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SEMPRE PIU’ “DEMOCRATICHE” LE ZECCHE ROSSE !!!!

Vedrete merde rosse che bella sorpresa vi sarà riservata il 05 marzo……..

Patrick di Majan

da IL PRIMATO NAZIONALE

L’appello della Camusso a Minniti: “Sciogliere CasaPound e vietare ai fascisti di candidarsi”

Di Anna Pedri 19 gennaio 2018

Bari, 19 gen – Anche Susanna Camusso contro Casapound e “l’onda nera” che si sarebbe abbattuta sull’Italia. La Cgil, infatti, insieme ad altre 23 associazioni riconducibili a quel mondo che avrebbe dovuto tutelare i cittadini ma che invece ha preferito dedicarsi ad altro, ha lanciato un appello in vista del voto del prossimo 4 marzo per un Parlamento senza fascisti.

A Bari la Camusso ha rincarato la dose, spiegando un po’ più nel dettaglio cosa sia questo appello che vede il suo sindacato tra i promotori, insieme all’Anpi e alle altre realtà di militanza antifascista. “Siamo tra i promotori dell’appello ‘Mai più fascismi’, che non è un appello di memoria. Noi vogliamo che si sciolgano sulla base delle leggi che il nostro Paese ha, tutte le organizzazioni di ispirazione fascista e nazista. Noi non vogliamo rivedere una storia che abbiamo conosciuto. Noi non vogliamo che si possano presentare alle elezioni politiche organizzazioni di ispirazione fascista e nazista. Non è una affermazione casuale. Questo tema c’è, e chiediamo che il ministro degli Interni, il Parlamento della Repubblica, attuino le leggi che
esistono nelle disposizioni della Costituzione e nelle leggi che successivamente si sono fatte”.

Leggendo l’appello si scopre che in Italia “c’è una minaccia per la democrazia” e che spuntano come funghi realtà che “diffondono i virus della violenza, della discriminazione, dell’odio verso chi bollano come diverso, del razzismo e della xenofobia, a ottant’anni da uno dei provvedimenti più odiosi del fascismo: la promulgazione delle leggi razziali”. Alla luce di tutto ciò gli antifascisti uniti, in nome della democrazia, chiedono al ministro Minniti di compiere un gesto non democratico e cioè sciogliere tutte quelle formazioni che si richiamano al fascismo e al nazismo. Escludendole dalla competizione elettorale il campo sarebbe sgombro da avversari. Viene da chiedersi quale forma di democrazia preveda la negazione del diritto di parola, espressione e pensiero, ma tant’è.

La Camusso specifica che l’appello per sciogliere i movimenti come CasaPound “è un impegno di militanza, di ricostruzione di una cultura. E a quelli che dicono che tanto è un vento che soffia ovunque, e quindi può soffiare anche nel nostro Paese, vorremo ricordare che il nostro Paese ha fatto la Resistenza, si è liberato e ha cambiato il corso della sua storia”. Per poi ridursi così, aggiungiamo noi.

Anna Pedri

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SEMPRE GRAZIE AL P D, IL FRIULI NON E’ DIVERSO DAL RESTO D’ ITALIA !!!!

Vanno applicate le leggi marziali perché anche se i politici corrotti e i pennivendoli imbratta carte di regime asserviti all’invasione a guida di Soros lo vogliono nascondere stiamo subendo un invasione islamica.
Pietro Paolo Morelli

ALLE PROSSIME ELEZIONI, SIA POLITICHE CHE REGIONALI, VOTATE LA DESTRA E RIPULIREMO L’ ITALIA DA TUTTA LA FECCIA COCCOLATA DALLA VERGOGNOSISSIMA SINISTRA ITALIANA!!!!

Patrick di Majan

da IL GAZZETTINO.IT Venerdì 19 Gennaio 2018, 13:23

Auto della Polizia accerchiata dai profughi: scattano gli arresti

di P.T.
PORDENONE – Alcuni richiedenti asilo di origine pachistana e afghana sono stati sottoposti nella notte di oggi, venerdì 19 gennaio, a fermo di polizia dagli agenti della squadra mobile di Pordenone. Il provvedimento è scattato dopo che, alcuni giorni fa, un gruppo di migranti era intervenuto a difesa di un altro richiedente bloccato da una macchina della volante della polizia di Stato. Secondo quanto si è appreso, gli agenti erano giunti sul posto perché quest’ultimo, evidentemente alterato da alcol o droghe, aveva dato in escandescenze, inveendo contro i passanti.

