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IO, ERNESTO PEZZETTA E PLACIDO FUNDARO’ RAPPRESENTIAMO IL F V G !!!!!

da  IL  GIORNALE  D’ ITALIA

 

politica

21/02/2017 06:05

L’esercito della Sovranità

Ecco l’elenco completo dei componenti dell’Assemblea del Movimento Nazionale

L'esercito della Sovranità

 

Ecco i nominativi di tutti i componenti dell’Assemblea del Movimento Nazionale fondato domenica scorsa:

ADAMO Piero, AICARDI Franco ,ALLEGRINI Laura, AMADIO Marcella, AMBROSETTI Stefano, ANDERSON Guido, ANGELETTI Carlo, ANGIOLINI Danilo, ANNUNZIATA Francesco, ANTONUCCI Camillo, ARBUSE Silvano, ARCI Enrichetta, ARONNE Nicola, ARZILLO Antonio, ASCHELTER Alessio, ATTILI Alessandra, AUMENTA Antonio

BARBARO Claudio, BARBUSCIA Barbara, BEGO Alessandro, BELLI Daniele, BENEDETTI Fabio, BEVILACQUA Fabrizio, BEVILACQUA Francesco, BOCCACCI Leonardo, BOCCHINO Sabrina, BOFFELLI Ettore, BORTOLOTTI Patrick, BOTTONI Maurizio, BRACAGLIA Fabio, BRIZZI Martino, BRUGIATELLI Maurizio, BRUNO Graziana, BUFFO Giulio

CACCIOLA Biagio, CAIAZZO Fabio, CAMERA Giuliano, CAMPANA Domenico, CAMPO Sebastiano, CANDELA Umberto, CANELLA Bruno, CANGEMI Filippo, CAPRA Wanda, CARDINALI Valentina, CARLESI Lucia, CASCARANO Marco, CASTELLANO Andrea, CATINI Massimiliano, CAVALLINI Cristina, CELESTE Antonio, CELONI Tito, CERRETO Marco, CIAMPI Mario, CIAPPARONI Giulia, CIARDI Giorgio, CICCOLINI Monica, CODOGNI Mario, COLETTA Adriano, CONESTA’ Fabio, CONSOLO Giuseppe, COSTINI Felice, CROCE Ferdinando, CRUCIANI Cesira, CURCIO Sabrina Anna Maria, CUSUMANO Maria Rosaria

D’AMATO Gioacchino, D’AMICO Angelo, DARIDA Gabriele, DARIDA Ornella, DAU Claudio, DE ANGELIS Rita, DE CONCILIIS DE IORIO Ettore, DE GIROLAMO Massimiliano, DE MARCO Morena, DE PALO Francesco, DE PALO Michele, DE STASIO Andrea, DEL BONO Davide, D’ERCOLE Franco, DI DIO Vittorio, DI LELLO Aldo, DI LEO Davide, DI LORENZO Claudio, DI MEO Alfredo, DI PIETRANTONIO Carlo, DI ZANNA Paolo, DI ZAZZO Francesco, DIGILIO Egidio, DOMINICI Rocco

EVANGELISTI Fabio

FACCI Michele, FANELLI Sergio, FARUCCI Carlo, FAZZOLARI Orlando, FIGARI Elio, FILIPPONE Domenico, FILOMENO Francesco, FLERES Giorgio, FONDI Alvaro, FONTANA Carmelo, FORMICA Giuseppe, FRATINI Osvaldo, FRATTA Vincenzo, FRAU Raimondo, FUNDARO’ Placido

GALASSO Ennio, GALEOTAFIORE Bartolomeo, GALUPPO Alessandro, GANCI Aldo, GIAMBRI Giuseppe, GIARLOMEO Francesca, GIOMBOLI Ermenegildo, GIORDANI Catiuscia, GIORDANO Leonardo, GIULIANI Michele, GRASSINI Gabriella, GREGORIO Raffaele, GUGULMET Elvio

