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CHI SA RISPONDERMI…….????

Mi piacerebbe tanto sapere cosa abbiamo fatto di male noi friulani per avere un governatore (minuscolo voluto e dovuto) come quello attuale………!!!!

Patrick di Majan

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UNA VOLTA I TRADITORI LI FUCILAVANO ALLA SCHIENA O LI APPENDEVANO PER IL COLLO…….!!!!

da  IL  GIORNALE.IT

 

Per i profughi altri 87 milioni, le coop sgomitano

«Basta ghetti» intima il Viminale, intanto Padova lancia il mega bando per 2.800 migranti

Venti cooperative in corsa per aggiudicarsi una fetta di una nuova, gigantesca, torta da 87 milioni di euro.

La prefettura di Padova la assegnerà a giorni, l’altro ieri sono scaduti i termini per la presentazione delle offerte, e chi la otterrà avrà garantita la gestione dell’accoglienza di 2.800 migranti sul territorio per i prossimi due anni.

Il ghiotto bando è la replica di un film già visto, in questi anni in cui l’emergenza si è progressivamente fatta business, ma dopo la violenta protesta esplosa nell’ex base militare di Cona, nel veneziano, dove alcuni operatori del centro erano stati sequestrati dagli «ospiti» inferociti, il governo aveva promesso un cambio di rotta. Basta concentrazioni elevate di profughi in poche aree e stop a enclavi come «ghetti» che finiscono per trasformarsi in bombe a orologeria, era stato il senso della lettera che il Viminale aveva inviato ai prefetti per evitare nuovi disordini e rivolte. Ma a leggere il bando che Padova si prepara ad aggiudicare il 24 gennaio, emergono i soliti numeri. Divisi su due lotti: uno finalizzato alla sistemazione di duemila profughi nelle strutture reperite autonomamente dalle cooperative (hotel, stabili offerti da privati ecc); un altro prevede 800 posti all’interno della caserma di Bagnoli, tanti quanti già ne ospita.

Ma si tratta di un numero «puramente indicativo» che «potrà essere superiore od inferiore» a seconda nella necessità, si legge nel disciplinare. Insomma, se l’obiettivo del ministero dell’Interno, dopo le tensioni, era ribadire «il rispetto pieno dell’accordo con l’Anci di 2,5 migranti per ogni mille abitanti» perché le «maggiori problematiche derivano da dimensioni di centri che non consentono integrazione e che marginalizzano una sorta di enclave etnica con numeri troppo alti di richiedenti asilo», l’inversione di marcia pare lontana. Con queste cifre, il rischio che i centri si trasformino in polveriere resta altissimo. Risse, proteste e litigi sono già all’ordine del giorno proprio a Bagnoli, dove ora si rinnova l’appalto.

L’ultima risale a soli tre giorni fa, ed è finita con tre migranti in ospedale per ferite e traumi e cinquantina di bengalesi che ha manifestato bloccando l’ingresso e l’uscita dal campo, per la difficile convivenza con i nigeriani e gli ivoriani. Oltre all’accoglienza materiale, tra i servizi richiesti alle cooperative (per 35 euro più Iva a persona), ci sono la mediazione linguistica e culturale, l’orientamento e l’accompagnamento all’inserimento lavorativo. Si tratta di requisiti standard, che raramente dalla carta si traducono in effettivi percorsi di integrazione. Basti pensare che nel bando si considerano sufficienti un solo mediatore e un solo interprete per 800 richiedenti asilo: «Almeno una risorsa umana» che abbia almeno «tre mesi di esperienza», si legge nella gara.

A cui si è presentata anche la coop «pigliatutto» Edeco, finita nella bufera dopo i fatti di Cona e già stata indagata, quando si chiamava Ecofficina, per truffa, falso e maltrattamenti dai magistrati di Rovigo e Padova.

STUPIDISSIME ZECCHE !!!!

Schifosamente patetici oltre ogni limite di umana comprensione!!!!

Accusano di “sciacallaggio politico e mediatico” chiunque dia risalto a una delle innumerevoli notizie di cronaca dalle quali traspare la vera natura di questi SGRADITISSIMI ospiti, ma non esitano a giocare sporco usando una tragedia come quella che ha colpito la nostra gente del Centro Italia per pubblicizzare un “senso di fratellanza” a cui non crede nessuno!!!!