Quando i poliziotti lo avevano fermato, i connazionali avevano circondato la vettura, strattonato gli agenti e, minacciandoli, erano riusciti a liberare l’uomo. I poliziotti, in netta minoranza, avevano preferito desistere, ma è scattata subito un’indagine della mobile. Grazie alle testimonianze degli agenti aggrediti e alle telecamere della videosorveglianza del Comuna sono stati identificati alcuni richiedenti asilo, mentre un’altra ventina di persone è stata accompagnata in questura per accertamenti.

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GNOCCHI, SE TU FOSSI UNA PERSONA NORMODOTATA TI VERGOGNERESTI DI ESISTERE !!!!

http://www.ilprimatonazionale.it/wp-content/uploads/2018/01/GnocchiPetacci.mp4?_=1

ANCHE IO RIVENDICO IL DIRITTO DI FARE SATIRA :

Ebbene, secondo il mio modo di vedere le cose, l’unica scrofa degna di essere chiamata tale, è la tua mamma…….. la prova stà nel figlio porco che ha cacato!!!!

Patrick di Majan

da IL GIORNALE.IT

Petacci, Gnocchi non si pente: “Rivendico diritto di fare satira”

Dopo la bufera il comico Gnocchi precisa: “Sulla Petacci solo un malinteso”. Ma rivela: “Non mi sento in colpa”

Gabriele Bertocchi – Gio, 18/01/2018 – 12:33

La bufera che si è abbattuta su Gene Gnocchi dopo la “battuta” infelice e di poco gusto su Claretta Petacci – definita in tv come “un maiale” – durante un commento a un video postato da Giorgia Meloni pare non assopirsi.

Ora il comico prova a fare chiarezza in su Radio Capital.

“Un malinteso ma…”

Gene Gnocchi in diretta su Circo Massimo, programma di Radio Capital è tornato sulla questione Petacci: “È un malinteso. Mai e poi mai infierirei su dei morti, lontanissima da me l’idea di dileggiare Claretta Petacci”. Ma ci tiene a sottolineare che “mi dispiace se qualcuno si è sentito toccato, ma non mi sento in colpa e rivendico il diritto di fare satira”.

Eugenio Ghiozzi (nome di battessimo del comico) precisa che l’obiettivo della battuta “era Giorgia Meloni: pubblicava tante foto sui social e sembrava come quando si smarrisce un gatto o un cane, e pensando a lei ho dato quel nome al maiale. E lei, che è una donna intelligente, non ha reagito. È una cosa lieve, minima come idea di base”.

Le minacce

Il 62enne fa sapere però che ha ricevuto minacce da ambienti dell’estrema destra: “Stamattina ho trovato manifesti intimidatori di Forza Nuova sotto casa mia”. Inoltre ha spiegato che “hanno minacciato di manganellarmi. Il loro sito dice che non ho la scorta e posso essere manganellato”. Gnocchi poi ricorda che “bisogna vedere riconosciuta l’assoluta indipendenza da qualunque schieramento. A diMartedì prendiamo in giro tutto l’arco costituzionale. Posso avere delle simpatie, ma questo non mi esime dal fare il mio lavoro e dal prendere in giro tutti”. “E’ una brutta campagna elettorale, queste polemiche da Orietta Berti a questa non sono un buon abbrivio”.

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FORSE DI MERDE CE N’E’ PIU’ DI UNA……..

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ECCO SPIEGATI I 5 ZECCHE DA CHI LI CONOSCE MOLTO BENE !!!!

Walter Rizzetto,bravo deputato friulano, è stato uno dei primi trasfusi dal M5S, perché è stato uno dei primi a capire la dittatura comunista dei 5 STALLE !!!!

Patrick di Majan

da WALTER RIZZETTO

Sapete che sta succedendo?