IACOBELLI SANSONE Alfredo, IALONARDI Luigia, IANELLO Giuseppe, INCERRANO Sergio, IPPEDICO Vito, ITALIA Paolo

LA GAMBA Pasquale, LAURO GROTTO Gaetano, LAZZARETTI Roberto, LEBAN Walter, LELLI Marco, LODI Vittorio, LONGO Bruno, LOPA Rosario, LUCENTE Fabiola, LUCIANO Pietro, LUPINI Maurizio, LUVISOTTI Virgilio

MACARO Angelo, MANCUSI Vincenzo, MANZO Tommaso, MARCHI Sergio, MAREGOTTO Annalisa, MARINI Diego, MAROCCO Domenico, MARROCCO Livio, MASALA Daniele, MASI Stefano, MASIERO Gianluca, MASSIMI Giuseppe, MASTROIANNI Francesco, MATRONE Gaetano, MATTIOLI Massimo, MAULU Diego, MAURO Alessandro, MAURO Gennaro, MAZZELLA Antonio, MELONI Massimiliano, MELONI Silvio, MENGARDO Stefano, MEROLLE Alessia, MESCHINI Alessandro, MEVOLI Cesare, MIGLIORATI Marzia, MILELLA Daniele, MILO Salvatore, MINASI Clotilde, MINUZIO Emilio, MOCHI Giuseppe, MONTESANTI Massimiliano, MORGIA Roberto, MORICONI Emma, MORICONI Francesca, MULTARI Serena, MUROLO Giuseppe, MUSETTI Gianni

NANIA Domenico, NASSISI Monica

OLIVIERI Marco

PANEBIANCO Felice, PARISI Filippo, PASQUALI Gloria, PASQUALI Roberto, PELUSO Gabriella, PEPA Gianluigi, PERRELLA Carlo, PERUZZI PASQUINI Claudio, PESCIAROLI Filiberto, PEZZETTA Ernesto, PIERRI Caterina, PIRANDOLA Massimiliano, PIU Antonio, PIZZONIA Paolo, POMPONI Maria Grazia, PRINCIPE Stefano, PROCACCINI Mario, PULEO Roberto

QUARTO Giuseppe

RAIA Alessio, REBOA Romolo, REGIMENTI Luisa, RIGON Alberto, RINALDI Angelo, RITROVATO Antonio, ROMANELLI Gaetano, ROMANI Cristiano, ROMANO Stefano, RONGHI Salvatore, ROSSI Massimo, ROVITO Aldo

SACCHETTI Francesca, SACRIPANTI Andrea, SAMBO Manola, SAMBUGARO Mirko, SCAFUTO Carmela, SCARANI Daniela, SCARFONE Caterina, SCIANO’ Giuseppe, SCOLARO Melangela, SCOPELLITI Francesco, SENATRA Claudio, SEVERA Elisabetta, SIMONELLI Andrea, SORRENTI Giuseppe, STAINE Emma, STAZI Emanuele, STINGA Davide, SUMMA Marisa

TAGLIA Claudio, TALOTTA Giuseppe, TISCI Antonio, TOSELLI Sergio, TOSINI Fabrizio, TOSTI Catia, TRIDENTE Mariano, TRIOLO Antonio, TRIPODI Angelo, TROMBA Caterina, TUCCIO Luigi

VANIA Ignazio, VASI Gigi, VENTURA Vincenzo, VERRUSO Stefania, VINCI Pierpaolo, VIRGILI Sabrina, VISCONTI Massimo, VOCE Elisabetta

ZANOTTI Francesco, ZAPPAVIGNA Guido, ZINNI Giovanni, ZOTTA Marco, ZULLI Alessandro

SCOMMETTIAMO CHE SE LI CUCCHERANNO TUTTI LE COOPERATIVE ROSSE ????