NON CE NE FREGA UN CAZZO di vedere i vostri beniamini in uniforme da lavoro e preparati ad hoc per la foto di rito………. gli angeli che dobbiamo ringraziare, NON SONO LORO!!!!

ANDATE A PRENDERE PER IL CULO QUALCUN ALTRO!!!!

Patrick di Majan

 

da  REPUBBLICA.IT         21 gennaio 2017

 

Rigopiano, tra i soccorritori 10 migranti ospiti del centro Cri di Settimo Torinese .

Rigopiano, tra i soccorritori 10 migranti ospiti del centro Cri di Settimo TorineseSuleyman Bazie della Costa d’Avorio e Barry Misbau della Repubblica di Guinea, due dei migranti volontari della Croce Rossa (ansa)

 

Due di loro saranno destinati al campo avanzato dei soccorritori dell’hotel travolto dalla valanga .

 

Ci sono anche 10 migranti africani rifugiati o richiedenti asilo, volontari della Croce Rossa Italiana, nella base operativa dei soccorsi di Penne, in provincia di Pescara. Il gruppo di giovani ghanesi, maliani, nigeriani, proveniente da Settimo Torinese, dove sorge il grande centro della Cri che li ha formati, ha chiesto di essere impiegato nelle zone dell’Abruzzo colpite da terremoto e maltempo. Almeno due di loro saranno destinati al campo avanzato dei soccorritori dell’hotel Rigopiano, con compiti logistici. “Vogliamo dare una mano alle persone vittime del terremoto”, ha detto Barry Misbaou, 24 anni, della Guinea Conakry. Secondo Ignazio Schintu, responsabile nazionale logistica di Croce Rossa, la formazione e l’impiego come volontari di questi giovani migranti “è un esempio di buone pratiche”.


da  VOX  NEWS

 

Bufala del Fatto sui “profughi che scavano a Rigopiano”

 

Della bufala sui cosiddetti profughi che ‘scavano a Rigopiano’ abbiamo già scritto ieri. Vale la pena riparlarne per il disgustoso articolo di un blogger immigrato del Fatto Quotidiano:

Il Fatto Quotidiano

8 ore fa

Fra le mani che scavano nella neve ci sono anche quelle di 10 migranti africani. Ma Matteo Salvini continua con i suoi slogan
LEGGI http://bit.ly/2jcboJX – dal blog di Shady Hamadi

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Si prende una foto che ritrae i fancazzisti abbigliati a spese dei contribuenti con la tenuta da crocerossine (loro si al caldo), poi si scrive nel titolo che stanno scavando la neve a mani nude. Qualche demente che legge il Fatto ci crederà, senza andare a leggere l’articolo per scoprire che nessun ‘profugo’ sta scavando da nessuna parte. Infatti la smentita della ‘notizia’ strillata è già nello stesso articolo: è stata una ‘richiesta’ estemporanea – appositamente diffusa ai media e dai media – che ovviamente non porterà a nulla, visto che a Rigopiano servono professionisti, non marchettari dell’accoglienza. E’ come quando si offre il panino che si sta mangiando a qualcuno: ne vuoi un pezzo?

Insomma una bufala. Una Fake News. Ma una bufala ‘buona’.

Oltretutto l’articolo prosegue con un’altra bufala, quella dei “venti profughi ospiti di una struttura gestita dal Gus a Monteprandone (Ascoli Piceno), quasi tutti nordafricani, partirono come volontari alla volta di Amandola. Raggiunti poco dopo da altri dieci profughi provenienti da Benevento“.
Ne parlammo qui:

Cuffiete, smartphone e risate, ecco i profughi che fingono di aiutare i terremotati – FOTO

Ogni volta che c’è un disastro, ci sono gli sciacalli dell’accoglienza che inventano bufale ‘umanitarie’. Ma non vi vergognate a fare da scendiletto di scafisti e affaristi?