Succede che in molti, tra attivisti e simpatizzanti del MoVimento Cinque Stelle che in queste ore sono rimasti esclusi dalle candidature, mi stanno scrivendo ed il ritornello è sempre lo stesso:

“Avevi ragione tu a contestare il metodo! Adesso puoi darmi una mano a sputtanarli? Hai il numero di qualche giornalista?
Devono pagarla!”

La mia risposta la metto qui ed è una ed una soltanto (ricordando un vecchio ed elegante adagio): andate ‘AFFANCULO (cit.)

Non darò seguito a nessuna richiesta che mi è stata fatta e, credetemi, sono molte.
Vorrei sapere dove eravate quando qualcuno, da dentro, denunciava innumerevoli comportamenti scorretti mettendoci sempre la faccia (al contrario dei leoni di adesso, anche parlamentari, i quali “dice il deputato che vuole restare anonimo”).
Vorrei capire dove eravate quando le squadre purgative staliniane formate da vostri attivisti randellavano online e non solo (ricordo l’occasione dell’elezione del Presidente della
Repubblica in seno alla quale alcuni di noi hanno continuato a scrivere il vero nome certificato da un unico voto mentre i vostri presentavano Romano Prodi tra i papabili).
Vorrei capire dove eravate quando il vostro cerchietto magico ha impedito a me ed al collega Aris Prodani di presentare emendamenti, stracciandoli e nemmeno avvisandoci (una cosa inaudita).
Vorrei capire dove eravate quando avete trangugiato un regolamento che vi obbliga a votare sempre la fiducia al Governo (una cosa di una gravità inaudita).
Vorrei capire dove eravate quando vi hanno imposto un nuovo Statuto votato da nessuno.
Vorrei capire dove eravate quando alcuno vi ha chiesto nulla sul passaggio ad Alde, il gruppo più europeista in parlamento EU.
Vorrei capire dove eravate quando Grillo ha decapitato il (regolarmente votato) candidato Sindaco a Genova.
Vorrei capire dove eravate quando alcuni di voi ci hanno minacciato di morte e di spendere gli stipendi in medicine nostre e delle nostre famiglie.
Vorrei capire dove eravate quando “tutti in piazza a chiedere le dimissioni” di un Sindaco o di un Alfano qualsiasi indagato ma avete giustificato il vostro Nogarin ora sotto accusa di bancarotta, turbativa d’asta ed omicidio colposo; lui resta saldo al suo posto.
Vorrei capire dove eravate rispetto alla vostra Sindaca indagata ed il cui principale collaboratore è stato arrestato (Marra, nda) per reati gravissimi…ma è tanto carina.
Vorrei capire dove eravate quando nessuno ha votato un Direttorio calato, altresì dall’alto.
Vorrei capire dove eravate quando sono andato a parlare (bene) del #M5S in televisione, a La Sette, ed il vostro Guru mi ha schiaffato sul suo Blog dicendo che “non rappresentavo il MoVimento” solo perché non ero uno del suo cerchio magico e sono sempre stato autonomo di cervello; scriveva “il MoVimento non torna in tv”…beh certo…come non farsi andare di traverso il panettone del 2015 sorbendoci greggi di parlamentari, gestiti dal Grande Fratello, dalla mattina alla sera nei talk?
Dove eravate quando ho sempre chiesto lo streaming degli incontri e l’Assemblea parlamentare mi ha sempre votato contro adducendo la scusa di quel poveretto che “non possiamo in quanto gli avversari ci spiano”; state tranquilli: con le strategie partorite da molti vostri “onorevoli” (si fanno chiamare sempre così, sapete?) riuscireste a far fallire una assemblea di condominio di 6 unità.
Vorrei capire dove eravate quando avete accettato la candidatura consapevoli del fatto che “uno non vale uno” ma alla fine decidono in due, pure su questo; ma che, ci credevate davvero?
Vorrei capire dove eravate quando Casaleggio ha chiesto (ed in parte ottenuto) di “incapsularmi”, poiché troppo indipendente e capace, all’allora responsabile della Comunicazione (che conferma e lo scrive in un libro) Nicola Biondo?
Vorrei capire dove eravate quando, anche attraverso fotomontaggi (pure mal fatti…) si cercava di screditare le persone, di accendere verso di loro odio e scherno, di far passare quello che non è mai stato (ps. con Civati non ci sono mai, e mai andrò, politicamente in accordo) nei confronti di deputati del tuo gruppo; quando invece pagavo di tasca Hotel a 4 Stelle per Grillo ed i tre uomini dello staff, allora, tutto bene.
Dove eravate quando un onorevole del #M5S pochi mesi fa è stato condannato a pagare il suo collaboratore ed invece, sfruttando un regolamento assurdo, non si fa pignorare lo stipendio che quindi è impignorabile per lui ma non per le gente comune? Privilegi? Che dite? Sulla pelle di un lavoratore che voi affermate di difendere sempre?