da  ANSA.IT

Redazione ANSAROMA

20 febbraio 201718:15News

Migranti: 13 mln euro per nuovi Centri

Decreto in G.U., e per espulsioni spesa 19,1 mln euro nel 2017

Migranti a bordo della nave P.03 "Denaro" della guardia di finanza dopo essere stati tratti in salvo al largo delle coste libiche, Mar Mediterraneo 22 aprile 2015. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

(ANSA) – ROMA, 20 FEB – Costerà 13 milioni di euro realizzare i nuovi Centri di permanenza per i rimpatri previsti dal decreto Minniti-Orlando pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Per le spese di gestione dei centri è previsto uno stanziamento di 3,8 milioni di euro nel 2017, 12,4 nel 2018 e 18,2 a decorrere dal 2019.
Il decreto autorizza poi uno spesa di 19,1 milioni di euro per il 2017 allo scopo di garantire l’esecuzione delle procedure di espulsione degli stranieri irregolari, “anche in considerazione dell’eccezionale afflusso di cittadini stranieri provenienti dal Nord Africa”. I fondi verranno prelevati dal programma Fami-Fondo Asilo, migrazione e integrazione cofinanziato dall’Unione europea.


ECCO  QUA’…….. NEANCHE  FINITO  DI  DIRLO !!!!

da  IL  POPULISTA

Il business sulla pelle degli esseri umani

A Trieste le cooperative si intascheranno 12 milioni di euro per gestire i profughi

Vincitore dell’appalto milionario è il Consorzio Italiano di Solidarietà unitamente ad un gruppo di associazioni e cooperative varie. Continua implacabile la folle politica di accoglienza attuata dalla Serracchiani

Ismaele Rognoni

di Ismaele Rognoni

– 18 Febbraio 2017 alle 20:38

In Friuli il Pd regala le dentiere a 2 giorni dal voto

La governatrice friulana e vice segretaria del Pd, Debora Serracchiani. Foto ANSA

L’appalto milionario relativo all’accoglienza dei presunti profughi in Friuli-Venezia Giulia, governato dalla giunta di centrosinistra di Debora Serracchiani, è stato vinto dal Consorzio Italiano di Solidarietà unitamente a varie associazione e cooperative.
Il bando è di 12 milioni di euro, prelevati da noi contribuenti italiani, che finiranno nell’enorme calderone del business sulla gestione degli immigrati.

Le altre cooperative in questione sono: La Collina Soc. Coop. Sociale Onlus, Fondazione Diocesana Caritas Trieste Onlus, Lybra Soc. Coop. sociale Onlus, Duemilauno Agenzia Sociale.
Esse dovranno provvedere a mantenere altri 900 extracomunitari a cui saranno pagati vitto, alloggio e pocket money.

 

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ABBIAMO SEMPRE FATTO TRENTA E ADESSO FAREMO TRENTUNO !!!!

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Il 17 febbraio 2017 , all’interno dell’Hotel MARIOTT di Roma, si è svolto il terzo e ultimo Congresso de LA DESTRA .

Il 18 e 19 febbraio 2017, nello stesso luogo, si è svolto il Congresso di Fondazione del MOVIMENTO NAZIONALE PER LA SOVRANITA’, un’unione fra LA DESTRA di Francesco Storace e AZIONE NAZIONALE di Gianni Alemanno . Ci sono stati molti interventi interessanti e molti ospiti : Renato Brunetta (Forza Italia), Raffaele Fitto (Direzione Italia), Mario Mauro (Popolari per l’Italia), Raffaele Volpi (Noi con Salvini), Franco Mugnai (Presidente Fondazione Alleanza Nazionale), Maurizio Gasparri (Forza Italia), Giancarlo Giorgetti (Lega Nord), Gaetano Quagliarello (Movimento IdeA), Nicolas Bay (Front National) e Martin Rothweiller (Alternative fùr Deutschland) .

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Un doveroso ringraziamento va al sen. FRANCESCO STORACE, per aver tenuto viva la Fiamma della Destra italiana fondando il Nostro partito nel 2007 e per averci sempre seguito e sostenuto nei Nostri territori, infatti, non ha mai lesinato visite in tutta Italia .