Ma tranquilli, ecco il video. Che è stato diffuso anche all’estero (una propaganda disgustosa sui morti) nel quale si vedono i ‘profughi’ impegnati a scavare:

Ogni volta che c’è un disastro, ci sono gli sciacalli dell’accoglienza che inventano bufale ‘umanitarie’. Ma non vi vergognate a fare da scendiletto di scafisti e affaristi?

Ma tranquilli, ecco il video. Che è stato diffuso anche all’estero (una propaganda disgustosa sui morti) nel quale si vedono i ‘profughi’ impegnati a scavare:

Avalanche en Italie: des migrants aident les… di 20Minutes

Dopo i ritardi e gli elicotteri tenuti negli hangar, quelli della Croce Ro$$a, impegnati nel business dell’accoglienza, hanno pensato bene di vestire e trasbordare a spese nostre da Settimo Torinese (dove sono ospiti di un centro gestito proprio dalla Croce Rossa) al campo base di Penne, dove, lontano dalla valanga, mangiano e bevono come facevano a Settimo. E danno interviste. Una bella gita sulla neve a guardare gli elicotteri partire dalla base e tornare. Ora, se avete coraggio, portateli sul posto, togliete spazio ai veri soccorritori per una bella foto con una pala in mano: siete capaci di tutto, pur di proteggere il vostro osceno e losco business. Sciacalli dell’accoglienza.

Speriamo solo che l’avere portato queste inutili presenze – che come affermano non sono ovviamente abituati alla neve, figuriamoci se possono avere esperienza di soccorso alpino – non tolga spazio e non abbia impedito l’invio di altri esperti sul posto.

COME SE IL REFERENDUM NON FOSSE STATO……. COSA ASPETTIAMO ????

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da  ImolaOggi

 

Senza alcun mandato democratico, vogliono fare le riforme per asfaltare l’Italia e infine gettarla in pasto agli stranieri

 

Grasso: la legislatura duri fino al 2018 per approvare le riforme

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“Credo che i problemi del dopo terremoto confermino l’esigenza di sfruttare questo scorcio di legislatura per sbloccare una serie di misure, a partire dal riordino della Protezione civile. La vita del governo di Paolo Gentiloni non è legata solo alla riforma del sistema elettorale. E come presidente del Senato mi debbo augurare che la legislatura duri fino al 2018 per approvare provvedimenti importanti”.

Lo afferma il presidente del Senato Pietro Grasso, in una intervista al Corriere della sera.”Credo – aggiunge Grasso – che questo governo debba lavorare a prescindere dalla riforma elettorale. Il Parlamento si occupi di questo, e approvi una legge condivisa e omogenea per Camera e Senato, come ha chiesto il capo dello Stato. E il governo vada avanti sul resto. Ci sono provvedimenti sospesi e bloccati da mesi. Parlo, e sono solo alcuni esempi, delle modifiche al sistema penale, del delitto di tortura, della concorrenza, del contrasto alla povertà. Bene, si riprendano in mano e vengano approvati. Dobbiamo sfruttare al massimo il tempo residuo della legislatura. Non vorrei che rimanessero ancora fermi, sacrificati sull’altare della legge elettorale” dopo che sono stati bloccati perchè “si temeva che discutendoli la maggioranza si potesse rompere”.

Grasso respinge anche le critiche al cosiddetto ‘governo-fotocopia’: “È vero che l’orchestra ha cambiato pochi elementi. Ma il direttore è diverso, e il direttore vuole dire molto. Gentiloni deve poter lavorare sfruttando al massimo l’anno che ci porta alla fine della legislatura. Nella prospettiva proporzionale servono leader inclini più a cucire che a strappare”. E Gentiloni, che “stimo molto”, ha “grande esperienza e un buon carattere. Lavorerà come capo del governo finché sarà legittimato dal Parlamento e avrà la sua fiducia. Le pressioni per andare alle urne sono più nei retroscena“.

