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HANNO DISTRUTTO L’ ITALIA E SI PERMETTONO ANCORA DI PARLARE…….!!!!

Lo stesso IDIOTA che ha proposto agli anziani con poca pensione di pignorare le proprie case………il suo non è parlare, è delirare e io sono fiero di essere considerato un “poverino” da cotanta testa di minkia!!!!

Patrick di Majan

da IL GIORNALE D’ ITALIA

L’editoriale di Francesco Storace

19/09/2017 05:40

WEBETI NAZARENI

La Morani, Esposito, Fiano: il solito show intollerante contro di noi

Nel Pd reazioni isteriche per un applauso a Salvini

C’è una particolare genia di webeti che staziona al Nazareno. Strillano contro gli insulti altrui e fanno un fracasso insopportabile: da quelle parti, al Pd, stanno all’impazzimento, colti dalla sindrome da lucro cessante.

Nei giorni scorsi, il buon Ignazio La Russa, al seguito dell’ottima e abbondante Myrta Merlino, aveva sostenuto la guerra santa contro gli imbecilli del web, non a caso appellati proprio come webeti da Enrico Mentana.

Possiamo però proporre a La Russa di cominciare il censimento dei webeti dal Parlamento, a partire da tre nomi illustri – più o meno – che dovrebbero avvertire più di un qualunque internauta senza stipendio, immunità e benefit parlamentari la responsabilità della parola, sia pure su una tastiera.

Alessia Morani, Stefano Esposito, Emanuele Fiano, si sono cimentati nelle consuete provocazioni nella serata di domenica.

E’ bastato un mio applauso al comizio di Salvini a Pontida per aver fatto definire il leader leghista un pericoloso neofascista dalla Morani. Al che ho postato sulla mia pagina fb l’insensata dichiarazione della indomita compagna, ricordando al mondo che la mamma dei cretini (e delle cretine) e’ sempre incinta. Botta e risposta, dunque.

Ovviamente, potete immaginare il tenore delle risposte del web alla sconsiderata deputata che ha aggiunto del suo rivolta ai miei followers, bollandoli come “poverini”, con tanto di hashtag, che le piace tanto da quando pensa di aver imparato come ci si deve muovere nella rete.

In suo soccorso il senatore Stefano Esposito, che poche ore prima aveva bollato Salvini come cameriere di Berlusconi e il solito Emanuele Fiano, che considerava roba da denuncia le risposte alle Morani.

Sono quelli che tacciono sullo stupro nero per ignoranza della Di Genio, sono quelli che non tollerano le opinioni altrui, sono quelli che sognano la galera per chi non li ama.

Caro Fiano, a te per tutti: ce ne freghiamo. Denunciateci tutti. Tanto non sono tangenti, quelle le spartiscono gli indagati del Pd. Omertà, omertà…

Francesco Storace

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Questa è una tipica elettrice del PD……….

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CAPITO PERCHE’ ZECCHE E PRETI SONO COSI’ TANTO BUONI………????

da IL GIORNALE DI UDINE

Le cifre sul business dell’immigrazione a Udine che nessuno vi racconta

 Economia 18 settembre 2017  Il Giornale di Udine

Nell’immaginario collettivo dei friulani la caserma Cavarzerani rappresenta il simbolo dell’accoglienza migratoria della nostra città, la “Lampedusa del Nord”. Eppure il numero attualmente ospitato nella caserma è realmente diminuito. I migranti hanno lasciato la città per approdare in un’altra città italiana o europea? Manco per sogno. In realtà la giunta Honsell trattiene a sè i migranti con certosina cura e riguardo, come si conviene ad una vera e propria risorsa. E così che mentre gli ospiti delle caserme Cavarzerani e Friuli, sono gestiti dalla Croce Rossa di Udine e regolati dal sistema SPRAR (cioè la convenzione tra Stato e comunità locali), il comune ha pensato bene di crearsi un vero e proprio sistema di accoglienza autonomo, il cosiddetto AURA (acronimo di Accoglienza Udine Richiedenti Asilo). Circa 350 richiedenti asilo sono ospitati in confortevoli appartamenti in città. La gestione dei richiedenti asilo è affidata a cooperative sociali e ONLUS che collaborano con il comune di Udine. Ecco nel dettaglio la previsione di spesa del comune (che sarà poi rimborsata dalla Prefettura):