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Adesso, Storace ha passato il testimone a GIANNI ALEMANNO, per quel che mi riguarda, Alemanno dal sottoscritto avrà tutto il rispetto e la massima collaborazione, ma il mio leader, è e resterà lo stesso che ho da dieci anni a questa parte .

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Anche se ha terminato la Sua vita terrena, per Noi, è stato come se fosse presente al Congresso………. ricordato più volte e salutato con un grande applauso da tutti i presenti in piedi, quando è entrata la Sua Vedova…….. sto parlando di  TEODORO BUONTEMPO .

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Interessanti tutti gli interventi congressuali, ma quelli degli ospiti che mi sono piaciuti di più, sono stati quelli di Renato Brunetta e di Martin Rothweiller .

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Due cose mi hanno colpito particolarmente dell’intervento di Martin Rothweiller, la prima quando ha sostenuto che con l’euro la Germania è sì diventata grande, ma non i tedeschi, che hanno gli stessi problemi degli italiani e che è doveroso che un Popolo abbia la possibilità di avere una moneta e una politica industriale e sociale sovrana . La seconda, che mi ha anche fatto arrabbiare e sorridere nello stesso tempo, è quando ha detto che il Suo conterraneo e omonimo MARTIN SCHULZ, attualmente presidente del Partito Socialdemocratico di Germania, che ha la pretesa di governare la Germania e l’Europa intera, in realtà, non è altro che un FALLITO, sia come imprenditore e sia come politico . Infatti, Martin Rothweiller, ci ha spiegato che Schulz aveva una libreria che è riuscito a far fallire e che è stato Sindaco di un Comune con trenta mila abitanti che aveva l’unica piscina in un arco di tanti chilometri, ma che non è mai riuscito a farla rendere……… “adesso, pretende di governarci tutti”, ha tuonato Rothweiller e per concludere, ci ha fatto gli auguri di un proficuo lavoro dichiarando che la SOVRANITA’ è l’essenza di un POPOLO .

I lavori si sono conclusi nella serata di ieri, tutti erano visibilmente stanchi ma contenti, anzi, felici, per aver cominciato a riunire le anime di Destra .

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Il 25 marzo ci toccherà ritornare a Roma, perchè al mattino abbiamo l’Assemblea del Movimento e nel pomeriggio, in occasione della visita in città di ANGELA MERKEL, saremo sotto al Campidoglio a manifestare tutto il nostro disprezzo nei suoi confronti .

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Per saperne di più :

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/politica/885592/Alemanno—Col-polo-sovranista.html#.WKrltnwE2UI.facebook

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/politica/885595/Ecco-il-Movimento-Nazionale-per-la.html

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/politica/885598/Svolta-a-destra.html

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/politica/885563/-Questo-e-il-Movimento-degli.html

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/politica/885560/IN-MOVIMENTO.html

http://www.lavocedelpopolo.net/66499/nasce-a-destra-movimento-nazionale-per-la-sovranita/

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/politica/885534/RICOMINCIAMO.html

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/politica/885531/Quella-parola-desueta–cameratismo-.html#.WKcWSJev6HI.facebook

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/politica/885593/-Noi-scagliamo–una-volta.html#.WKrlRpNKTNo.facebook

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/politica/885534/RICOMINCIAMO.html

Patrick di Majan

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Con il mito Francesco Storace al Congresso di fondazione del MOVIMENTO NAZIONALE PER LA SOVRANITA’ a Roma il 19 febbraio 2017 .

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Con Martin Rothweiller, Segretario del Partito di Destra tedesco ALTERNATIVE FUR DEUTSCHLAND al Congresso di fondazione del MOVIMENTO NAZIONALE PER LA SOVRANITA’ a Roma il 19 febbraio 2017 .

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Eravamo 8 delegati del Friuli-Venezia Giulia e naturalmente, non poteva mancare l’amico Camerata e collega Consigliere comunale  SIMONE  BARDUS .