Potrei continuare per ore ma preferisco osservare, asetticamente, come vi stanno trattando i vostri vitelli d’oro, come vi stanno ricompensando rispetto a milioni di selfie ed imbarazzanti sbrodolamenti.

Provate con un Maalox oppure fate come quel Mazzillo, ex Assessore al Bilancio a Roma (a proposito, a che numero siamo…?); uno così è oro colato per i partiti: allontanato, sputtanato, deriso e licenziato, escluso dalle candidature e non sa nemmeno il perché, ma è ancora sul divano di casa, sudato che dice “mah, vediamo, speriamo, mi fido…”.
Azzerbinato come nessuno mai, un colpo di fortuna per chiunque se lo trova nel mezzo.

Alla peggio provate a rilassarvi con un buon libro, che nel vostro caso potrebbe essere il capolavoro moderno a firma di Di Battista od una raccolta di ricette al bicarbonato e limone a cura di Tze Tze.

Mi spiace non abbiate trovato una occupazione in Parlamento, ora però guardate quanto avete costruito e beatevi.

A tutti gli altri, ancora sani attivisti, faccio un “in bocca al lupo”.

L’importante è che non mi scriviate più: il troppo godimento potrebbe essermi fatale.

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da IL GIORNALE.IT

Parlamentarie, che inganno Decide tutto la Casaleggio

Il voto al via nel caos: sistema bloccato e proteste E i vertici M5S epurano dalle liste due candidati su tre

Clarissa Gigante – Mer, 17/01/2018 – 07:59

Anche stavolta va in scena la trasparenza opaca a Cinque Stelle: dopo gli intoppi e i rallentamenti per candidarsi, sono partite ieri le Parlamentarie del M5S.

Come al solito gli orari sono rigidi: si vota dalle 10 alle 21, né un minuto prima, né un minuto dopo. E questa volta sembra che Grillo abbia imparato dal passato: invece di migliorare il sistema, ha però messo le mani avanti, aprendo i seggi anche la mattina del 18 in caso di coda virtuale.

Ma se il rischio di rallentamenti così come quello degli hacker che già in passato hanno bucato la piattaforma era preventivato, restano i nodi fondamentali di un sistema che ancora una volta rivela tutti i suoi punti deboli.

A partire dalla scrematura effettuata dallo staff: dei circa 15mila che a inizio gennaio avevano richiesto di essere candidati, la società che fa capo a Davide Casaleggio ne ha già tagliati 2 terzi (e altri ne taglierà al termine delle Parlamentarie). Ufficialmente sulla base della mancanza di requisiti o dei documenti (certificato penale, carichi pendenti e indagini a carico) richiesti. Ma dal momento che non verranno rivelati i nomi degli esclusi il sospetto che qualcuno sia stato cassato perché considerato «infiltrato» o «scomodo» resta alto.

Come nel caso di Andrea Mazzillo, ex assessore al Bilancio della giunta Raggi e fatto fuori dal Campidoglio in modo poco limpido. Volto noto tra gli attivisti romani, Mazzillo l’altro ieri aveva pubblicato sulla sua pagina Facebook il video di presentazione con il quale si era candidato. Ma con grande stupore suo e dei suoi sostenitori ieri il suo nome non compariva nella lista degli aspiranti parlamentari. Il caso è stato ridotto a «intoppo tecnico» dallo stesso Mazzillo, che spera di rientrare in corsa in qualche modo. Eppure non è l’unico nella stessa situazione. Nel corso della giornata spuntano episodi analoghi un po’ in tutta Italia e in Sicilia c’è pure chi, come Daniela Morfino e Monica Modica, chiede di annullare l’intera votazione.