“DETERMINAZIONE CON IMPEGNO DI SPESA” N.det 2016/4660/795 N.cron.4631 del 1512/ 2016. per il periodo dal 01/01/2017 al 31/12/2017, approvata dalla Giunta Honsell il 19/12/2016
•ARACON – Cooperativa sociale Onlus – € 122,640 (10 posti x 365 giorni x 32€+i.v.a al 5%)
•Associazione Nuovi Cittadini Onlus – € 1,366,560 (117 posti x 365 giorni x 32€+i.v.a al 5%)
•Associazione Oikos Onlus – € 642,400 ( 55 posti x 365 giorni x 32€+i.v.a al 5%)
•Centro Accoglienza e promozione culturale “E.Balducci” Onlus – € 303,680 (26 posti x 365 giorni x 32€+i.v.a al 5%)
•Centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine Onlus – € 1,448,320 (124 posti x 365 giorni x 32€+i.v.a al 5%)
•Il Mosaico – Consorzio di Cooperative sociali Onlus – € 220,752 (18 posti x 365 giorni x 32€+i.v.a al 5%)

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ECCO COSA RISCHIERA’ DI SCATENARE LA GUERRA CIVILE IN ITALIA !!!!

La Chiesa è sempre stata una palla al piede per l’Italia, ma finora, mai nessuno si è permesso neanche di contestare il loro volere……..però adesso i tempi sono cambiati e li tratteremo per quello che realmente sono, dei loschi politici con la predilezione per gli affari e ghiottissimi di denaro!!!!
Credo che il popolo italiano, abbia sopportato anche troppo!!!!

Patrick di Majan

da IL GIORNALE.IT

“Sì allo ius soli entro l’anno”. Il patto segreto tra Gentiloni e Vaticano

Stretto un accordo tra governo e Vaticano per approvare lo ius soli. Pressing dei vescovi su Alfano e centristi. In campo anche Avvenire. L’ira del centrodestra: “È gravissimo”

Sergio Rame – Lun, 18/09/2017 – 13:31

Si parla di intesa sottobanco per far approvare la legge, che regala la cittadinanza ai figli degli immigrati clandestini nati in Italia, entro la fine dell’anno.

Prima, cioè, che finisca la legislatura e il Pd perda Palazzo Chigi. A portare avanti questo funesto patto, stando al retroscena pubblicato oggi da Repubblica, sarebbe monsignor Rino Fisichella, ora presidente del Consiglio pontificio per l’evangelizzazione. A lui toccherrebbe il compito di pressare Angelino Alfano a far votare lo ius soli ai suoi uomini di Alternativa popolare. Un compito che ora indigna il centrodestra.

“Se fosse vero sarebbe gravissimo dal punto di vista politico e dal punto di vista istituzionale”, tuona a Montecitorio Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera. “Abbiamo già il Concordato, abbiamo i Patti Lateranensi- continua – ci bastano”. Le indiscrezioni di un accordo tra Gentiloni e il Vaticano per smuovere Alfano e fargli votare lo ius soli stanno infiammando il centrodestra. Il Partito democratico, da solo, non ce la farebbe. Non ha abbastanza voti. Ha bisogno di quelli di Alternativa popolare. Ma, in area centrista, le acque sono piuttosto agitate. In Sicilia tre senatori (Bruno Mancuso, Pippo Pagano e Salvatore Torrisi) hanno deciso di dare il proprio appoggio a Nello Musumeci, mentre in Lombardia Roberto Formigoni, Gabriele Albertini e Maurizio Sacconi hanno adeito al progetto di Stefano Parisi. A Palazzo Madama, dove da sempre i numeri sono contati, non ci sarebbe margine per portare a casa lo ius soli. Ancora oggi il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha ribadito il “no” alla fiducia: “Una legge giusta con un metodo di approvazione sbagliato, potrebbe rendere sbagliata anche la norma”.

L’idea del premier Paolo Gentiloni è di passare dalle stanze Vaticane per far leva sulle coscienze dei cattolici. Ieri Avvenire ha già fatto il suo. Ha pubblicato una prima pagina a sostegno dello ius soli. Tutti italiani non ancora concittadini scrive a caratteri cubitali il quotidiano della Cei mettendo sullo sfondo i volti degli immigrati senza cittadinanza. È il primo passo di un disegno più ampio. Secondo Repubblica, Monsignor Fisichella, ora, dovrà far leva su Alfano per fargli “reclutare il massimo dei consensi possibili nelle sue fila” e arrivare così al via libera entro la fine della legislatura. Un’ipotesi che sta facendo venire il mal di pancia a molti.