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SE IL MONA TACEVA ERA MEGLIO !!!!

da  LIBEROQUOTIDIANO.IT     16 Febbraio 2017

 

A volte ritornano

Mani Pulite, Antonio Di Pietro: “Non ho rimorsi per i suicidi in carcere”

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Oggi Mani Pulite “compie” 25 anni. L’inchiesta che sconvolse l’Italia e fece crollare la prima Repubblica fa un quarto di secolo. E così, su Il Giorno, per “celebrarla” intervistano uno dei grandi protagonisti di quell’epoca, Antonio Di Pietro. Che azzanna, subito: “Il virus della corruzione? Invece di cercare una cura, il sistema ha reso il ceppo resistente ai vaccini”. Insomma, per Tonino non è cambiato nulla. Ma ciò che più impressiona dell’intervista sono altri passaggi. Per esempio, spiega di non essersi pentito di nulla: “Errori? È inevitabile che ci siano. Se ne ho commessi, l’ho fatto sempre in buona fede, mentre compivo il mio dovere”.

E ancora, aggiunge: “Se mi posso rimproverare qualcosa, è di non essere riuscito a finire le inchieste, a causa dei dossieraggi e delle calunnie che mi hanno spinto a smettere la toga. Mi sono affidato all’autorità giudiziaria e sono uscito pulito”. Dunque gli si chiedono se non si abusò della carcerazione preventiva per favorire le confessioni. Di Pietro risponde: “È una falsa giustificazione di chi non vuole ammettere i fatti. Chi commetteva reati non era un ladro di polli, c’era concreto pericolo di inquinamento delle prove. La carcerazione preventiva era un atto necessario, li avevamo presi con la martellata”.

Si prova dunque ad indagare sul possibile pentimento per i suicidi ai quali spinse proprio la carcerazione preventiva. Pentimento che non c’è. Si chiede a Di Pietro se ha dei rimorsi, per esempio, per la morte del presidente Eni, Garbiele Cagliari, e Di Pietro afferma: “Come faccio ad avere dei rimorsi? Intendiamoci: tutto avrei voluto, tranne che qualcuno si togliesse la vita. Però la vita è uguale per tutti, non capisco perché non ci sono polemiche quando a morire è un tossicodipendente o un poveraccio. Se mi si dice: ‘non bisogna più arrestare nessuno’, poi non lamentatevi se viene meno lo Stato di diritto”.

 

DOBBIAMO LIBERARCI DI INCAPACI E LADRI !!!!

Non servono commenti, basta visionare la scheda!!!!!

Patrick di Majan

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IL FRIULI AVEVA GIA’ AVUTO UNA CALAMITA’ NEL 1976……. NON NE SERVIVA UN’ ALTRA !!!!

da  IL  CORSARO  DELLA  SERA

 

SERRACCHIANI HA TRASFORMATO IL FRIULI NELLA TERRA DEL PRECARIATO

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Debora Serracchiani ha già deciso che nel 2018 non si ricandiderà a governatrice del Friuli Venezia Giulia. La classifica che la colloca al terz’ultimo posto per gradimento fra i suoi colleghi delle altre Regioni parla chiaro. In questi giorni è nuovamente più presente a Roma, dove tiene sotto controllo le ultime mosse precongressuali, che in Friuli Venezia Giulia. Eppure dal giorno del suicidio di Michele, il ragazzo che si è tolto la vita a Tarcento, del Friuli si parla solo come terra di crisi occupazionale e di precarietà. In Regione Fvg l’umore è a terra: non va bene nulla. Non funziona la sanità, non funziona la riforma delle Uti, non funziona l’eccessiva accoglienza di profughi richiedenti asilo, non c’è lavoro. Però la politica tace, tace perchè nessun consigliere regionale, nessun deputato vuole andare a casa e rinunciare ad uno stipendio che mai nella vita tornerà a prendere, salvo rari casi. Per questo occorre fare attenzione: il rischio è alto, la gente è stufa e tutto può accadere.