Non è escluso che dopo le polemiche alcuni di questi non possano essere «ripescati» con la scusa di qualche pasticcio tecnico, magari dovuto ai problemi ad accedere a Rousseau dello scorso 3 gennaio. Ma la frittata è fatta.

Senza considerare che almeno nella giornata di ieri a causa dei troppi accessi simultanei era sia difficile votare, sia tecnicamente impossibile vagliare uno ad uno i profili (peraltro non tutti completi) delle centinaia di candidati per il proprio collegio di residenza. Chi è riuscito a votare i propri preferiti (tre alla Camera e tre al Senato) ha votato quindi «alla cieca», sulla base delle poche informazioni presenti sotto al nominativo o della conoscenza personale. Con un piccolo vantaggio che in qualche modo agevola chi già siede a Montecitorio e Palazzo Madama: nonostante Luigi Di Maio abbia assicurato che non ci sarebbero state distinzioni, infatti, sotto alcuni dei «faccini» candidati appare (pure in grassetto) la scritta «Parlamentare Movimento 5 Stelle uscente». Alla faccia della regola «uno vale uno».

In questa nebbia spacciata per trasparenza non è dato sapere almeno per il momento nemmeno quanti sono i votanti. Alla piattaforma possono accedere infatti tutti gli iscritti «certificati» all’Associazione Movimento 5 Stelle, per la prima volta senza una data limite. Ma quanto è grande questo bacino di utenti che sceglierà alcuni di quelli che rappresenteranno il popolo M5S alle urne? Si parla di 100mila persone (il che significa che molti saranno candidati con appena 200 voti), ma solo lo staff della Casaleggio associati può dirlo. E questi sarebbero quelli che invocano la «democrazia dal basso e chiedono un intervento degli osservatori Osce che vigilino sulle operazioni di voto?

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E’ LA DESTRA RAZZISTA……… VERO ZECCHE ????

da VOX NEWS

Pd mette le donne nel recinto per non turbare islamici – FOTO

gennaio 15, 2015

Sessismo politicamente corretto, perché fatto da “diversamente bianchi”

In questi giorni la ‘umma’ ( la comunità islamica) festeggia il cosiddetto “Natale di Maometto”. Direte voi:” che ci frega?”. Ci frega perché, per ‘gran fortuna’, per via del riversamento in Europa del terzo mondo, abbiamo anche nel nostro paese una crescente presenza islamica. E una crescente voglia di certuni dementi di concedere spazio.

Così, ecco che dal modenese piddino non ci si è pensato un attimo a dare in ‘prestito’ il circolo Graziosi di via Sigonio, a Carpi, per la suddetta evenienza.

I musulmani vi hanno organizzato un convegno, e qui abbiamo una foto dell’evento:

Le donne, come si può constatare, sono state ‘gentilmente’ confinate all’angolo della stanza, dietro recinto.

Ecco il ‘vero Islam’ di cui parla Boldrini, tra un hijab e l’altro.
E questo non è più di un particolare che mette in risalto la “discutibile” visione delle donne, presente nelle società islamiche.
L’aspetto più assurdo è che non ci si ponga il problema di importare questa visione, anzi.

E’ la confusione che alimenta l’ideologia immigrazionista: si vuole che i musulmani vivano come stessero a casa loro, pensando così che i precetti della Costituzione cui (a parole) tanto ci si tiene, non vengano calpestati; poi escono fuori le stragi oppure i vari musulmani: che non vogliono essere curati da una donna, che non vogliono essere premiati da una donna, eccetera eccetera. Senza contare ( se la dobbiamo ricordare proprio tutta) che più “si va avanti”, e più si sostiene che anche cambiare direttamente le leggi per far felici gli immigrati, sia segno di “progresso” ( si guardi all’Inghilterra).

