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ECCO L’ ITALIA DELLA KYENGE E DEL DEGRADO !!!!

agosto 29, 2013

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da ImolaOggi

Alba: 20enne violentata in strada da tunisino pregiudicato

Pubblicato da ImolaOggi CRONACA, NEWS ago 29, 2013

CUNEO – Una ragazza di 20 anni è stata violentata nella notte, attorno all’una e mezza, mentre rientrava a casa. È accaduto ad Alba. I Carabinieri, nel giro di poche ore, hanno individuato e fermato il presunto stupratore, un tunisino di 24 anni, pregiudicato, senza permesso di soggiorno.

La vittima, dopo aver trascorso la serata con amici in un locale pubblico del centro storico, stava raggiungendo la sua auto, parcheggiata poco distante, quando improvvisamente uno sconosciuto l’ha afferrata alle spalle, le ha tappato la bocca, poi l’ha scagliata terra. Dopo aver abusato di lei è scappato.

La giovane aggredita è tornata nel locale dove c’erano ancora alcuni amici e i titolari che hanno dato subito l’allarme al 112 mentre la ragazza veniva accompagnata al pronto Soccorso dell’Ospedale San Lazzaro. Dalla descrizione dell’aggressore fornita dalla vittima e dalle testimonianze di alcuni passanti che avevano visto un giovane in fuga, i Carabinieri sono riusciti a risalire a un tunisino, senza fissa dimora, ospite ad Alba di connazionali. È stato sottoposto a provvedimento di fermo e portato in carcere. il messaggero

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Violenta rissa tra due bande di romeni, 5 arresti

Pubblicato da ImolaOggi CRONACA, NEWS ago 29, 2013

29 ago – VITERBO – Sono stati tutti arrestati per rissa aggravata dai carabinieri di Pescia Romana, cinque romeni che mercoledì sera se le sono date di santa ragione in piazza, davanti a turisti e persone del luogo. Un passaggio in auto negato ha acceso una miccia tra due bande di romeni, di un’età compresa tra i 20 e i 41 anni, che alle 22,30 si sono fronteggiati a calci, pugni e sediate.

Prima le offese e le minacce per telefono, poi di persona in un appuntamento all’ultimo sangue nella piazza centrale del paese. La discussione fra i cinque si è subito accesa e dalle parole sono passati ai fatti. La questione si è fatta subito incandescente, tant’è che qualcuno ha chiamato i carabinieri, mentre le botte diventano sempre più violente, fino ad arrivare a darsele con delle sedie prelevate da un pub del posto.

A quell’orario il locale era pieno clienti, alcuni sono fuggiti per timore di rimanere coinvolti nella rissa. Sul posto sono giunte tre pattuglie dei carabinieri: quelle di Pescia Romana, Montalto e del nucleo radiomobile di Tuscania.

I militari hanno immediatamente sedato la rissa e identificato tutti i componenti delle due bande di romeni. Un duello finito con cinque feriti, tutti trasportati all’ospedale di Tarquinia per contusioni, trauma cranico ed escoriazioni varie. Per loro la prognosi varia dai 7 ai 25 giorni. Il pm di turno della Procura di Civitavecchia ha emesso l’arresto dei cinque in carcere, convalidato dal giudice ieri mattina.

Il processo è stato rinviato al mese di gennaio, avendo gli avvocati chiesto i termini per la difesa. il messaggero

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da IL PICCOLO 29 agosto 2013

Trieste, abusa di una donna appena scesa dal bus

Il pm Bacer ha chiesto il giudizio per un venditore ambulante senegalese per violenza carnale al capolinea di Borgo San Sergio. Due chiamate della donna sul cellulare dell’uomo e l’arresto non scatta

Si chiama Samba Sow. È un senegalese nato nel 1974 che vive regolarmente a Trieste vendendo accendini e altri oggetti. Il pm Cristina Bacer lo accusa di aver picchiato e violentato una giovane donna conosciuta casualmente nel bus numero 21. In pratica è sceso al capolinea a Borgo San Sergio e dopo aver proposto alla donna l’acquisto della merce che aveva con sè, l’ha spinta contro un muro. Le ha abbassato i pantaloni e dopo averla immobilizzata ha abusato di lei.

L’episodio – sul quale è stato mantenuto un riserbo assoluto dai carabinieri di Muggia che hanno svolto le indagini – si è verificato attorno alle 21 del 17 luglio dello scorso anno. Il senegalese sospettato di violenza sessuale è stato identificato solo dopo qualche mese grazie alle analisi del Dna. Ma solo ieri, con la richiesta di rinvio a giudizio, la terribile vicenda è uscita dall’alveo investigativo.

Per il senegalese nei mesi scorsi il pm aveva chiesto l’arresto, ma il gip non lo aveva disposto. Anche perché nei tabulati del telefonino della donna sono state trovate due chiamate mute effettuate al numero dell’africano accusato di violenza.

L’allarme era scattato, come detto, il 17 luglio del 2012 attorno alle 21. Era stata la donna a mettersi in contatto con i carabinieri. Ha raccontato che dopo essersi recata in taxi alla farmacia di via Baiamonti ha fatto rientro in autobus a borgo San Sergio dove abita. Scesa al capolinea, nei pressi dell’edicola, ha denunciato di essere stata aggredita da un giovane di colore che era sceso con lei. Dopo aver consumato il rapporto quello che al momento era l’ignoto aggressore si è allontanato e la donna piangente e sconvolta è andata a casa dove ha raccontato tutto al convivente.

I carabinieri hanno subito sequestrato i vestiti della donna e hanno avviato le prime indagini. La donna intanto è stata accompagnata al Burlo dove le erano state diagnosticate varie ecchimosi al braccio sinistro, al torace e alla spalla oltre ad alcune escoriazioni e graffi.

Qualche giorno dopo la donna si è presentata ai carabinieri consegnando loro un arco in legno di colore marrone oltre che alcune frecce dicendo che quello era il materiale lasciato dall’aggressore sul luogo dello stupro. E ha nuovamente confermato le proprie accuse negando di conoscere il senegalese. Ma senza fornire insomma alcuna spiegazione sul motivo per il quale dal suo cellulare sono partite due chiamate al numero del senegalese e una è stata anche ricevuta quando era al Burlo.

Come detto l’uomo è stato identificato dal dna. I carabinieri lo hanno pedinato e hanno recuperato un mozzicone di sigaretta che poi è stato analizzato dal Ris di Parma.

E i risultati confrontati con quelli delle analisi effettuate al Burlo.

Secondo il pm Bacer le parziali incongruenze nel racconto della donna non tolgono nulla alla sua credibilità. In quanto – come hanno dimostrato le analisi – lo stupro c’è stato.

Da qui la richiesta di rinvio a giudizio. Accusa violenza sessuale e aggressione.

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