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SONO BESTIE, PEGGIO DELLE BESTIE……. E ADESSO CHIAMATEMI PURE RAZZISTA, NON ME NE FREGA NIENTE !!!!

gennaio 18, 2016

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da  IL  GIORNALE.IT

 

Svezia, famiglia ospita profugo e lui sgozza la bimba di 7 anni

A Stoccolma un profugo eritreo ha ammazzato una bambina di sette anni tagliandole la gola

Anche la Svezia ha il suo Kabobo. Una bambina di sette anni è stata sgozzata in un appartamento di Upplands-Bro, a nord di Stoccolma, da un eritreo di 36 anni, Daniel Gebru, arrivato dieci mesi prima come profugo, passando per l’Italia.

Lo scrive un giornale locale che racconta come Gebru, nel corso del processo, non sia stato capace di fornire una motivazione per aver tagliato la gola della bimba della famiglia che lo aveva ospitato fino a poco tempo prima. L’uomo si era di recente trasferito in un altro appartamento e ha dichiarato che intendeva suicidarsi, ma per ragioni ancora ignote ha invece deciso di accoltellare a morte la bambina per poi guardarla morire dissanguata. L’omicidio è avvenuto nel luglio scorso, ma solo pochi giorni fa il profugo eritreo è stato condannato a una breve detenzione in un istituto psichiatrico e alla conseguente espulsione che, però, non è ancora certa. L’uomo, infatti, in quanto sgozzatore di bambine, potrebbe essere “discriminato” in Eritrea.

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Il cibo come pretesto per la violenza .

Immigrati in rivolta. “La pasta non ci piace”

Alcuni nigeriani dopo essersi lamentati per il cibo, si sono scagliati contro la struttura che li ospita. La motivazione è quella delle preferenze gastronomiche, ma dietro si nasconde risentimento verso il governo italiano e la sua burocrazia

I volontari di Fondazione Progetto Arca hanno cercato di accontentare tutti e in ogni modo, ma quello che è successo in un centro di accoglienza di Milano sembra proprio essere un pretesto per lamentarsi e per creare scompiglio.

All’interno della struttura di via Aldini sono presenti ben nove etnie di immigrati. Nonostante la Fondazione si impegni a fare il massimo, questa volta non è bastato. E dai brontolii sui pasti, sono arrivate le proteste e i primi tafferugli. La protesta è scattata sabato sera. I protagonisti un gruppo di nigeriani che non gradiva più i pasti del centro. Così hanno iniziato a protestare animatamente, arrivando a rovesciare una panchina della struttura. “Vogliamo il riso, non la pasta” hanno urlato gli stranieri.

I volontari al lavoro durante il turno serale hanno avvertito subito le forze dell’ordine per placare gli animi ed evitare violenze. Come riporta Il Giorno, il presidente della onlus che gestisce pure l’hub nel sottopasso della Centrale, spiega: “Abbiamo chiamato la polizia, soprattutto per dare un segnale chiaro: le richieste sono legittime, ma tutti devono rispettare le regole“. In realtà dietro la protesta ci sarebbe due ragioni ben precise: la prima dovuta ai tempi lunghi della burocrazia italiana per la valutazione delle richieste di asilo; la seconda al fatto che queste richieste nell’80% dei casi vengono respinte.

Così gli ospiti hanno pensato bene di rendere difficile il lavore della Fondazione, lamentandosi e usando come scusa il cibo per sfogare le loro frustazioni. Il vicepresidente del Consiglio comunale, Riccardo De Corato, in quota Fratelli d’Italia non ci sta e attacca: “È necessario espellere dalla struttura almeno i capi della rivolta. E bisognerebbe allontanare anche dal nostro Paese coloro che si oppongono alle regole del vivere civile e non rispettano nemmeno le forme di accoglienza messe in atto nei loro confronti“. Davide Boni, segretario provinciale del Carroccio, ironizza sulla vicenda: “La cortese e moderata protesta degli immigrati di via Aldini – afferma il segretario provinciale del Carroccio merita tutta la considerazione e l’impegno da parte di noi cittadini milanesi: per questo faccio appello al noto chef Cracco perché impegni tutta la sua classe ed esperienza, e magari anche il suo noto ristorante, per soddisfare i palati dei nostri ‘ospiti'”.