Per quanto riguarda le riforme, ora che il referendum “ha archiviato anche un lessico e un bestiario che definirei discutibili. E ha riabilitato i cosiddetti gufi”, per Grasso bisogna “riprenderle, ma condividendole con l’opposizione. E senza pretendere di risparmiare comunque, a scapito del funzionamento delle istituzioni. Per esempio, si potrebbe in poco tempo rendere omogenea la base elettorale delle due Camere, concedendo anche ai diciottenni il voto per il Senato, in modo da ridurre il rischio di maggioranze diverse tra le Camere”. (askanews)

TRADITORI INFAMI !!!!

da  Il Populista 

 

 

Intervista al titolare dell’Agriclub di Venaus

Imprenditore offre ospitalità ai terremotati italiani? “Razzista!”

Agate Gorni Gaspare si dice pronto a ospitare 30 connazionali colpiti dal sisma. Viene ricoperto di insulti dai buonisti intolleranti e Facebook censura il profilo. Nell’Italia dominata dal politicamente corretto nessuno è più libero di decidere chi aiutare

Marco Dozio

di Marco Dozio

– 21 Gennaio 2017 alle 16:04

Aiutare gli italiani, offrire gratuitamente il proprio sostegno a connazionali in difficoltà, è diventato marchio d’infamia. Nell’Italia dominata dal politicamente corretto nessuno è più libero di decidere chi aiutare. La solidarietà vale a intermittenza. Se rivolta a stranieri o presunti profughi, magari irrorata con soldi dei contribuenti, è meritevole di elogi pubblici ed encomi istituzionali. Se rivolta a cittadini nati nel proprio Paese, magari gratuita, è meritevole di insulti di ogni tipo. I paladini della tolleranza e della libertà ti danno come minimo del razzista.

Succede che il titolare dell’Agriclub di Venaus (Torino) abbia messo a disposizione la propria struttura per ospitare gli italiani piegati da sisma e neve, pubblicando un annuncio su Facebook: “L’Agriclub si offre di ospitare gratuitamente 25-30 terremotati che si trovano in condizioni disperate, almeno fino a quando non passa il freddo. Se il governo ha deciso di aiutare solo gli stranieri, noi ci aiutiamo da soli. Grazie, fate girare per favore”. Il post in poche ore totalizza decine di migliaia di apprezzamenti e condivisioni.

Poi Facebook, censurando un gesto solidale, ha pensato bene di chiudere il profilo. Soddisfacendo la richiesta di qualche “democratico e tollerante” che ha sommerso di ingiurie l’autore dell’iniziativa, l’imprenditore Agate Gorni Gaspare. “Sono senza parole, arrabbiato e amareggiato. Il post aveva raggiunge 25mila condivisioni. Perché è stato chiuso il profilo? Non ho alcun intento provocatorio, voglio solo dare mano gratuitamente”, spiega al Populista.

Al pianterreno c’è un club, sopra una serie di stanze libere che potrebbero dare riparo e ristoro temporaneo a chi è costretto a vivere fuori casa. “Comprendo bene il fatto che non ci si voglia allontanare troppo dalle proprie abitazioni danneggiate, ma la mia idea è di dare una possibilità a coloro che vorranno soggiornare qui per una o due settimane, in attesa che passi il gelo di questi giorni. Magari famiglie o un genitore con i propri figli. Avranno a disposizione stanze calde e pasti caldi”, aggiunge Agate Gorni Gaspare, scrollando le spalle di fronte alle invettive dei buonisti intolleranti: “Qualche idiota c’è sempre, non mi curo di loro. La disparità di trattamento tra stranieri appena arrivati e italiani che soffrono mi pare evidente. Comunque a me interessa far sapere che se qualcuno ha bisogno sono qui. Invito chi fosse interessato a contattarmi”.

Funziona così, ormai. Se scegli di ospitare un presunto profugo, sbarcato in Italia clandestinamente finanziando organizzazioni criminali, fai cosa buona, giusta e pure remunerativa. Se scegli di ospitare un italiano terremotato, per giunta gratuitamente, sei un populista, troglodita, pària e subumano. Ti bannano da Facebook ma soprattutto dal consesso civile.