E non è meno assurdo, che poi ci si affanni per andare a portare la parità dei sessi in giro per il mondo, mentre ci si entusiasma nell’impiantare culture non paritarie in casa propria. E’ un atteggiamento schizofrenico.

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ECCO COSA SUCCEDE QUANDO AL GOVERNO CI SONO TRADITORI E INCAPACI !!!!

da IL GIORNALE.IT

Merkel e Macron ci scaricano i migranti

Meloni suona l’allarme: “L’Italia rischia di diventare il campo profughi Ue”

Sveva Biocca – Mar, 16/01/2018 – 08:19

Un po’ come quando da piccoli dovevamo correre per mettere il dito sotto il palmo della mano di un nostro amico, mentre sentivamo la solita cantilena che accompagnava il gesto: «Si sta per chiudere, si sta per chiudere!».

German Chancellor Angela Merkel delivers her speech at congress of the German Mining, Chemicals and Energy Trade Union in Hanover, Germany October 12, 2017. REUTERS/Fabian Bimmer

Il pugno si chiudeva e chi aveva messo l’indice sotto al quel tetto, sotto a quel cappello fatto a mano, giocava, mentre gli altri rimanevano fuori. Le porte dell’Europa si stanno chiudendo, ma solo per chi riesce ad avere la forza di chiuderne le pesanti ante. In tutti gli altri Paesi della condivisa accoglienza rimane solo l’eco sbiadita, un suono che somiglia a quello di una lenza, spesso mortale, sempre feroce e a cui viene ogni volta attaccata un’esca scintillante, che trascina chi riesce verso un mondo disincantato, distopico.

Angela Merkel sta per tornare in gioco, issando saldamente la bandiera del tricolore tedesco al di sopra di quella delle stelle dorate europee. Dopo quasi quattro mesi di trattative ha trovato la chiave giusta per riaccendere il motore, passepartout perfetto per chiudere anche la porta d’ingresso dei rifugiati, di chi, per disperazione o distorta illusione, intraprende il viaggio verso l’Europa. Ma l’esca attira ancora, e le larghe intese tedesche stracciano quelle precarie che si erano decise in materia di migranti a livello europeo. Dopo il no dei Paesi dell’Est Europa e il muro, di cui si è poco parlato, innalzato dalla Francia, adesso è la volta della Germania. «L’accordo per l’assorbimento dei migranti viene cancellato», citando il tweet di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. Già, perché se in una coalizione composta principalmente di tre parti, Italia, Francia e Germania, due vengono a mancare, quell’accordo viene di fatto disatteso. Eppure l’esca continua a funzionare e, anche nei mesi invernali, trascina in mare e attira verso le coste italiane.

E così l’accordo di un Paese si trasforma in una terribile e ancor più onerosa sfida per un altro. Il tetto dei 220.000 migranti l’anno imposto dalla Grande Coalizione tedesca rende insignificante il senso del Trattato di Lisbona, trasformando quella che sta vivendo l’Italia in una situazione ancora più claustrofobica. La distribuzione è diventata ormai una stazione: qualcuno ci si ferma per un periodo ma molti passano avanti senza fermarsi, un po’ come avveniva nelle stazioni della metropolitana nelle zone di Berlino Est ai tempi del muro.

Nel 2017 l’ondata migratoria ha subito un calo rispetto ai due anni precedenti ma la redistribuzione è stata fatta poco e male. È come dire che attraverso l’imbuto sono passate meno persone ma molte di queste sono rimaste imbottigliate al suo interno, perché alla fine del tunnel non ci sono recipienti. L’Europa ci aveva dato ragione quando nel settembre scorso la Corte Ue aveva rigettato il ricorso di alcuni Paesi dell’Est che non volevano rispettare le proprie quote di migranti. «Non è una posizione italiana ma dell’Europa perché se viene meno il vincolo di solidarietà viene meno l’Europa stessa», si era detto. Nei primi giorni del 2018 gli arrivi in Italia sono cresciuti del 15% rispetto alla scorso anno e con porte chiuse e muri da scavalcare l’Italia si trova isolata, allontanata, tacciata. Un tetto basso piega una schiena già curva di un’Europa (o di un’Italia) a briglie sciolte. C’era un italiano, un francese e un tedesco in mezzo al mare. Gli ultimi due tornano a riva tirando i remi in barca mentre il primo rimane solo, in mezzo al Mediterraneo.

