità”.

Non proprio un clima di fratellanza.

gsarra@ilgiornaleditalia.org

Giuseppe Sarra

 

 

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