CAPITO……..????

da  ImolaOggi

 

I soldi degli italiani per i terremotati? Su un conto di Mps che stava per saltare

di Franco Bechis

Quando il 22 dicembre scorso l’amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena, Marco Morelli, ha comunicato che era fallito l’aumento di capitale proposto al mercato dalla sua banca, in pochissime ore il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha convocato il consiglio dei ministri e ha fatto approvare il decreto da 20 miliardi di euro con cui è stata salvata la banca senese. Un fulmine. E non è stato il primo quando qualche istituto di credito ha lanciato il suo allarme.

Da una settimana decine di sindaci delle zone del terremoto avevano lanciato un allarme alle autorità prima guardando le previsioni del tempo, poi sentendo il freddo che mordeva e vedendo la neve che cadeva. Si è sgolato più volte anche Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, che in condizioni drammatiche dal 24 agosto è lì a battersi come un leone per i suoi cittadini martoriati. Non è accaduto nulla. Tutti sordi, e quel che è accaduto lo vediamo in queste tragiche ore.

Per salvare Mps Gentiloni ha fatto una corsa da Usain Bolt. Per salvare dalla neve chi aveva già subito il dramma di questi mesi, nessuno si è mosso dalla sedia fino a quando la situazione non è precipitata. L’unica consolazione viene da un aspetto grottesco: salvando quei conti correnti, si è salvato anche qualcosina per i terremotati. Perché fra i tanti istituti possibili per raccogliere le generose donazioni degli italiani, la Protezione civile ha scelto proprio Mps.

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Su un conto corrente c’erano più di 8 milioni di bonifici. Se la banca senese fosse andata in bail in, si sarebbero persi tutti, così come sarebbero stati persi i fondi raccolti sempre presso Mps da Confindustria o dalla Regione Toscana e Anci Toscana. C’è stato il rischio grosso quindi di perdere i fondi delle donazioni degli italiani ai poveri terremotati. Per altro quei fondi devono ancora essere utilizzati, e sono congelati.

Di fronte a una obiettiva assenza dello Stato in un momento in cui c’erano bisogni drammatici, Gentiloni si è offeso per le polemiche politiche sulla evidente disorganizzazione e impreparazione dei soccorsi, chiedendo sobrietà ai partiti e soprattutto agli avversari politici. Eppure i fatti plasticamente sono quelli, ed è ipocrita nascondersi dietro la generosità e l’incredibile impegno dei volontari che troppo spesso in questi mesi ha nascosto l’inefficienza e la lentezza della macchina pubblica.

Se c’è qualcuno che ha peccato di sobrietà, è stato proprio l’esecutivo. Ha promesso quello che sapeva benissimo di non potere mantenere. Ha annunciato la consegna di soluzioni abitative, dicendo che ormai Amatrice aveva le sue casette quando laggiù c’erano quattro assi ancora da montare e solo per il 10% di quel che sarebbe servito. Ha annunciato la consegna dei container per mettere al riparo gli allevamenti in tempo prima che li distruggesse il rigore dell’inverno, e nei tre mesi successivi ne ha consegnati 2 sui 300 promessi. Chi doveva decidere in fretta, sapendo quel che sarebbe accaduto, non l’ha fatto. Il capo della protezione civile, Fabrizio Curcio, e il commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, hanno fatto molti incontri, emanato decine di ordinanze e altrettante circolari, spesso contraddicendo dopo pochi giorni le regole appena scelte e impedendo a chi era anche da volontario sul territorio di fare il proprio lavoro avendo qualche certezza con cui muoversi ed operare.

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Poi spiegava il motivo di quell’incontro: “I sottoscritti Presidenti portano a conoscenza il Commissario e le popolazioni interessate che le mutate condizioni intervenute con le recenti Ordinanze, hanno generato notevole confusione sulla tempistica, sui modi e sui contenuti della ricostruzione stessa, il tutto in una situazione già grave dove sussiste ancora la necessità di procedere ai rilievi di agibilità. Questa situazione non è più sostenibile! Non si può, infatti, contemporaneamente ricostruire e, nel frattempo, rilevare il danno (…) In tempo di emergenza, questa continua emanazione di norme ha generato nella popolazione e nei tecnici stessi confusione ed incertezza, tant’è che al momento, i professionisti non stanno presentando alcun progetto, neanche per la ricostruzione leggera”. I 6 mila tecnici marchigiani che hanno fin qui fatto i rilievo si rifiutano di proseguire il loro lavoro in queste condizioni. E la responsabilità di chi è?