SPLENDIDO…… L’ ITALIA NE SENTIVA LA MANCANZA !!!!

SVEGLIA……. GENTE  SVEGLIA…… QUESTO  E’  UN  CAMBIO  GENERAZIONALE  PROGRAMMATO !!!!

Patrick di Majan

 

da  IL  GIORNALE  D’ ITALIA

 

L’emergenza

16/02/2017 11:16

Migranti, in arrivo un nuovo esodo

Gli sbarchi non caleranno: attesi anche per quest’anno 180mila stranieri sulle coste italiane

Migranti, in arrivo un nuovo esodo
Minniti punta il dito contro gli stati europei: ‘Relocation insoddisfacenti’. E intanto chiede ai nostri comuni di accogliere di più

 

Il flusso di migranti in arrivo sulle coste italiane non calerà. A più di dieci giorni dall’accordo sull’immigrazione Italia-Libia e dal vertice dei leader Ue di Malta (che ha dato pieno sostegno all’intesa siglata da Gentiloni e al-Serraj) a lanciare l’allarme è Frontex, l’Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera. “È realistico dire che dobbiamo prepararci ad affrontare lo stesso numero di arrivi di migranti del 2016” ha spiegato ieri il direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri. Si tratterebbe dunque di circa 180 mila migranti, “sulla rotta del Mediterraneo centrale”, dalla Libia verso l’Italia.
Gran parte sono migranti economici – Al di là delle soluzioni di medio-lungo termine, che si concentrano sulla cooperazione con i Paesi africani, “nel breve termine ciò a cui stiamo lavorando con l’Italia – spiega – è al rafforzamento delle registrazioni negli hotspot e ai rimpatri”. “Dobbiamo rafforzare la possibilità di effettuare i rimpatri perché la maggior parte dei migranti in arrivo in Italia, almeno il 60%, sono economici – ha aggiunto il direttore esecutivo di Frontex – Per questo  dobbiamo essere pronti negli hotspot, per screening e identificazioni, in modo da raccogliere le prove per ottenere il laissez passer ed i documenti di viaggio dai consolati non Ue, per il loro rientro nei Paesi di origine. Con l’Italia ci stiamo impegnando su questo”.
Leggeri ha inoltre spiegato che il maggior numero di naufragi avviene vicino alla Libia, spesso in acque territoriali libiche, un’area dove Frontex non può operare. Questo senza dimenticare il fatto che le imbarcazioni sono diventate più piccole e più cariche questo perché, quando una carretta del mare viene recuperata dalla guardia costiera o affonda, è persa per i trafficanti di uomini che, per mettere assieme crescenti profitti, caricano a dismisura i dinghi.
Minniti chiede maggiori ricollocamenti – Sull’emergenza migranti è intervenuto anche il ministro dell’Interno Marco Minniti, in audizione al Comitato Schengen, che ha puntato il dito contro gli stati europei sono ben lontani dal rispettare gli impegni assunti relativamente al programma di relocation. “Erano stati fissati 40mila ricollocamenti di profughi dall’Italia, ad oggi quelli operativi sono stati solo 3.200 – ha spiegato Minniti – Nelle settimane scorse è stato chiuso un accordo con la Germania che ha accettato di accogliere 500 migranti al mese, tuttavia la disponibilità tedesca non risolve un problema che riguarda l’intera Europa. Faccio presente che le relocation erano obbligatorie”.
E la colpa, secondo il ministro dell’Interno è del regolamento di Dublino. “Quando stabilisci che il Paese di primo approdo deve affrontate il problema, non si tiene conto del principio solidale dell’Europa e le risposte per andare verso un approccio più solidale non vanno nella direzione auspicata”.
Minniti ha aggiunto che “è stata completata nei giorni scorsi la formazione del primo nucleo di equipaggi della Guardia costiera libica a bordo della nave San Giorgio. Ora sono pronti e possiamo ricominciare a restituire le motovedette alle autorità libiche in modo che la Guardia costiera sia in grado di operare” ed ha precisato che “non si pone il problema di rimpatriare in Libia, perché i migranti che arrivano in Italia non sono libici e si può rimpatriare solo dai Paesi di provenienza”.
La linea, come annunciato già nei giorni scorsi è quella di “severità verso chi è fuori delle regole e non rispetta le regole. Integrazione per chi è nelle regole e rispetta le regole. Più si è severi più si è capaci di integrazione. Chi ha diritto – ha detto – rimane e chi e fuori delle regole deve essere rimpatriato”.
L’intento dunque è quello di creare “Centri permanenti per il rimpatrio nei piccoli centri. Il totale è di 1.600 posti su tutto il territorio nazionale. L’ipotesi è di uno in ogni regione”.
Il Governo dunque intende chiedere maggiori sforzi alle amministrazioni locali. “Accoglienza diffusa – dice – per andare verso il superamento progressivo dei grandi centri”.
I Comuni insomma, già martoriati per gli sforzi chiesti nei mesi passati, dovranno fare di più e aprire le porte ai migranti. Il fatto poi che ce ne siano altri in arrivi la dice lunga su quanti stranieri dovrà ospitare la nostra nazione.
E in merito all’accordo firmato con Tripoli, Minniti ha parlato di “un doppio livello di intervento: la protezione delle frontiere sud della Libia che, se presidiate, diventano molto importanti per la sicurezza generale dell’area del Mediterraneo. Il controllo spetta alle autorità libiche, l’Italia può mettere tecnologie, formazione e know-how. Poi – ha proseguito – c’è il controllo delle frontiere marine, con il rafforzamento della Guardia costiera libica. La terza fase della missione europea Eunavformed prevede l’intervento in acque territoriali libiche solo con l’autorizzazione delle autorità di Tripoli, che non c’è e non mi sembra possa esserci. I libici dicono che gli interventi li fanno loro e noi dobbiamo quindi mettere la loro Guardia costiera nelle possibilità di intervenire fornendo motovedette, mezzi e formazione. Lunedì scorso c’è stata una riunione della sala operativa congiunta e si è lavorato a questo”.
Linee che comunque non impediranno ai migranti di partire. In Italia continueranno ad arrivare. L’unica soluzione per fermare il flusso dovrebbe impedire proprio ai barconi di salpare. Ma questo non lo può garantire di certo al-Serraj.