“L’Italia è uno Stato sovrano – attacca Brunetta – non ha bisogno di fare accordi, né espliciti nè impliciti, con uno Stato straniero per approvare o meno una legge”. Qualora il governo dovesse forzare la mano, il centrodestra darà battaglia in Parlamento e nel Paese. “Faremo tutto quello che si può fare secondo le regole democratiche per impedire che diventi legge”, promette Brunetta annunciando, qualora dovesse essere approvata la legge, il referendum abrogativo. Anche per il vice presidente del Senato, Roberto Calderoli, si tratta di “un’indebita intromissione di uno Stato estero nella nostra politica”.

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VOI SIETE IL MALE PEGGIORE……… E ANCHE PORCHERIE !!!!

E’ veramente credibile che una esile bambina di 13 anni sia stata una feroce assassina……vero?

ANDATE A FARE IN CULO !!!!

Patrick di Majan

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ESISTE FORSE, NEL MONDO INTERO, UN PARTITO PEGGIORE DEL P D ????

Masturbarsi in pubblico non è reato……mentre salutare romanamente costa due anni di galera!!!!
Bello vero, solo delle povere menti malate potevano partorire una bestialità del genere .
Fra non molto, neanche violentare una donna in spiaggia non sarà più reato, perché i negri africani, poverini, non sanno che queste cose non si fanno…….e tutto questo, solo per guadagnare tanto denaro con il business dell’immigrazione……. e adesso, a questi esseri che chiamarli bestie vuol dire offendere gli animali, dal momento che adesso seviziano pure quelli, vogliono anche regalare la cittadinanza italiana!!!!
Il Partito Democratico, in neanche sei anni ha letteralmente distrutto l’Italia e così facendo, ha reso inutili tutti i sacrifici dei nostri avi, compresa la morte di tanti soldati italiani che si sono sacrificati per l’onore e la libertà della nostra Patria!!!!
Il comunismo, in tutto il mondo, ha saputo solo creare ignoranza, corruzione, ingiustizia, degrado, miseria, desolazione e disperazione ; ma che venisse a creare tutto questo nel 21° secolo proprio in Italia, non me lo sarei mai aspettato!!!!
Andiamo tutti a votare alle prossime elezioni e facciamo in modo che queste “grandi menti” vadano tutte dove meritano di andare……..NELLA SPAZZATURA !!!!

Patrick di Majan

dal momento che questi straccioni sono tutti dei miserabili, la “grande mente” che ha deciso tutto questo, ci spieghi anche dove andrà a prendere il denaro per pagare la multa……..

da ANSA.IT Redazione ANSAROMA 06 settembre 201618:22News

Masturbarsi in pubblico non è più reato

Effetto d.lgs 8 del 2015. Solo multa da 5 mila a 30 mila euro .

(ANSA) – ROMA, 6 SET – Niente più condanna per atti osceni, per effetto della depenalizzazione di questo reato attuata dal d.lgs n.8 del 2015, nei confronti di chi si apposta nei luoghi frequentati da giovani ragazze per masturbarsi davanti ai loro occhi. La Cassazione ha preso atto di quanto previsto dalla recente riforma e ha annullato senza rinvio “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato” la condanna inflitta dalla Corte di Appello di Catania il 14 maggio 2015 a carico di un uomo di 69 anni rinviato a giudizio perché si esibiva davanti alle studentesse che frequentavano la cittadella universitaria nei pressi della quale lui si posizionava. Ora a questo uomo sarà inflitta solo una multa amministrativa di entità compresa tra i cinquemila e i trentamila euro; a decidere l’ammontare sarà il Prefetto di Catania.
In primo e secondo grado, l’ uomo era stato condannato a tre mesi di reclusione convertiti nella multa di 3.420 euro. Ora gli effetti penali scompaiono.

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STUPIDISSIME ZECCHE FEMMINISTE…….. ESISTETE ANCORA ????

da IL GIORNALE D’ ITALIA

l’editoriale di Francesco Storace

17/09/2017 06:00

CHIAPPE CHIARE

Un’avvocatessa di Salerno la spara grossa, ma è figlia di questo tempo maledettamente buonista

Ormai si può dire di tutto, persino sdoganare lo stupro se commesso dagli africani “che non possono conoscere le nostre regole”. Saviano, Boldrini, Boschi….?