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NON SONO LA SOLUZIONE……. SONO IL PROBLEMA !!!!

L’ ITALIA HA BISOGNO DI GOVERNANTI ONESTI MA SOPRATTUTTO CAPACI !!!!

Il M5s non ha capito che per governare un paese serve una classe dirigente e non un esercito di incapaci patentati. Non basta essere iscritti al blog ripetendo a memoria i deliri dei guru di turno per diventare dei politici. Riguardo alla carica degli sfaccendati Grillini, mi sorge una domanda : chi non è riuscito a trovare un lavoro per se stesso come pensa di trovarlo ai nostri tre milioni di disoccupati………..candidandoli tutti alle politiche?

Patrick di Majan

da IL GIORNALE.IT

Non ha un lavoro l’80% dei 15mila candidati grillini

Il M5s offre una speranza (di impiego) a disoccupati, studenti e fannulloni. Come per Di Maio e «Dibba»

Pasquale Napolitano – Mar, 16/01/2018 – 01:27

Luigi Di Maio ha perfettamente ragione quando afferma che «il M5S non è un taxi per approdare in Parlamento».

Il candidato premier non sbaglia: il Movimento ha ormai assunto la forma di un’agenzia di collocamento. La creatura di Beppe Grillo offre una speranza (di impiego) a disoccupati, studenti e fannulloni. Insomma, a chi fino a ieri non aveva un reddito. Tutti provano a imitare Luigi di Maio e Alessandro di Battista: i due miti dell’universo grillino, che prima di varcare la soglia di Montecitorio avevano un reddito annuale che non superava i 3mila euro.

Quando il nuovo capo politico dei cinquestelle dichiara che il Movimento nella prossima legislatura triplicherà il numero dei parlamentari accende un’illusione in tanti giovani attivisti, senza un lavoro stabile. Che vedono nel M5s la strada per assicurarsi uno stipendio a fine mese. E non importa, se le regole dei grillini impongano la rinuncia a parte dell’indennità. Tanto per la maggior parte di loro anche una retribuzione di parlamentare dimezzata è grasso che cola. Non avendo nè arte nè parte. E così le parlamentarie, che nell’idea di Di Maio serviranno a selezionare le migliori energie del Paese, si sono trasformate in un «concorsone» pubblico per trovare un lavoro. Basta spulciare i curricula degli aspiranti deputati e senatori per capire come la vera sfida non sia cambiare il Paese ma solo la propria condizione economica.

Un esercito di 15mila disoccupati in cerca di un posto al sole: l’80% degli aspiranti parlamentari del M5s che ha partecipato alla selezione online per comporre le liste grilline alle Politiche, non ha un impiego. C’è lo stagista del progetto Garanzia Giovani che ora sogna una sedia in Parlamento. C’è il 40enne iscritto nelle liste dei disoccupati alla ricerca di una stabilità economica grazie all’indennità di deputato. Elisabetta Caldarola, 45 anni, di Barletta, è una precaria alle Poste che spera in un seggio alla Camera. Dalla Puglia, arriva Alessio Caretto Carozzo, ex operaio Ilva, in cerca di un nuovo lavoro. In Campania c’è Claudia Vellusi, avvocato di Pozzuoli che spera nel trasloco a Roma. Esperienze lavorative? Due. Entrambe nello staff del Movimento.

Disoccupati ma anche tanti riciclati. La verginità politica, prima della leadership di Di Maio, è stato uno dei pilastri del M5S. Oggi non più. Da giorni, in rete sta montando la polemica per la candidatura di due campani, vicinissimi al vicepresidente della Camera: Carmine Sautariello, in passato legato al partito Ncd di Alfano, e Luigi Falco, figlio del presidente del Corecom Campania Domenico Falco, eletto grazie ai voti del centrosinistra. Nella fase due del Movimento trovano asilo anche i reduci della destra: è il caso di Silvia Pispico, ex presidente dell’associazione Unidestra, folgorata dalla stella di Di Maio.