Il flusso di migranti in arrivo sulle coste italiane non calerà. A più di dieci giorni dall’accordo sull’immigrazione Italia-Libia e dal vertice dei leader Ue di Malta (che ha dato pieno sostegno all’intesa siglata da Gentiloni e al-Serraj) a lanciare l’allarme è Frontex, l’Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera. “È realistico dire che dobbiamo prepararci ad affrontare lo stesso numero di arrivi di migranti del 2016” ha spiegato ieri il direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri. Si tratterebbe dunque di circa 180 mila migranti, “sulla rotta del Mediterraneo centrale”, dalla Libia verso l’Italia. 

Al di là delle soluzioni di medio-lungo termine, che si concentrano sulla cooperazione con i Paesi africani, “nel breve termine ciò a cui stiamo lavorando con l’Italia – spiega – è al rafforzamento delle registrazioni negli hotspot e ai rimpatri”. “Dobbiamo rafforzare la possibilità di effettuare i rimpatri perché la maggior parte dei migranti in arrivo in Italia, almeno il 60%, sono economici – ha aggiunto il direttore esecutivo di Frontex – Per questo  dobbiamo essere pronti negli hotspot, per screening e identificazioni, in modo da raccogliere le prove per ottenere il laissez passer ed i documenti di viaggio dai consolati non Ue, per il loro rientro nei Paesi di origine. Con l’Italia ci stiamo impegnando su questo”.