La Lega prende una posizione forte nei confronti dei responsabili della protesta: “Chiediamo alle autorità preposte di attivarsi immediatamente e identificare i responsabili delle protesta avvenuta sabato sera a Milano nel centro di accoglienza di via Aldini, dove i 200 immigrati nigeriani richiedenti asilo, ospitati a spese dei contribuenti, si sono ribellati perché il servizio ristorazione ha servito loro della pasta al sugo e non del riso a loro più gradito, costringendo la Polizia ad intervenire per sedare gli animi e riportare la calma”.

“Espellere i responsabili di questa ribellione è il minimo, ma forse sarebbe opportuno allontanare tutti questi 200 clandestini e dare anche un segnale forte: a Milano ci sono decine di migliaia di persone in difficoltà che la sera fanno fatica anche ad avere la possibilità di farsi un piatto di pasta ed è assurdo che chi è qui clandestinamente, mantenuto dalla collettività, possa permettersi di minacciare e obbligare all’intervento delle forze dell’ordine solo perché non gradisce il riso…” è quanto dichiarato dai l’On.Paolo Grimoldi, Segretario Nazionale della Lega Lombarda e deputato della Lega Nord, e Davide Boni, Segretario della Lega Nord Milano.

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da  VOX  NEWS

Berlino: bimba rapita da arabi mentre va a scuola e stuprata per un giorno intero

La bambina è russa, i media tedeschi non hanno diffuso la notizia, lo hanno fatto quelli russi, che hanno mandato inviati, fatto indagini e intervistata la famiglia

Una 13 enne russa è stata rapita e stuprata per oltre trenta ore da un gruppo di immigrati islamici a Berlino.
La notizia è stata accuratamente tenuta nascosta dai media tedeschi, costretti a parlarne dopo che la famiglia si è rivolta a quelli russi.
L’11 gennaio, la ragazzina stava andando a scuola quando è stata rapita e bendata da un gruppo di uomini arabi. L’hanno portata in un appartamento e lì l’hanno stuprata per più di un giorno.
La polizia ha cercato di coprire lo stupro di gruppo, come è loro costume quando si tratta di “migranti”. Perché agissero, i genitori sono stati costretti a chiedere aiuto alle agenzie di stampa russe, che hanno lanciato la notizia. Poi coperta anche da alcuni media tedeschi.

Non ostante tutto questo, e non ostante i certificati medici che dimostrano la violenza subita, la polizia locale ha per giorni negato, e ancora oggi indaga con ‘calma’. La vicenda somiglia in modo agghiacciante agli stupri di bambine bianche avvenuti nell’ultimo decennio in GB, soprattutto a Rotherham, violenze coperte dalla polizia, per non sembrare ‘razzista’.

Siamo sconvolti dalla mole di notizie di questo genere che dobbiamo pubblicare ogni giorno. E’ in atto qualcosa di mostruoso in Europa.

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da  IL  GAZZETTINO.IT

 

Ghanese, dopo lo scontro, scaglia  la bici contro una bambina e fugge .

 

di Luca Ingegneri

 

PADOVA – Uno scontro tra biciclette, ha la peggio una bambina di dieci anni. Ma anzichè soccorrerla, l’investitore, infuriato, le scaglia addosso la sua bici. Follia all’Arcella. Lo scatto d’ira è costato caro al protagonista di una lite avvenuta in via Rubaltelli, un ghanese trentenne, residente in città, che ha litigato con la madre della bambina travolta e poi ha scagliato la bici contro la piccola, prima di fuggire. Ma è stato rintracciato dalla polizia e denunciato per omissione di soccorso e lesioni personali. La bambina è finita in ospedale.

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