“Tutti al mare, tutti al mare…a mostrar le chiappe chiare…”, chissà quante volte abbiamo canticchiato questo motivetto che negli anni ’70 era cantato dall’indimenticabile Gabriella Ferri.

Nell’Italia dello ius soli al traguardo un giorno si’ e l’altro no, la Ferri avrebbe rischiato grosso, almeno una denuncia per istigazione a delinquere, da parte dell’avvocato Carmen Di Genio, di Salerno, che per non farsi mancare nulla fa pure parte di una delle tante e inutili commissioni pari opportunità (inutili se partoriscono bizzarrie mai sentite prima in nessuna parte del globo terrestre).

Già, l’avvocatessa diventata improvvisamente famosa se ne è uscita in un convegno con una frase incredibile: “Non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia, su una spiaggia, non si può violentare. Probabilmente lui non conosce questa regola”. In pratica, guai a mostrarsi con le chiappe chiare, già immagino la linguetta zulù che rotea dalla boccuccia di quegli africani che sono conosciuti solo dalla poco geniale Di Genio. Roba da candidatura come capolista in un partito di sinistra che più a sinistra non si può.

Non insorge Saviano. Eppure è come se Salvini – che e’ di moda accusare per quello che dice – se ne fosse uscito con “e’ colpa delle minigonne se vengono violentate”. Retrogrado, avrebbero ululato. Silenzio glaciale, invece. Aspettano di capire se il Verbo e’ giusto e stanno tutti zitti, i compagneros.

Altro che cittadinanza agli immigrati. Dipendesse da me la revocherei a questa italiana che non sa quello che dice.

Non conosciamo i meriti professionali di questa avvocatessa, ne’ chi sono i suoi clienti; ma sappiamo che quella frase e’ figlia di una sottocultura intollerabile, improntata ad un buonismo infame che chiede clemenza persino per i reati più turpi che si possano commettere.

Senza rendersi conto, la Di Genio e chi dovesse pensarla come lei, che e’ come teorizzare che per un africano lo stupro e’ cosa normale. E che quindi per loro si deve accantonare il principio per cui la legge non ammette ignoranza.

Bisognerà predisporre un vademecum per lo stupratore nero. Indicando le località in cui si può invece violentare una donna visto che in spiaggia non lo si potrà più fare e questo e’ davvero un diritto negato.

Chissà se chi ha messo la bomba nella metropolitana di Londra sapeva che queste cose non si fanno, che pare brutto nei salotti della Salerno bene dove l’avvocato Di Genio espone la sua visione della società.

Ma guai a prendere in burletta cose del genere, invece. Ci attenderemmo una presa di posizione netta dell’ordine degli avvocati a cui la signora è iscritta; ci basterebbe anche un solo avvocato, oppure un’associazione di immigrati. Oppure una Boschi qualunque. Persino una Boldrini.

Ma il politicamente corretto impera. Non ci sono più le femministe di una volta.

In compenso aumenterà la vendita di vocabolari nelle località balneari. Al posto delle ronde, sarà il bagnino di turno a dover spiegare agli africani che cosa non si deve mai fare al mare. Si accontentino di nuotare.

Francesco Storace

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SCOMMETTIAMO CHE SI INVENTANO UN FALSO GOLPE PER FARNE UNO NUOVO ???? NOI SIAMO PRONTI…….. VI ASPETTIAMO AL VARCO !!!!

Sono quelli come voi che screditano la giustizia!!!!

Patrick di Majan

da ImolaOggi

Consip, Violante: c’è una strategia contro la politica
CRONACA, NEWS sabato, 16, settembre, 2017

“Non so se si possa parlare di un complotto ma certo, alla luce di quanto leggiamo, non si può pensare che il comportamento di due ufficiali esperti possa essere stato messo in atto senza una strategia. E’ legittimo chiedersi se il loro obiettivo era di arrivare all’ex premier Renzi per far cadere il governo o fare il colpo grosso. Comunque una strategia c’era”. Lo afferma l’ex presidente della Camera Luciano Violante in un’intervista al ‘Mattino’.

“Se è giusto esigere indagini giudiziarie più accurate, è altrettanto doveroso – aggiunge – denunciare la subalternità della lotta politica ai meccanismi giudiziari”.