Leggeri ha inoltre spiegato che il maggior numero di naufragi avviene vicino alla Libia, spesso in acque territoriali libiche, un’area dove Frontex non può operare. Questo senza dimenticare il fatto che le imbarcazioni sono diventate più piccole e più cariche questo perché, quando una carretta del mare viene recuperata dalla guardia costiera o affonda, è persa per i trafficanti di uomini che, per mettere assieme crescenti profitti, caricano a dismisura i dinghi.

Sull’emergenza migranti è intervenuto anche il ministro dell’Interno Marco Minniti, in audizione al Comitato Schengen, che ha puntato il dito contro gli stati europei, ben lontani dal rispettare gli impegni assunti relativamente al programma di relocation. “Erano stati fissati 40mila ricollocamenti di profughi dall’Italia, ad oggi quelli operativi sono stati solo 3.200 – ha spiegato Minniti – Nelle settimane scorse è stato chiuso un accordo con la Germania che ha accettato di accogliere 500 migranti al mese, tuttavia la disponibilità tedesca non risolve un problema che riguarda l’intera Europa. Faccio presente che le relocation erano obbligatorie”.

E la colpa, secondo il ministro dell’Interno è del regolamento di Dublino. “Quando stabilisci che il Paese di primo approdo deve affrontate il problema, non si tiene conto del principio solidale dell’Europa e le risposte per andare verso un approccio più solidale non vanno nella direzione auspicata”.Minniti ha aggiunto che “è stata completata nei giorni scorsi la formazione del primo nucleo di equipaggi della Guardia costiera libica a bordo della nave San Giorgio. Ora sono pronti e possiamo ricominciare a restituire le motovedette alle autorità libiche in modo che la Guardia costiera sia in grado di operare” ed ha precisato che “non si pone il problema di rimpatriare in Libia, perché i migranti che arrivano in Italia non sono libici e si può rimpatriare solo dai Paesi di provenienza”.

La linea, come annunciato già nei giorni scorsi è quella di “severità verso chi è fuori delle regole e non rispetta le regole. Integrazione per chi è nelle regole e rispetta le regole. Più si è severi più si è capaci di integrazione. Chi ha diritto – ha detto – rimane e chi e fuori delle regole deve essere rimpatriato”.L’intento dunque è quello di creare “Centri permanenti per il rimpatrio nei piccoli centri. Il totale è di 1.600 posti su tutto il territorio nazionale. L’ipotesi è di uno in ogni regione”.

Il Governo dunque intende chiedere maggiori sforzi alle amministrazioni locali. “Accoglienza diffusa – dice – per andare verso il superamento progressivo dei grandi centri”.

I Comuni insomma, già martoriati per gli sforzi chiesti nei mesi passati, dovranno fare di più e aprire le porte ai migranti. Il fatto poi che ce ne siano altri in arrivi la dice lunga su quanti stranieri dovrà ospitare la nostra nazione.

E in merito all’accordo firmato con Tripoli, Minniti ha parlato di “un doppio livello di intervento: la protezione delle frontiere sud della Libia che, se presidiate, diventano molto importanti per la sicurezza generale dell’area del Mediterraneo. Il controllo spetta alle autorità libiche, l’Italia può mettere tecnologie, formazione e know-how. Poi – ha proseguito – c’è il controllo delle frontiere marine, con il rafforzamento della Guardia costiera libica. La terza fase della missione europea Eunavformed prevede l’intervento in acque territoriali libiche solo con l’autorizzazione delle autorità di Tripoli, che non c’è e non mi sembra possa esserci. I libici dicono che gli interventi li fanno loro e noi dobbiamo quindi mettere la loro Guardia costiera nelle possibilità di intervenire fornendo motovedette, mezzi e formazione. Lunedì scorso c’è stata una riunione della sala operativa congiunta e si è lavorato a questo”.

Linee che comunque non impediranno ai migranti di partire. In Italia continueranno ad arrivare. L’unica soluzione per fermare il flusso dovrebbe impedire proprio ai barconi di salpare. Ma questo non lo può garantire di certo al-Serraj.

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