Organizzazioni di volontariato presenti nella zona del sisma, hanno comunicato fin dalla fine del mese di ottobre alle autorità di avere a disposizione container utilizzabili sia per persone che per animali e di volerle mettere a disposizione dei terremotati. E’ stato risposto a loro “no, grazie”. Ci avrebbe pensato il governo, che voleva usare la via maestra della gara pubblica per le forniture, con tutti gli imprimatur degli organismi di vigilanza (Anac in testa) per non rischiare. Il risultato è che quel che poteva dare riparo prima dell’arrivo dell’inverno, non è stato dato. Il governo non ha consegnato i container-stalle, e gli allevatori stanno perdendo le loro bestie ogni giorno.

Mentre i sindaci di queste martoriate zone hanno bisogno di lavorare su una emergenza continua e non di perdere il tempo in mille riunioni, correndo dietro alla burocrazia, da quegli incontri spesso inutili emerge una sola cosa: il terrore che hanno sia Curcio che Errani e i loro uomini di ricevere un avviso di garanzia per avere deciso in fretta una cosa piuttosto che un’altra. Sono preoccupati per se stessi assai più che per la gente che vive dramma ed emergenza. Vogliono mille bollini di legalità preventiva su ogni cosa che fanno, assediano Raffaele Cantone per avere ok che spesso non è nemmeno in grado di dare. Rivolgendosi ad ogni tipo di autorità in cerca di assoluzioni preventive che nessuno può dare, ricevono suggerimenti spesso contrastanti con le poche decisioni prese. E accade quello che ha scatenato la rabbia dei professionisti

http://limbeccata.it

POVERI ITALIANI…….!!!!

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Io ho provato il terremoto, nel lontano 1976, quello del Friuli .

Majano, il mio bel paese, ha seppellito ben 133 cittadini……. morti sotto le macerie .

Subito sono scattati gli aiuti da parte del mondo intero e soprattutto da parte dello Stato Italia .

Oggi, dopo 40 anni, grazie a dei governanti incapaci e traditori del popolo italiano, i terremotati del centro Italia, quelli che si sono salvati dalle macerie, li lasciano crepare di freddo…………. però si regalano soldi a cani e porci!!!!!

Quando scoppierà una rivoluzione che ci liberi da tutto questo degrado governativo????

Patrick di Majan

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da  ImolaOggi

 

Gentiloni: abbiamo regalato 100 mln di euro all’Etiopia, siamo fieri

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Il Ministro Paolo Gentiloni ha sottoscritto tre nuovi accordi di cooperazione con l’Etiopia, nel corso della sua visita ad Addis Abeba: sicurezza alimentare, sostegno socio-economico alle donne e sviluppo di sistemi sanitari.

“L’Etiopia è uno dei paesi più importanti per la nostra cooperazione”, ha sottolineato Gentiloni, che si è detto soddisfatto dei risultati raggiunti quest’anno, nell’ambito di un programma triennale a cui l’Italia ha destinato 100 milioni di euro. “Soldi spesi bene, gli italiani devono esserne fieri”, ha aggiunto il titolare della Farnesina. Nel corso della visita, è stato firmato anche un protocollo di collaborazione culturale per il prossimo quinquennio.

Un Paese chiave per la stabilità del Corno d’Africa

Il Ministro e’ in Etiopia per testimoniare l’importanza di un Paese chiave per la stabilità di tutto il Corno d’Africa”. Gentiloni ,che ha incontrato il collega etiope ed il premier Haile Mariam Desalegn, ha detto che l’Italia è al fianco dell’Etiopia, Paese che ha la presidenza dell’Igad (l’organizzazione regionale per il Corno d’Africa) e che ospita l’Unione Africana: un attore “cruciale”, secondo Gentiloni, per favorire la “riconciliazione in Somalia”, per trovare una soluzione pacifica delle tensioni ai confini tra Sudan e Sud Sudan. E poi, per affrontare la questione molto sensibile per gli europei della tratta degli esseri umani e dell’immigrazione clandestina.


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