Violante elenca poi “tutti i casi di politici e amministratori pubblici coinvolti in vicende giudiziarie all’apparenza eclatanti ma, poi, assolti dopo anni”, come Clemente Mastella, Giorgio Orsoni, Federica Guidi e Vasco Errani. “Questa subalternità – osserva – fa male al Paese, alle persone e all’economia. Dare un peso eccessivo alle iniziative giudiziarie mette la politica in un angolo”. (askanews)

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da IL GIORNALE.IT

Il j’accuse di Renzi: complotto contro di me So chi sono i mandanti

L’ex premier tace sui nomi ma rilancia: «Il fango gettato addosso a me colpirà loro»

Massimo Malpica – Sab, 16/09/2017 – 08:24

«Io lo so bene chi è il mandante. Ma voglio che siano le istituzioni a fare chiarezza». Da settimane Matteo Renzi ripete ai suoi il concetto. L’accerchiamento giudiziario sulla vicenda Consip ha una regia chiara e lui ne è l’obiettivo.

Ma, appunto, la linea resta la stessa. Pretendere che la verità venga alla luce senza doverla evocare. Poi, certo, non aiutano a rasserenare il clima le dichiarazioni al Csm della toga modenese Lucia Musti, che ha raccontato dei suoi colloqui con gli investigatori del Noe Gianpaolo Scafarto e Sergio De Caprio («Ultimo»), autori delle indagini sia del caso Cpl Concordia (in parte stralciato e spedito proprio a Modena) che dell’inchiesta Consip. Per la pm i due sembravano «esagitati», e avrebbero fatto riferimento a Renzi come obiettivo.

Proprio l’ex premier ieri, parlando al direttore del Foglio Claudio Cerasa al teatro Parenti di Milano, ha cominciato a togliersi sassolini dalle scarpe. Esprimendo, intanto, solidarietà a Clemente Mastella, fresco di assoluzione («La politica – spiega – è stata subalterna ai giudici»), per poi parlare di sé: «Chi voleva utilizzare Consip per gettarmi fango addosso – ha ringhiato – vedrà questo fango rivolgerglisi contro. Questa vicenda finirà per colpire chi l’ha usata per colpire chi ha tradito il senso dello Stato». Dissotterrata l’ascia di guerra, Renzi la usa pure contro i rivali politici. Criticando l’asse Berlusconi-Salvini («Affidare a un vegano una macelleria sarebbe meno contraddittorio»), sparando a zero su M5S («È un partito dove non è più uno vale uno, ma uno vuole uno: Grillo vuole qualcuno e lo mette») e tirando una stoccata al Carroccio per la vicenda del sequestro dei conti («Mi dicono di smettere di dire che la Lega ha rubato: la Lega smetta di rubare e io smetto di dirlo»).

Su Consip, l’affondo renziano era stato preceduto da quello del legale di papà Tiziano, Federico Bagattini, che, come il presidente del Pd Matteo Orfini, parla di «realtà eversiva»: «Viene fuori una realtà – spiega l’avvocato che difende Renzi senior nell’inchiesta Consip – in cui in un’indagine si punta al presidente del Consiglio, ma non perché era già indagato: si parte da altro per puntare a lui. Mi sembra una cosa inquietante. Non stento a dire che è eversiva». Ma l’alzata di scudi è stata comune a tutto il Pd. In prima fila i fedelissimi renziani come Michele Anzaldi, che evoca «scenari inquietanti e allarmanti, al limite del colpo di Stato» e invoca un intervento del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, per «valutare eventuali interventi da prendere» nei confronti dei carabinieri al centro delle accuse. Spara a pallettoni anche il senatore dem Andrea Marcucci, che su Twitter rimarca «la gravità assoluta di un’indagine che sembra pilotata per colpire Renzi» e conclude: «Serve arrivare alla verità», e magari «rapidamente», gli fa eco il collega di partito e d’aula Stefano Esposito. Anche il capogruppo a palazzo Madama, Luigi Zanda, parte all’attacco, definendo «incredibile» e «di gravità inaudita» il contenuto dell’audizione della pm modenese al Csm.

Persino un avversario interno dell’ex premier come il ministro della Cultura Dario Franceschini, ieri, ha preso decisamente posizione sulla questione. «La vicenda giudiziaria Scafarto – ha spiegato il ministro – assume ogni giorno caratteri di gravità inaudita». Evidente, per Franceschini, «il tentativo di coinvolgere il premier». Un fatto «di una gravità istituzionale enorme». Tanto che, conclude Franceschini, «parole di chiarezza e solidarietà dovrebbero arrivare da tutti, avversari compresi».